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Mense scolastiche, cresce l’impegno verso un cibo tipico e più sostenibile

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Aumenta l’impegno delle mense scolastiche italiane verso la conversione ecologica al cibo tipico e più sostenibile. Mangiare sì, ma in modo sano e consapevole, nel rispetto del Pianeta è meglio.

L’alimentazione influisce sulle prestazioni psico-fisico. Ciò che mangiamo e beviamo ha effetti evidenti sull’attenzione, sulla concentrazione e fornisce maggiore energia al corpo e alla mente.

Il giusto nutrimento fa bene, in particolare, ai bambini e ai giovani che studiano. La mensa scolastica è un luogo da osservare attentamente, dato che è lì, che buona parte delle giovani generazioni trascorre del tempo mangiando e socializzando: un luogo in cui si deve costruire la buona abitudine di alimentarsi correttamente e in maniera sostenibile.

È importante, fin da piccoli, acquisire l’educazione alla sostenibilità anche attraverso il cibo, imparando anche a dare il proprio contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera.

Favorire la conversione ecologica che passa anche dal cibo: questo lo slogan lanciato in primavera dal progetto Green Food Week, il cibo amico del Pianeta di Foodinsider.

Un’iniziativa che ha avuto il suo apice inserendosi nell’evento M’illumino di meno e che ha visto aderire i Comuni che hanno offerto alle mense scolastiche, circa 4.000 pasti a basso impatto ambientale.

Un’impegno verso il risparmio energetico, spegnendo le luci delle città italiane e contemporaneamente un impegno a consumare il cibo in maniera più sostenibile, consapevole e responsabile del peso che l’alimentazione ha sul Pianeta – ci dice Francesca Rocchi, vicepresidente di Foodinsider, intervenendo alla conferenza stampa che si è tenuta a Roma, alla Camera dei Deputati, per presentare il 7° rating dei menù scolastici.

Ne è convinta anche Rossella Muroni, deputata e vicepresidente della Commissione Ambiente che afferma che “la nuova normativa Cam consente l’avvio di una rivoluzione sostenibile, che va sostenuta con strategie premianti, per accompagnare i Comuni in questo processo di cambiamento sostenibile“.

Gli effetti dei Criteri Ambientali Minimi (Cam), la nuova legge che dall’estate 2020, disciplina le gare d’appalto delle mense scolastiche nell’ottica della sostenibilità, si rilevano nei menù che hanno eliminato il cibo processato e le monoporzioni di plastica; ridotto le carni rosse, le patatine fritte, le merendine e i dolci e introdotto invece, alimenti più sostenibili e aumentato il biologico, privilegiando i fornitori locali.

L’azione sfidante dei prossimi anni è quindi di provare a trasformare la mensa scolastica, affinché diventi uno strumento rivoluzionario di educazione alimentare e di promuovere un’economia pulita sul territorio, aiutando la transizione ecologica.

I dati del 7° rating raccontano i menù scolastici

Menu più sani e sostenibili, migliora il 42% dei menù scolastici, ma cresce il divario tra le città – conferma Francesca Rocchi.

L’indagine di Foodinsider, infatti, ha decretato le quindici città italiane vincitrici, che nelle scuole dei loro territori, propongono dei menù altamente sostenibili: dalla materia prima, cibo di qualità e possibilmente del territorio, al packaging.

Salgono sul podio a pari merito, le città emiliane di Parma e la marchigiana Fano, seguite dalla lombarda Cremona. Subito dopo ci sono Rimini, Jesi, Bergamo, Trento, Ancona, Sesto Fiorentino, Perugia, Bolzano, Roma, Bologna, Aosta e Mantova.

Il divario si ha tra le prime e le ultime posizioni della classifica, che vede Reggio Calabria fanalino di coda, con un menù che offre una proposta alimentare standardizzata e industriale: cibi processati, quindi lavorati e confezionati e con poca varietà.

Fortunatamente, sull’altro piatto della bilancia c’è la biodiversità degli alimenti dei menù di Cremona e della città toscana di Sesto Fiorentino, dove vengono serviti circa una decina di cereali diversi al mese.

Nelle Marche, poi, a Fano, Jesi e ad Ancona si mangia pesce: nei menù si predilige il pesce fresco, da cinque a sette specie differenti e pescato nel tratto di mare locale.

Spostandoci poi più a nord, in Trentino Alto-Adige, precisamente a Trento e a Bolzano, scopriamo che quotidianamente, i bambini mangiano un doppio contorno di verdura.

Fiore all’occhiello dell’indagine annuale di Foodinsider, sono i Comuni di Aosta, dove, all’opposto di ciò che è stato riscontrato a Reggio Calabria, l’amministrazione ha decretato un cambio radicale, eliminando i cibi processati e introducendo un menù più vario.

E poi anche Lecce fa un salto di qualità, privilegiando i prodotti del territorio e la gastronomia locale. Il comune si è anche attivato con dei progetti contro l’obesità infantile, che in Puglia supera la soglia del 40% della popolazione.

E quindi la città eterna, Roma, che ha indetto una gara d’appalto puntando alla qualità delle materie prime, il biologico e il legame con il territorio.

La qualità dei prodotti serviti nelle mense, migliora, rispetto allo scorso anno, anche se ancora con percentuali di insufficienza, ma con buone speranze di risalire la china: la valutazione insufficiente da parte degli insegnanti, infatti, dal 56% scende al 42%.

Nell’indagine c’è un affondo sulla situazione delle mense dei convitti: venti convitti italiani presi in esame, hanno mostrato che quello che mangiano i ragazzi corrisponde dall’80% al 100% dell’apporto nutrizionale settimanale e che quindi la qualità e l’equilibrio del pasto sono molto impattanti sulla loro salute.

Preoccupa anche l’aumento degli scarti del cibo: circa il 50% dei bambini mangia meno della metà del pasto, contro circa il 40% dell’anno scolastico 2020/21.

Uno scarto così importante di cibo merita che il problema si affronti nella sua complessità: educazione dei bambini e delle famiglie, porzioni eccessive, qualità delle materie prime, capacità dei cuochi. Qualsiasi sia la causa si deve partire dal monitoraggio e questa è una richiesta che arriva da tutta l’utenza” ne è convinta Claudia Paltrinieri, presidente di Foodinsider.

Occorre che i giovani crescano consapevolmente, con una visione del futuro da costruire e preservare, anche attraverso un’alimentazione bilanciata e dei buoni sapori.

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