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Biodiversità e vigneto: un binomio di sostenibilità

pubblicato il: - ultima modifica: 17 Giugno 2022

Alla Cantina Le Manzane il vino prodotto rispetta l’ambiente: reinserimento dell’ape in vigneto e certificazione Sqnpi.

Api e biodiversità sono da sempre un binomio vincente, soprattutto se si parla di vino. Fra i vigneti della Tenuta Le Manzane nasce il giardino delle api, simbolo di sostenibilità e biodiversità.

Una cantina storica e a conduzione famigliare che sorge fra le colline del Felettano, nella celebre zona di Conegliano Valdobbiadene, in provincia di Treviso, a 70 km da Venezia e a 90 km da Cortina, nota per la sua produzione di Prosecco dall’uva Glera.

In linea con la filosofia sostenibile del titolare Ernesto Balbinot, titolare della Tenuta, sono state posizionate, lungo i filari, cinque arnie colorate per la tutela delle api.

La Cantina ha, infatti, deciso di aderire al progetto di ricerca Eno Bee per il reinserimento dell’ape in vigneto, fondamentale per la tutela della terra.

La proposta Eno Bee Progetto api in vigna, diffusasi su gran parte del territorio vinicolo italiano, è il risultato dell’idea di Enomarket, una società tutta al femminile.

Sostenitore dell’iniziativa è stato anche Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, il quale ha affidato ai ragazzi disabili dell’associazione Casa Maria Adelaide Da Sacco onlus di Vidor, il compito di colorare e dipingere le arnie.

Un gesto che intende mostrare alle future generazioni l’importanza di adottare scelte consapevoli che rispettino il nostro ambiente e tutelino la biodiversità.

Oltre all’adesione al progetto Eno Bee, e sempre con l’obiettivo di proteggere l’ambiente, la Cantina Le Manzane ha adottato anche la certificazione Sqnpi, ovvero il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata.

“Si tratta – spiega Anna Balbinot de Le Manzane – di un sistema di difesa integrata volontaria realizzato attraverso norme tecniche specifiche, attente a favorire l’uso di pratiche agronomiche non impattanti, limitando in maniera importante la scelta dei prodotti concimanti e fitosanitari e riducendo al minimo i trattamenti.”

“Nella pratica, la Certificazione SQNPI rappresenta un indirizzo volto ad una maggiore armonizzazione delle norme agronomiche, nel rispetto delle peculiarità climatiche ed ambientali, culturali e fitosanitarie con criteri di intervento e strategie da adottare nei confronti delle infestanti e delle patologie delle piante. Tutto questo per aver il minor impatto possibile sull’uomo e sull’ambiente, ottenendo così produzioni sostenibili.”

E non è, infatti, un caso l’elevata presenza di api nei vigneti della Tenuta Le Manzane: in quei terreni in cui l’utilizzo di insetticidi è troppo elevato, di alveari se ne incontrano pochi.

Da sempre considerate vere e proprie custodi della biodiversità, le api svolgono un ruolo essenziale all’interno del vigneto poiché sono indicatori della salubrità di un luogo.

“Avere le api in vigneto – continua l’esperta Balbinot – è vantaggioso e importante perché sono dei buoni vettori di lieviti e quest’ultimi favoriscono la cicatrizzazione della buccia degli acini in caso di rottura da parte di grandine, vento e macchinari.”

“Evitano così una facile diffusione di patologie come il marciume acido. Inoltre in annate molto piovose, durante la fioritura, migliorano e contribuiscono all’impollinazione.”

In più, oltre a garantire il mantenimento della biodiversità, le api fungono da impollinatori nelle piante di vite, consentendo ai viticoltori di aumentare la produzione di uva del 10%.

“E, inoltre – conclude Anna Balbinot – il vigneto fa bene alle api perché mette a loro disposizione fin dall’inizio della primavera fiori ricchi di polline come il tarassaco e il trifoglio.”

“Poi se vengono seguite le pratiche consigliate dal sistema Sqnpi e viene attuato lo sfalcio dell’erba a filari alterni le api troveranno sempre dei vigneti con filari ricchi di fiori su cui nutrirsi.”

La salubrità del terreno va dunque di pari passo con la presenza di alveari: un buon modo per proteggere il nostro ambiente e salvare l’ecosistema.

Vigneto e biodiversità

La biodiversità è un fondamentale indicatore della salubrità di un terreno: lo abbiamo appena visto.

E, proprio sulla stessa linea del progetto di cui si è parlato poc’anzi, una recente ricerca ha sottolineato quanto l’adozione di alcune pratiche agricole eco sostenibili favorisca la presenza di uccelli, insettivori, granivori e farfalle lungo i filari.

Si tratta dell’applicazione della gestione alternata della vegetazione al suolo dei vigneti, una pratica che implica il taglio dell’erba o la lavorazione del suolo in un’interfila – lo spazio fra due file di viti – ogni due, anziché in tutte le file.

Lo studio, sviluppato da Mattia Brambilla, ricercatore in Ecologia presso il Dipartimento di Scienze Politiche Ambientali dell’Università Statale di Milano e Francesco Gatti, entomologo presso Fondazione per l’Ambiente e associazione lolas, è stato pubblicato sul Journal of Applied Ecology.

Realizzato con il sostegno di Fondazione Lombardia per l’Ambiente e di Fondazione Cariplo, l’esperimento, durato tre anni, è stato condotto in Oltrepò Pavese, una delle aree caratterizzate dalla maggiore diversità biologica.

Già dopo un anno, sono stati visti i primi risultati.

L’adozione della gestione alternata ha, infatti, mostrato un effetto positivo per ciò che riguarda l’incremento della biodiversità sul terreno.

In particolare, una maggiore diffusione di uccelli insettivori e granivori è essenziale per limitare specie potenzialmente dannose per le coltivazioni e contribuire a contenere le cosiddette “erbacce”.

La pratica di gestione alternata, che può quindi contribuire ad aumentare rapidamente l’idoneità dei vigneti per la biodiversità, ha riscontrato un ottimo successo fra i viticoltori.

Un modo per rendere i vigneti più ospitali per la biodiversità e più funzionanti da un punto di vista ecosistemico, a beneficio anche della viticoltura stessa.

 

 

 

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