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Sostenibilità dei datacenter, 23 metriche per misurarla

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dataceter efficienza energetica
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Il nostro futuro passa inevitabilmente dalla digitalizzazione dei servizi e dell’industria: tutto passerà sul cloud e le infrastrutture di gestione dei dati – i datacenter – richiederanno sempre più energia per alimentare tutti i loro processi. Fondamentale quindi renderli sempre più efficienti

Già oggi, i datacenter consumano circa 100 miliardi di kilowattora di elettricità all’anno: 5G, intelligenza artificiale, machine learning e persino il Metaverso aumenteranno inevitabilmente il loro consumo energetico.

Ovvio che diventi prioritario, quindi, ridurne sia l’impatto ambientale sia ottimizzarne i consumi di energia. Ne abbiamo parlato con Carlos Loscalzo, vice presidente della divisione Secure Power di Schneider Electric Italia, azienda con grande esperienza nel campo dell’efficienza elettrica.

L’azienda ha da poco rilasciato una guida alle metriche di misurazione della sostenibilità ambientale dei datacenter – che segue un white paper in cui aveva dettagliamente descritto come rendere efficienti queste strutture da un punto di vista energetico.

Il nuovo documento è più “olistico“, come lo definiscono in Schneider, perché non tratta solo di energia elettrica consumata, ma prende in considerazione tutti i fattori che costituiscono i punti di impatto ambientale dei datacenter, installazioni industriali che hanno caratteristiche uniche, come l’alta intensità energetica, la rapida crescita, il grande consumo di energia e l’uso di acqua per il raffreddamento.

Per questo è importante definire un insieme di metriche standard, che permettano ai gestori di datacenter di eseguire benchmarking migliori e più affidabili; infatti, se le organizzazioni eseguono il calcolo e il reporting degli impatti sulla sostenibilità basandosi su metriche diverse, diventa difficile confrontare le prestazioni.

Inoltre, senza metriche appropriate per il benchmarking, è difficile capire dove migliorare, a cosa dare la priorità e come mostrare i progressi.

La standardizzzione delle metriche facilita anche la discussione tra gruppi diversi di stakeholder in azienda – team di progettazione, team di approvvigionamento, team di operation e team di sostenibilità – aiutandoli a stabilire obiettivi e a promuovere azioni comuni.

Per questo Schneider propone quindi cinque categorie di analisi – energia, emissioni inquinanti, acqua, rifiuti, terra e biodiversità – che includono al loro interno 23 metriche chiave per gli operatori di datacenter che vogliono intraprendere il cammino di sostenibilità, anche con differenti livelli di obiettivi da raggiungere – principianti, avanzati e leader.

Al livello principiante vengono fornite metriche di base, necessarie per ogni data center. Nel livello avanzato si aggiungono metriche più dettagliate per energia, acqua ed emissioni di gas serra, con l’aggiunta della categoria rifiuti. Infine, nella fase leader si aggiungono ulteriori dettagli e una nuova categoria, terra e biodiversità.

Dato quindi che le pressioni crescenti da parte di investitori, regolatori, azionisti, clienti e dipendenti stanno promuovendo la necessità di una maggiore trasparenza sul reporting dell’impatto ambientale dei datacenter, ecco che l’adozione di metriche standard aggiunge valore alle aziende e contribuisce a costruire un percorso di sostenibilità trasparente, misurabile e preciso.

Crediti immagine: Depositphotos

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