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Biocarburanti: saranno i combustibili del futuro

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Per conciliare la transizione anche da un punto di vista sociale, l’innovazione tecnologica offre diverse soluzioni per ridurre la produzione di CO2 dovuta ai trasporti. Per la lotta ai cambiamenti climatici la priorità è la decarbonizzazione. E così, i biocarburanti guadagnano sempre più spazio.

I biocarburanti, diversamente da quelli tradizionali derivati dai combustibili fossili, sono ricavati da materie prime rinnovabili come mais, bietole e canna da zucchero.

Tuttavia, nell’ultimo decennio, l’aumento della loro produzione ha portato con sé qualche inconveniente. Infatti, se coltivati in terreni precedentemente destinati a coltivazioni per uso alimentare, rischiano di scontrarsi con il bisogno sempre maggiore di cibo dovuto all’incremento della popolazione mondiale.

È importante che la sostenibilità energetica riduca al minimo la concorrenza con la filiera alimentare e, tra le alternative, compare il ricorso agli oli vegetali esausti: si tratta sempre di materie prime ma non destinate al settore food.

Dopo essere stati filtrati da eventuali residui solidi, gli oli esausti di frittura – di provenienza domestica o industriale – possono essere utilizzati per la trasformazione in biocarburanti.

I ricercatori Cnr dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) di Catania e dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) di Palermo hanno elaborato un metodo sostenibile per la produzione di biocarburanti che, attraverso un processo assistito dalle microonde, sfrutta le proprietà dell’olio di scarto e permette di trasformare un rifiuto in una risorsa dai grandi vantaggi economici e ambientali.

Se il mercato dei biocarburanti è iniziato con gli oli vegetali, per poi passare all’uso di olio esausto, ora si sta guardando al biodiesel avanzato ricavato dalle cover crops (colture di copertura).

Che rappresentano un’ottima soluzione per la produzione di biocarburanti, senza il rischio di intaccare la filiera alimentare.

Queste colture, infatti, richiedono pochissime risorse come acqua, fertilizzanti e agrochimici e, oltre a non avere impatto negativo sulle coltivazioni successive, rendono addirittura più sostenibile la produzione futura.

Introdotte nel ciclo produttivo consentono di immettere nel suolo gli elementi nutritivi che migliorano l’efficienza dell’ecosistema.

Adamant Bionrg, leader nella produzione di energia sostenibile, conferma il potenziale di crescita delle cover crops nei prossimi anni. Per sostenerne lo sviluppo saranno necessarie nuove tecnologie e, soprattutto, incentivi e supporti lungo tutta la catena produttiva per permetterne la coltivazione su larga scala.

Auto e motori: quali sono i vantaggi del biocarburante?

Le auto alimentate a biometano registrano una minore usura del motore rispetto alle auto alimentate con il metano naturale. È il risultato del monitoraggio Biomether (Sistema regionale del Biometano in Emilia-Romagna), un progetto di Art-er per l’economia circolare e la transizione ecologica.

Dai test è emerso che dopo 15.000 chilometri percorsi a biometano, i motori registrano la totale assenza di residui carboniosi sul cielo del pistone rispetto ai veicoli alimentati a Gas Naturale Compresso.

Il biometano, quindi, non solo garantisce le stesse performance energetiche-emissive del metano ma previene anche l’usura dei motori.

Crediti immagine: Depositphotos

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