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La logistica deve imparare a ridurre la sua impronta ecologica

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Per una logistica sostenibile è fondamentale dare vita ad attività e progetti per la riduzione dell’impronta di carbonio, la gestione efficiente dei trasporti e dei rifiuti e la responsabilizzazione della catena di fornitura.

Raben Group, azienda europea che opera nel settore dei trasporti e della logistica, ha appena pubblicato il suo secondo Rapporto di Sostenibilità, redatto nel rispetto dei criteri del Global Reporting Initiative.

Inoltre, per la prima volta, il documento include i dati di tutti i mercati europei in cui l’azienda opera, con una flotta di oltre 9.000 veicoli e circa 160 depositi dislocati in 14 Paesi europei.

Per uno dei principali operatori logistici europei, un’attività su così vasta scala significa avere un grande impatto su numerosi gruppi di stakeholder.

Nel suo Report di Sostenibilità, oltre a sottolineare l’importanza di una modalità di gestione del business orientata al rispetto dei principi etici, della sicurezza delle informazioni, della gestione del rischio, Raben ha dedicato azioni mirate ad aspetti peculiari del settore della logistica, dando vita ad attività e progetti finalizzati alla riduzione dell’impronta di carbonio, alla gestione efficiente dei trasporti e dei rifiuti, alla responsabilizzazione della catena di fornitura.

Tra queste iniziative è incluso anche il Power Purchase Agreement, Ppa, che fornirà all’azienda energia pulita in Polonia tra il 2023 e il 2029.

Abbiamo iniziato il processo di identificazione dei rischi climatici a livello di Gruppo e di valutazione del loro potenziale impatto, tenendo conto delle implicazioni della crisi climatica per le nostre attività, in relazione alle nuove normative e ai cambiamenti nella gestione dei rischi” conferma Ewelina Jabłońska-Gryżenia, responsabile della Sostenibilità di Raben Group.

Del resto, anche gli altri competitor di Raben Group non possono più trascurare i rischi climatici nelle proprie attività di business.

Db Shenker, player logistico tedesco attivo a livello mondiale, nella sua politica ambientale valorizza un approccio integrato nel rispetto delle norme Iso9001, Iso14001, Iso45001 e Sqas Trasporti.

Inoltre, per ridurre operativamente gli impatti ambientali agisce a livello di processo, raggruppando le merci da consegnare, preferendo modalità di trasporto ecocompatibili e investendo nell’innovazione delle flotte.

L’americana Ups aveva invece annunciato, già nel 2021, nuovi target di Sostenibilità ambientale che includevano la riduzione del 50% di CO2 per pacco consegnato, il 100% delle facility aziendali alimentate da energia elettrica rinnovabile, il 30% del carburante usato nella flotta area globale costituito da carburante sostenibile; il tutto entro il 2050, prendendo come base di riferimento i dati dell’anno 2020.

Questi trend sembrano inoltre essere in linea con lo studio condotto, sempre nel 2021, dalla Kühne Logistics University di Amburgo in collaborazione con l’European Freight & Logistics Leaders’ Forum dal titolo Measuring Industry’s Temperature: an environmental progress report on European logistics con l’obiettivo di verificare se la pandemia aveva avuto effetti sui piani di investimento per rendere la logistica più sostenibile.

Lo studio aveva infatti evidenziato come più della metà delle aziende partecipanti avesse definito una strategia di logistica sostenibile o fosse comunque in procinto di farlo.

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Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l'area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell'etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
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