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Fiducia nella scienza: i cittadini italiani lamentano la forte disinformazione dei media

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Innovazione sostenibile e tecnologie digitali: solo attraverso la scienza potremo superare questa fase di crisi climatica ed economica. Ma è fondamentale evitare strumentalizzazioni e azioni deliberate di disinformazione dei cittadini…

Sembra difficile crederlo, ma è molto più semplice diffondere notizie sbagliate che, in seguito, cercare di spiegare perché non sono corrette e dare l’informazione vera. Fateci caso: ogni volta che si nega la responsabilità delle azioni umane, basta una frase a effetto, subito ripresa ovunque, per creare un dibattito distorto.

Come sta accadendo con la transizione alla mobilità elettrica: le auto elettriche inquinano più delle altre a causa dello smaltimento delle batterie e dell’energia elettrica per alimentarle, non completamente rinnovabile… frammenti di verità misti a opinioni personali e a dati errati.

Ma per sconfessare queste fake news servono tempo e lunghe spiegazioni, sempre più spesso nemmeno lette dai cittadini che – questo è l’obiettivo della disinformazione – vengono influenzati in modo mirato e subdolo.

Per fortuna – lo dimostrano i dati dell’edizione 2022 dello State of Science Index, sondaggio globale sullo stato della scienza condotta da Ipsos per 3M – gli italiani hanno fiducia nella scienza e ne riconoscono l’importanza. Nonostante la minaccia della disinformazione.

Ben il 91% degli intervistati ha infatti affermato di avere fiducia nella scienza (la media europea si ferma all’88%) e il 54% ne riconosce maggiormente il valore dopo la pandemia.

Più della metà del campione (il 52%), come detto, ha però molte difficoltà nel distinguere le fonti mediatiche credibili e soltanto il 33% si fida dei fatti scientifici riportati dai social media.

Infatti, a livello europeo si riconosce la presenza di una diffusa disinformazione sui social media (86%) e sui media tradizionali (71%); a causa di questo flusso di notizie false l’85% degli italiani teme conseguenze negative per la società se le persone non attribuiscono valore alla scienza.

Per gli intervistati, la scienza dovrebbe lavorare per risolvere problemi come:

  • gli effetti del cambiamento climatico (61% degli europei e 66% degli italiani)
  • la qualità dell’aria (59% degli europei e 65% degli italiani)
  • la fornitura di acqua pulita e di servizi igienico-sanitari (53% degli europei e 46% degli italiani)
  • la parità di accesso a una sanità di qualità (52% degli europei e 54% degli italiani)

Per Marc Routier, presidente di 3M Italia, “Questi dati ci dimostrano che vi è l’opportunità di sfruttare la conoscenza scientifica per educare il pubblico sulle questioni più importanti del momento, dal cambiamento climatico, allo sviluppo dei vaccini, all’intelligenza artificiale“.

Ma diventa fondamentale affrontare il problema della diffusa disinformazione. Combattendo le fake news con un fact checking rigoroso e citando sempre i dati, per permettere a chi legge di formarsi un’opinione completa e non falsata.

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