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Il Piemonte lavora per diventare una Hydrogen Valley

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28 siti industriali dismessi candidati a diventare centri di produzione di idrogeno, con enti locali, università, centri di ricerca e più di 100 aziende che stanno lavorando per definire la strategia regionale sull’idrogeno. Con cui il Piemonte punta a diventare il riferimento in Italia e in Europa sull’idrogeno, in particolare quello derivato da fonti rinnovabili

Pochi giorni fa la Commissione europea ha presentato RepowerEu, il piano con cui vuole porre fine alla dipendenza dell’Unione europea dai combustibili fossili della Russia e affrontare la crisi climatica.

Gli assi su cui si articola la strategia sono diversi, a partire da un’enfasi ancora maggiore rispetto al passato sull’efficienza energetica: se infatti nel Fit for 55 l’obiettivo era di ridurre i consumi del 9%, nel nuovo piano la percentuale è salita al 13%.

La Commissione auspica poi cambiamenti nei comportamenti individuali, che potrebbero ridurre del 5% i consumi di petrolio e guarda anche alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento (passaggio questo che ha fatto storcere il naso a Ong e associazioni ambientaliste).

Per quanto riguarda le rinnovabili, la Commissione vuole raddoppiare il solare fotovoltaico entro il 2025 e arrivare a 600 GW installati entro il 2030, risultati da raggiungere anche introducendo gradualmente l’obbligo di installare i pannelli sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali.

Si punta poi anche al raddoppio della diffusione delle pompe di calore, con il rafforzamento della geotermia e del solare termico, e gli stati vengono sollecitati ad affrontare un tema purtroppo molto sentito nel nostro Paese, quello della lentezza delle procedure autorizzatorie.

Ancora, RepowerEU ha delineato un piano di azione per il biometano, che comprende un nuovo partenariato industriale e incentivi finanziari per arrivare a produrre 35 miliardi di metri cubi entro il 2030 e ha inoltre fissato l’obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno verde (derivato cioè da fonti rinnovabili) prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030, per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare.

La strategia regionale dell’idrogeno del Piemonte

In questo quadro in rapida, continua, evoluzione, si inserisce la proposta di Strategia regionale dell’idrogeno presentata dalla regione Piemonte in concomitanza con la pubblicazione del RepowerEU e aperta alla consultazione pubblica fino al 10 giugno 2022.

L’obiettivo della strategia, che verrà presentata a Bruxelles in autunno, è quello di attrarre i fondi europei del Pnrr, in particolare 70 milioni di euro, attraverso le diverse linee di finanziamento Ue che guardano all’idrogeno e alle fonti rinnovabili.

La strategia si articola in 4 aree. In primo luogo, vengono individuate le azioni a favore della transizione delle imprese verso i mercati dell’idrogeno, delle attività di innovazione e ricerca, di sostegno all’export e all’attrazione di investimenti.

Si incentivano poi le azioni a sostegno dell’adozione dell’idrogeno nel trasporto pubblico, nella logistica merci e nel comparto ferroviario e quelle per la produzione di idrogeno sostenibile.

Infine, ci sono le iniziative a sostegno della formazione e della partecipazione alle reti nazionali e internazionali, nonché alla diffusione di una“cultura dell’idrogeno presso gli stakeholder e le comunità locali.

Le radici della strategia risalgono al 2003, quando cioè il Piemonte ha iniziato a porre le basi per la costruzione dell’ecosistema industriale per la produzione dell’idrogeno e ha sostenuto la creazione del laboratorio HysyLab nell’Environment Park.

In parallelo, si è strutturato un sistema di imprese attive nel campo dell’idrogeno, nelle filiere della mobilità della produzione e degli usi industriali, già in grado di produrre sistemi e componenti per i mercati internazionali.

Tra e aziende, Iveco, Fpt e Punch hanno avviato lo sviluppo di power train a idrogeno per il trasporto pesante e i bus, mentre Alstom Savigliano (Cn) sta sviluppando treni a idrogeno destinati al mercato italiano.

Le grandi imprese stanno poi trainando lo sviluppo della componentistica da parte delle Pmi regionali, in particolare componenti per i veicoli, per le stazioni di rifornimento, per gli impianti di produzione idrogeno.

Tra le utility, Iren ha lanciato la realizzazione di una Hydrogen Valley a Torino, che fornirà idrogeno verde ai bus urbani di Gtt. Anche Smat, Snam e Italgas hanno manifestato il loro interesse a partecipare alla realizzazione di infrastrutture di distribuzione e allo sviluppo di azioni di ricerca e innovazione in Piemonte.

Nel campo della logistica, sono in corso sperimentazioni nelle piattaforme dell’est e del sud Piemonte lungo i corridoi Ten-T Reno-Alpi e Mediterraneo, con l’installazione di elettrolizzatori e distributori di idrogeno.

Nel settore aerospaziale, Ge Avio, Leonardo e Avio hanno in corso lo sviluppo di soluzioni a idrogeno per gli aerei in vista dell’adozione della direttiva sui carburanti aerei.

Infine Solvay sta sviluppando nuovi materiali per celle elettrochimiche a scambio ionico, mentre altre aziende hanno avviato l’analisi di investimenti per l’uso dell’idrogeno nei processi produttivi e nella cogenerazione ad alto rendimento con fuel cell stazionarie.

Crediti immagine: Depositphotos

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