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Lavorare bene è questione di sostenibilità: ecco i migliori posti di lavoro nel settore delle biotecnologie

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lavorare nelle biotecnologie
Immagine di StartupStockPhotos da Pixabay

Lavorare bene è vivere meglio: per le imprese il benessere dei dipendenti sta finalmente diventando ormai più una necessità che un valore aggiunto collaterale. Lo sa bene il settore Pharma, per il quale adesso Great place to work Italia ha stilato una classifica dei migliori luoghi d’impiego.

Che una volta usciti dalla pandemia non tutto sarebbe stato più esattamente come prima era facile prevederlo sin da subito. Che l’esigenza dello smart working si sarebbe trasformata in un’eredità preziosa anche in tempi di normalità, anche questo forse lo si era intuito presto.

Quel che certamente è arrivato in maniera più inaspettata, invece, è stato quanto profondamente l’approccio al mondo del lavoro sia cambiato negli ultimi due anni.

Gli effetti, nel 2021, sono stati tutt’altro che nascosti: milioni di persone negli Stati Uniti hanno scelto volontariamente di abbandonare la propria occupazione nell’ultimo anno e il tasso di dimissioni è stato il più alto degli ultimi vent’anni.

The Big Quit l’hanno definito oltreoceano, ma il fenomeno ha una portata molto più vasta e ha interessato anche l’Italia, dove ha preso piuttosto il nome di Grande Dimissione.

Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nei primi dieci mesi del 2021 sono state 777.000 le cessazioni volontarie di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ben 40.000 in più rispetto agli stessi mesi del 2019.

Un quadro confermato e arricchito dall’indagine condotta parallelamente da Aidp (Associazione per la direzione del personale) su un campione di circa 600 aziende: anche in questo caso è stato registrato un boom di dimissioni volontarie, che hanno interessato in particolare la fascia più giovane, tra i 26 e i 35 anni.

A individuare la pandemia come sola responsabile di questo fenomeno, tuttavia, si farebbe forse un po’ troppo presto.

Sembrerebbe anzi che l’emergenza sanitaria abbia soltanto accelerato un processo che aveva – pur lentamente – già preso le mosse, cambiando in maniera più rapida (e traumatica) le prospettive dei lavoratori, che adesso sempre più ambiscono a un maggiore equilibrio tra carriera e vita privata.

Con tutte le precisazioni del caso, ovviamente: è evidente che non tutti i lavoratori sono liberi di svincolarsi da condizioni di lavoro insoddisfacenti e, in qualche caso, perfino alienanti.

Senza considerare che i dati, almeno per l’Italia, suggeriscano come in molti casi quello delle dimissioni sia stato piuttosto un cambio di impiego, che un salto nel vuoto da parte di chi ha maturato la scelta di lasciare.

E, come al solito, è necessario poi distinguere tra nord e sud del Paese, dal momento che il fenomeno ha riguardato per ora ancora prevalentemente il Nord Italia.

Tutte contestualizzazioni che, però, non possono più costituire una scusa. Presto o tardi le aziende dovranno cominciare ad accettare il fatto che il benessere dei dipendenti sul lavoro sia ormai quasi un obiettivo necessario più che una preferenza.

I 10 migliori posti di lavoro nel settore farmaceutico e biotecnologico

Da questo punto di vista, il settore farmaceutico è uno dei più virtuosi, con un grado di soddisfazione generale da parte dei dipendenti più positivo rispetto alla media (addirittura con uno scarto del 36%).

A dirlo sono le valutazioni svolte dall’azienda Great Place to Work Italia, esperta nello studio e nell’analisi del clima aziendale e dell’employer branding, la quale ha stilato ora una classifica dei 10 best workplaces in Pharma & Biotechnology italiani nel 2022.

Quasi 7mila i collaboratori coinvolti in Italia, per una valutazione in cui il peso complessivo dell’opinione degli intervistati vale il 75% del punteggio, mentre il restante 25% consiste nella valutazione, data proprio da Great Place to Work, secondo un documento compilato dal management aziendale, nel quale l’organizzazione descrive pratiche e policy aziendali volte a creare un eccellente ambiente di lavoro.

Il ranking, suddiviso in due categorie per aziende con un numero di dipendenti rispettivamente superiore o inferiore ai 500, ha mostrato trend differenti per le due divisioni.

In particolare, i collaboratori delle aziende piccole e medie hanno dato opinioni più positive sia in termini di soddisfazione generale (87% vs 79%) che riguardo alle opportunità di innovazione interna (88% vs 77%) rispetto alle organizzazioni con un numero elevato di impiegati.

Nel complesso, la categoria della classifica Best Workplaces in Pharma & Biotechnology 2022 per aziende con oltre 500 collaboratori vede al primo posto AbbVie Italia, seguita da Msd Italia, Bristol-Myers Squibb, Lilly Italia e Chiesi Farmaceutici S.p.A.

Tra le aziende Small & Medium, invece, – quelle cioè con un numero di collaboratori compreso tra 10 e 499 – la prima posizione è occupata da Biogen Italia Srl davanti a Ipsen, Ventiseidieci Srl, Techdow Pharma Italy Srl e Santen Italy.

Questo – ha dichiarato Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia – è il primo di una serie di contenuti che manifestano la voglia di Great Place to Work di approfondire diversi settori industriali ed aiutare le aziende a confrontarsi tra di loro.

Iniziamo dal mondo farmaceutico e biotecnologico, settore che storicamente ha investito nelle risorse umane, non sempre aperto alla contaminazione da altri settori, ma comunque continuo nell’investire sulle persone“.

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