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Ladri di biciclette: i rimedi per evitare il furto della propria bici

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furto di biciclette
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Mi piacerebbe parlare di un film di anni fa con Vittorio De Sica, ma invece tratteremo di uno spinosissimo problema che affligge la maggioranza dei ciclisti urbani: il furto della bicicletta.

Un mercato da 320,000 furti all’anno, che coinvolge biciclette che stanno insieme con il fil di ferro fino a biciclette da migliaia di euro.

Occorre ricordarsi che l’antifurto definitivo non esiste. Gli antifurto devono essere pensati per semplificare la vita dei ciclisti complicare quella dei ladri. Quindi un po’ di considerazioni: legare qualsiasi bicicletta, specie se costosa con un sistema antifurto da pochi euro non ha alcun senso.

La necessità di ritrovare la bicicletta va di pari passo al costo del suo sistema di antifurto. Per cui meglio spendere qualche decina di euro investendoli in un buon lucchetto o in un sistema analogo.

Se lego una bicicletta da 300 euro con un lucchetto da 10 euro rischio di farmela rubare in poco tempo, con un danno di 310 euro. Vale la pena allora spenderne 50 e mantenere la bici molto più a lungo.

Il sistema antifurto deve essere visibile. La visibilità è di se stessa un deterrente, perché il ladro valuta a colpo d’occhio se il sistema è violabile, quanto tempo potrebbe impiegare, quali sono le possibilità di riuscita.

Consigli per evitare il furto della bicicletta

In ordine di importanza, meglio legare il telaio e poi le ruote della bicicletta. La catena deve stare in alto per ostacolare il taglio con la trancia. Meglio una catena corta o avvolta su se stessa che offra poca presa alla trancia.

Esistono anche i registri per i telai delle biciclette oppure sistemi informatici o elettronici per la tracciatura del mezzo, ma una volta che le bicicletta è rubata il danno è fatto.

Se si fa una denuncia, dettagliando le caratteristiche della bicicletta, con un po’ di fortuna si riesce a recuperare il mezzo, ma la possibilità che venga rivenduta a pezzi sui mercati dell’usato è molto frequente e rapidissimo come la possibilità che finisca malamente in qualche mercato non particolarmente attento al problema della ricettazione.

Purtroppo i sistemi di video sorveglianza servono a molto poco. L’importante è non farsela rubare. Il sistema antifurto è costituito da tre componenti fondamentali:

  1. primo componente è l’elemento di fissaggio portante, costituito a volte da un elemento appositamente realizzato, come una rastrelliera oppure un portabiciclette singolo, o in alternativa quello che si può definire un elemento mascherato, destinato principalmente ad altro scopo, come un palo della luce o una recinzione metallica che però offre spunti interessanti per solidità meccanica e comodità di uso
  2. il secondo componente è la catena con tutte le eccezioni possibili e immaginabili. La catena nel senso stretto è un elemento costituto da maglie metalliche di diametro variabile (a sezione tonda o quadrata, meglio quest’ultima) e di un lucchetto terminale, a volte collegato alla catena, a volte separato. La catena ancora la bicicletta all’elemento fisso portante che quindi deve essere di resistenza analoga o superiore alla catena
  3. un terzo elemento, meno percepibile seppur fondamentale nella protezione della bicicletta è il contesto, costituito da zone frequentate, ben illuminate. Questo sicuramente scoraggia i ladri

Oltre alle catene universalmente riconosciute, esistono anche altri sistemi che vediamo brevemente:

  • U-Lock, archetti metallici a grande spessore fino a 13 mm che offrono maggiori sicurezza in termine di effrazione ma a discapito del peso. Secondo me la soluzione migliore
  • Snake, catene costituite da elementi rettilinei con snodi, anche questi con ottime caratteristiche di resistenza al taglio e alla effrazione
  • Pitoni, costituiti da elementi metallici cilindrici rivestiti poi da una guaina in materiale plastico, che li rendono simili alle spire di un serpente. Sono molto resistenti e pieghevoli ma la grossa sezione pesa e la flessibilità non è paragonabile a quella del cavo in acciaio
  • ulteriore sistema antifurto è costituito da una sorta di cinturino in materiale speciale con ottima resistenza al taglio
  • a completare la casistica potremmo inserire un sistema sonoro (Abus per esempio) che si ancora al telaio della bicicletta in maniera fissa. Se si scontra la bicicletta per errore, il sistema emette una breve serie di bip, se invece si preleva la bicicletta per spostarla emette un suono prolungato e fastidioso
  • completamente da scartare, a mio parere, per questioni di sicurezza sono i cavi in acciaio. Per quanto spessi possano essere offrono pochissime garanzie al taglio. Hanno un appeal dato dal costo veramente ridotto, dalla notevole flessibilità e dalla lunghezza che le catene non possono raggiungere se non con un discreto aumento di peso.

Sconsigliati fortemente i sistemi di quick-release per fissare le ruote al telaio. Se sono facili da aprire per il proprietario della bicicletta lo saranno anche per il ladro che in mancanza di altro si porterà via una coppia di ruote, lasciando il proprietario della bici oltre al danno, l’impossibilità di tornare a casa se non caricandosi la bicicletta in spalla.

Se proprio si necessita di un sistema rapido ne esistono alcuni in commercio che funzionano solo a bicicletta sdraiata. Che vuol dire che la ruota della bicicletta normal-mente verticale risulta impossibile da rubare.

Crediti immagine: Depositphotos

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Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
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