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Crescono gli investimenti nelle rinnovabili, ma la burocrazia le frena

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I dati dell’Irex Annual Report, studio realizzato da Althesys, mostrano un aumento degli investimenti nelle rinnovabili lo scorso anno, che ha mostrato forti segni di ripresa post-pandemia. Ma la crescita degli impianti, nel nostro Paese, è fortemente frenta dalla burocrazia.

Una fotografia positiva – in parte – per il settore delle rinnovabili italiane e del fotovoltaico in particolare. I dati mostrati dal rapporto che Althesys cura ogni anno – l’Irex Annual Report – mostrano infatti come nel 2021 siano cresciuti gli investimenti delle imprese italiane del settore.

Nel 2021 sono stati previsti investimenti per 13,5 miliardi (+48% rispetto al 2020) in grado di mettere a terra una potenza di quasi 15 GW (+37%), con oltre 400 operazioni (+72%) in corso.

Anche i margini di profitto sono cresciuti – pressoché raddoppiati in un anno – tuttavia, l’eccessiva burocrazia e gli iter di autorizzazione, hanno frenato la realizzazione di questi impianti.

Infatti, su 264 nuovi progetti eolici e fotovoltaici di scala industriale, 188 (che rappresentano oltre il 70% del totale) sono ancora fermi. Situazione che, alla luce della crisi ucraina, potrebbe renderci energeticamente più indipendenti dalle importazioni russe.

Tanto che, per l’economista Alessandro Marangoni, “se riuscissimo a mettere a terra tutti i progetti si potrebbero raggiungere davvero gli obiettivi di decarbonizzazione e ridurre la dipendenza dal gas russo“.

Una situazione preoccupante, soprattutto perché le richieste di installazione di impianti fotovoltaici stanno letteralmente esplodendo, da parte di privati cittadini ma anche da parte delle aziende che vogliono proteggere i loro margini dai costi dell’energia troppo elevati.

Lo scorso anno in Europa sono stati connessi alla rete quasi 26 GW di fotovoltaico con una crescita del 34% rispetto al 2020. Purtroppo l’Italia negli ultimi anni si è attestata a poco meno di 1 GW di nuovo installato all’anno, ben lontana dai risultati di altri Paesi europei come la Spagna che nel solo 2021 ha installato quasi 4 GW di fotovoltaico.

Peraltro, importanti opportunità di sviluppo per il settore, in grado di supportare la transizione ecologica in modo non divisivo e veloce, esistono: l’agro-fotovoltaico e le attività di revamping e repowering degli impianti esistenti possono essere la chiave per un incremento della produzione di energia pulita tramite interventi attenti al territorio con un consumo di suolo nullo e impatto sociale positivo.

Tuttavia è evidente che, oltre ai problemi legati alla catena di fornitura e alla logistica che hanno generato un aumento dei prezzi delle componenti di impianto negli ultimi mesi, ci sono criticità specifiche che frenano lo sviluppo del settore nel nostro Paese, come i rallentamenti nel permitting.

In contesto crescentemente complesso diventa essenziale ridurre le incertezze: a fianco delle azioni già avviate dal Governo sulla deburocratizzazione del processo autorizzativo, occorrono interventi organici e coerenti fondati su una chiara visione di medio termine su tutte le componenti di business” ha dichiarato Andrea Ghiselli, amministratore delegato di Ef Solare Italia.

E in questo scenario congiunturale, in cui i costi energetici rischiano di esplodere, il fotovoltaico resta la tecnologia sviluppata registrando – attesta l’Irex Annual Report – 8,4 GW e oltre 6 miliardi di euro.

Ma dobbiamo accelerare e snellire i processi approvativi. Altrimenti perdiamo il passo con l’Europa. Secondo il Bilancio EnergRed 2022, infatti, in Italia abbiamo raggiunto solo un quinto degli obiettivi che in base al Pniec avremmo dovuto rispettare per concretizzare i 120 GW di potenza installata da fonti rinnovabili al 2030.

Il fotovoltaico ha registrato una crescita della potenza installata del 4,4% contro il 23% atteso. Le altre fonti rinnovabili non stanno meglio… sono ancora fermi il geotermoelettrico e il solare termodinamico, mentre il solare è fermo al 32% dell’obiettivo e l’eolico al 47%.

Il ritmo delle installazioni di fotovoltaico deve ora aumentare dai 4,9G Wp all’anno ad almeno 5,4 GWp per raggiungere gli obiettivi 2030. E per farlo non si deve solo velocizzare il processo di individuazione delle aree idonee, ora che per loro sono state definite delle corsie autorizzative preferenziali, ma soprattutto mobilitare il comparto industriale, dove è massima la possibilità di generale benefici tramite auto-consumo diretto, sia per le imprese che per il sistema Paese” sostiene Moreno Scarchini, Ceo di EnergRed.

Crediti immagine: Depositphotos

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