I materiali più indicati per effettuare la marcatura a caldo

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marcatura pelle

La pelle, il cuoio e il legno sono i materiali più indicati per essere sottoposti alla marcatura a caldo.

Questo procedimento viene garantito da dispositivi che sono muniti di un termostato di precisione attraverso il quale la temperatura viene regolata in funzione del materiale che deve essere marcato e del tempo.

Il meccanismo di funzionamento è variabile: a volte si prevede la marchiatura, che consiste in una bruciatura diretta; in altri casi si utilizza un nastro colorato.

In questo secondo caso fra la testa di marcatura e la superficie che deve essere marcata viene collocato un nastro di nylon colorato. Il nastro viene premuto contro la superficie dalla testa di marcatura riscaldata, e in questo modo il colore viene rilasciato in modalità permanente.

Perché scegliere la marcatura a caldo

La marcatura a caldo viene scelta ancora oggi in molti casi perché rappresenta il sistema più semplice ed efficace per la stampa su numerosi materiali che sono sensibili al calore: non solo quelli che abbiamo già citato, come il legno, il cuoio e la pelle, ma anche la plastica.

I benefici che ne derivano sono molteplici, sia perché i risultati sono duraturi, sia perché i tempi di esecuzione sono rapidi.

Se si opta per il sistema della marchiatura, la testa del macchinario viene riscaldata a temperature molto alte; sulla marcatrice a caldo sono collocati dei numeratori, dei punzoni, dei loghi o dei caratteri.

La testa viene, così, appoggiata contro la superficie che è necessario marcare. È in questo modo che si realizzano le incisioni a caldo sul legno e, più in generale, i marchi sulla superficie, che ricevendo il calore impresso viene bruciata e, appunto, marcata.

I vari processi di marcatura

Il timbro per marcatura a caldo sulla pelle e sul cuoio prevede il ricorso a uno stampo che è caratterizzato dalla presenza di una incisione in rilievo e di un supporto, in modo che la matrice possa essere esposta alla fonte di calore.

Si fissa il timbro a uno scaldatore, così che la matrice possa raggiungere la temperatura più appropriata a seconda del tipo di materiale sul quale il marchio deve essere realizzato.

È in base alle caratteristiche del materiale, infatti, che si decide la temperatura di esecuzione.

Per la pelle, per esempio, si va da un minimo di 150 gradi a un massimo di 210; per il legno, invece, si sale un po’, passando dai 240 ai 300 gradi. Questo è uno degli aspetti più importanti nel definire il buon esito di una marcatura a caldo.

La pressione

Un altro aspetto fondamentale per la marcatura a caldo e la sua buona resa va individuato nella quantità di pressione che si applica. È questo il motivo per il quale, in genere, al posto delle macchine con attivazione manuale si preferiscono quelle con attivazione automatica.

C’è, poi, da tenere conto della quantità di tempo nel corso del quale il materiale resta a contatto con il timbro a caldo: di solito si oscilla tra i 2 e i 4 secondi.

Quando e come utilizzare la marcatura a caldo

La marcatura a caldo può essere adoperata anche per l’ecopelle, che è una nuova tipologia di materiale che è diventato popolare in tempi recenti.

La principale differenza tra l’ecopelle e la pelle tradizionale va individuata nel tipo di lavorazione che viene eseguita. Il trattamento dell’ecopelle, infatti, è a base di prodotti di origine naturale, con un impatto ridotto dal punto di vista ambientale.

La marcatura a caldo e la tracciabilità dei prodotti

Come gli altri processi di marcatura, anche quella a caldo può essere utilizzata per imprimere sulle superfici degli oggetti numeri, simboli e lettere grazie a cui è più semplice e immediato identificare i prodotti ed eventualmente rintracciarli.

In genere è il logo il primo elemento che si realizza. Ipotizziamo di immergersi, per esempio, nel mondo del fashion: su una cintura può trovare posto un marchio che riporta la dicitura Leather, magari in corrispondenza della parte che non si vede perché a contatto con gli indumenti.

Può essere presente, inoltre, la nota denominazione Made in, che segnala la provenienza della merce. Nel caso in cui si tratti di Made in Italy, per esempio, si può essere certi che il prodotto in pelle in questione sia stato realizzato, almeno per quel che riguarda le fasi di riconcia, di tintura e di ingrasso, nel nostro Paese.

Il sughero

Anche il sughero va menzionato nel novero dei materiali che possono essere sottoposti in maniera efficace al processo di marcatura a caldo grazie all’impiego di tecnologie e strumenti moderni.

Questo materiale viene usato di frequente nel comparto vitivinicolo, soprattutto per i tappi delle bottiglie e per il packaging.

È evidente, pertanto, che in questa circostanza la marcatura aiuta a identificare i diversi lotti con facilità.

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