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Nuove opportunità lavorative per Moda e Sostenibilità

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moda e opportunità lavorative
Immagine da Pixabay

Anche nella moda si avverte la necessità di un cambiamento: la transizione ecologica in atto passa anche per la produzione dei capi di abbigliamento. Una recente ricerca ci mostra quali sono oggi le figure professionali più richieste dalle aziende del settore

L’esigenza di creare prodotti sostenibili sta cominciando a interessare, oggi, anche il settore della moda. Per molte persone acquistare un capo rispetto a un altro significa scegliere quello più attento al benessere ambientale.

Diverse sono le aziende che stanno decidendo di adottare misure che riducano l’impatto ambientale, tra cui in primis la diminuzione delle emissioni di CO2 e del consumo di acqua. Un percorso complesso che ovviamente necessita di cambiamenti e di nuove figure professionali che lo supportino.

A tal proposito, in una recente indagine condotta da Randstad professionals – agenzia multinazionale olandese attiva dal 1960 nella ricerca, selezione, formazione di risorse umane e somministrazione del lavoro – sono emerse quali sono, al momento, le sei figure più richieste dal mercato della moda.

Le posizioni lavorative più richieste dal settore della Moda

Al primo posto – anche per retribuzione – troviamo lo head of sustainability, il professionista che si occupa, a 360 gradi, di guidare l’azienda verso il cambiamento: la sostenibilità è la ragione del suo modus operandi.

Dalle persone, alle questioni etiche, all’ambiente: ogni decisione presa è di sua responsabilità. Il suo reddito va dai 90mila euro ai 100mila euro annuali.

La seconda posizione è riservata al sustainability manager, la figura che, in cooperazione con lo head of sustainability, deve essere in grado di conciliare la gestione aziendale ordinaria con le attività innovative e sostenibili. Il suo guadagno è compreso fra i 65mila e i 75mila euro annuali.

Un altro importante ruolo è ricoperto dal vendor & compliance manager, nonché il responsabile dei processi, dell’organizzazione e degli obiettivi di sostenibilità dell’azienda. Ha un reddito che può oscillare tra i 55mila e i 65mila euro annuali.

Troviamo poi il product compliance & sustainability supply chain manager, il cui compito principale è quello di pianificare il controllo finale dei canali di vendita e di assicurare che il tragitto fabbrica-negozio della materia prima rispetti il più possibile i criteri di sostenibilità. Guadagna tra i 50mila e i 60mila euro annui.

Un’altra figura ricercata dalle filiere tessili è il sustainability manager & corporate communications, il responsabile della comunicazione esterna. Il suo compito principale è quello di rendere nota al pubblico la filosofia sostenibile perseguita dall’azienda. Il suo reddito è compreso fra i 45mila e i 55mila euro all’anno.

Infine, abbiamo il csr coordinator, che all’interno dell’azienda deve conciliare gli obiettivi economici con il contributo che l’impresa può dare alla comunità, al territorio e a tutti i portatori di interessi.

Il suo compito è quello di diffondere, all’interno della filiera, la cultura della sostenibilità. Guadagna annualmente una cifra compresa fra i 45mila e i 55mila euro annui.

Si tratta di nuove opportunità lavorative e di professioni che – proprio perché ricercate da relativamente poco tempo – spesso non sono facili da rinvenire, ma che potrebbero diventare ottime occasioni di crescita e di specializzazione.

Un altro piccolo tassello che ci conduce verso la via corretta, quella della transizione ecologica.

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