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Suolo, acqua, mobilità, orti urbani e rifiuti: punti di attenzione delle città del futuro

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Gli elementi a cui dovranno fare attenzione le città del futuro – veri laboratori di innovazione e di sperimentazione – saranno suolo, acqua, mobilità, orti urbani e rifiuti. Sempre nell’ottica della sostenibilità – ambientale, sociale ed economica.

Le città rappresentano i laboratori ideali per sperimentare nuove forme di investimento e di progettazione innovativa, che guardano nella direzione della transizione ecologica.

Secondo recenti dati dell’Onu, si procede verso l’urbanizzazione della popolazione mondiale: circa il 60% della popolazione mondiale vive in una città o in un centro urbano.

Il resto della popolazione, una minoranza, vive ancora in villaggi o in gruppi sociali isolati. Con queste premesse e se questa sarà la condizione che ci attende nei prossimi 10-15 anni, sarà necessario che le città siano vivibili, circolari e resilienti ai cambiamenti climatici.

Ma c’è anche l’aspetto dei territori più piccoli: se guardiamo all’Italia, in cui si sta verificando una sorta di fuga dalla città, scegliendo i piccoli borghi come destinazioni per lavorare e per una migliore qualità della vita, la strada verso la transizione ecologica la potrebbero tracciare loro, con la rigenerazione ambientale.

L’Italia può quindi strutturare un proprio approccio alla sostenibilità partendo dalle comunità locali. Serve un nuovo modello, però, che permetta di avviare dei percorsi di sostenibile rinascita strutturata.

Città e comuni nelle agende per la sostenibilità ambientale

Sono 20 le città capoluogo, inclusa Bolzano che per cinque anni si sono trovate sotto la lente dell’osservazione ambientale di Ispra e da cui poi, sono scaturiti i dati del primo Rapporto Snpa (Sistema nazionale per la protezione dell’Ambiente) Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale.

Tre i parametri di lettura dell’andamento: vivibilità, circolarità, e resilienza ai cambiamenti climatici. Secondo i dati, a Torino, Milano e Bolzano, la mobilità è più sostenibile e lo stile di vita è attento all’ambiente.

Si aggiunge poi anche Napoli coni suoi orti urbani, dove dal 2011 al 2019, sono aumentati di oltre il 1200%, passando da meno di un ettaro a circa 12 ettari.

I rifiuti poi, sono ben recuperati a Trento, che riesce a raggiungere la percentuale più alta di raccolta differenziata e, in base ai dati rilevati tra il 2015 e il 2019, anche a Catanzaro con oltre il 500%, a Potenza con oltre il 200% e a Palermo, che anche se la sua percentuale si attesta sotto al 20%, fa comunque un balzo in avanti raggiungendo il 115%.

A Cagliari si vive meglio: la città è infatti sempre più green, l’aria abbastanza pulita, con una tendenza alla diminuzione dell’inquinamento. Nel 2020 non si sono verificati superamenti del valore limite annuale (40 microgrammi/m3) né del valore limite giornaliero (50 microgrammi/m3) di Pm10.

In aumento anche l’offerta di infrastrutture per la mobilità sostenibile. Ma il rapporto Snpa rileva anche un trend negativo che accomuna tutte le 20 città campione: c’è ancora un forte spreco di acqua e anche in questo periodo di siccità, deve far riflettere.

I dati del rapporto mostrano la fragilità del territorio italiano, con la presenza della popolazione residente in aree a rischio idraulico, che va in media dalle circa 200mila persone della città di Potenza alle circa 180mila di Firenze.

Rischio a cui si è aggiunto, negli ultimi dieci anni, in diversi comuni, il fenomeno delle sinkholes, gli sprofondamenti improvvisi del terreno: lo sanno bene i cittadini di Roma, che dal 2010 ai primi sei mesi del 2021, hanno visto la terra aprirsi, di media, ben 100 volte l’anno, per un totale di oltre 1000 eventi.

Ma anche quelli di Torino, Milano, Genova, Bologna, Perugia, Cagliari, Napoli, Bari e Palermo. Si può invece camminare un po’ più tranquillamente a Firenze, che data la sua conformazione geografica, ha una buona disponibilità di aree pedonali, con valori che superano i 100 m2 per 100 abitanti, raggiungendo gli oltre 110 m2 per 100 abitanti, nel 2019.

Investire nella sostenibilità con il Pnrr e i fondi europei

L’Italia investe sulla sostenibilità e sulla transizione ecologica: 6 missioni, quelle del Pnrr, davvero una grande opportunità per il nostro Paese.

Circa 200 miliardi di euro, i fondi a disposizione, per affrontare con intelligenza la sfida dei prossimi anni e per farlo, sarà necessario dimostrare una forte lungimiranza.

Il rispetto per l’ambiente, ma anche la sostenibilità economica, sono elementi strategici nella realizzazione dei progetti. Ecco perché circa il 40% dei fondi del Pnrr, è dedicato alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica.

Parlare di sostenibilità significa avere la consapevolezza che le risorse a nostra disposizione sono limitate e bisogna agire in fretta: la transizione ecologica non può aspettare.

Uso di energie da fonti rinnovabili e aumento dell’impegno nella ricerca e nell’innovazione per trovare delle soluzioni alla questione ecologica, è anche il core business di molte startup innovative che si occupano di transizione ecologica, ma servono anche le buone strategie sostenibili, rispettose dell’ambiente, che il tessuto imprenditoriale può adottare:

  • risparmio energetico
  • riciclo
  • lotta agli sprechi
  • inclusione sociale
  • economia circolare
  • approccio etico alla governance aziendale
  • corretto rapporto qualità/prezzo
  • compensi equi per chi lavora

Tutto questo fa la vera differenza in termini di sostenibilità. L’Europa poi si è impegnata a diventare il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, obiettivo che richiede notevoli investimenti, quelli del Green Deal europeo del valore di 1000 miliardi di euro.

Fa quindi leva sugli strumenti finanziari dell’Ue, in particolare InvestEu, nel quale ha messo ulteriori 7 milioni di euro per gestire i progetti delle infrastrutture sostenibili attraverso Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e sul programma europeo del Meccanismo per una transizione giusta, oltre al ben noto programma Life.

Bergamo e la città del futuro

I fondi ci sono, arrivano anche, ma bisogna poi saperli spendere bene, in maniera etica e sostenibile. Lo fanno Polifin e Costim nella città di Bergamo, con il progetto abitativo Chorus Life, che vede l’investimento di oltre 300 milioni di euro nella rigenerazione urbana inclusiva, innovativa e rispettosa dell’ambiente, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2030 delle Nazioni Unite.

Un report di The European House – Ambrosetti ci fornisce i numeri: 70mila metri quadrati di territorio recuperato e oltre 1.600 tonnellate annue risparmiate di CO2 con oltre 80mila metri quadrati coperti e 20mila metri quadrati di destinazione urbanistica verde.

Un risultato questo che ha un impatto importante a livello ambientale, ma anche sociale e tecnologico, tanto da essere diventato oggetto dello Studio strategico di misurazione e valorizzazione degli impatti multidimensionali, presentato in Confindustria Bergamo al Kilometro Rosso.

Come dichiara Valerio De Molli, managing partner e Ceo, The European House – Ambrosetti “il nostro studio dimostra come interventi di rigenerazione urbana caratterizzati da soluzioni realizzative all’avanguardia, dall’impiego del digitale per fornire servizi ad alto valore aggiunto e dalla scelta di elementi di forte attrazione per residenti, visitatori e turisti possono generare valore economico per la filiera e il territorio e impatti sociali e ambientali per contribuire agli obiettivi di crescita e sviluppo sostenibile“.

Guardando al futuro, ci si aspetta che il progetto abbia buoni impatti sull’ambiente con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di oltre 1.600 tonnellate all’anno: per dare un’idea sarebbe come la piantumazione di oltre 80mila alberi sul territorio di Bergamo.

Significa un risparmio economico per la comunità, collegato alla sovrapproduzione di CO2, di oltre 600mila euro.

Un premio ai Comuni italiani che investono in progetti sostenibili

Ritorna alla sua settima edizione il bando Cresco Award Città Sostenibili che ha in palio 5 riconoscimenti ai Comuni, da quelli fino ai 5mila abitanti, fino alle città con oltre 100mila abitanti e 15 premi speciali assegnati dalle imprese coinvolte nell’iniziativa.

Quest’anno tra i partner imprenditoriali, ci sarà anche l’azienda farmaceutica Gedeon Richter Italia che assegnerà il premio Donne al centro per una società più inclusiva e sostenibile per premiare il Comune più virtuoso sul tema dell’empowerment femminile e, se fa parte della generazione più giovane, ancora meglio.

I Comuni italiani, le Città Metropolitane, le Unioni o raggruppamenti di Comuni e le Comunità Montane avranno tempo, fino al 4 ottobre, per presentare dei progetti già conclusi o comunque operativi entro l’anno, riguardanti le tematiche inerenti gli Sdg dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, nell’ottica dello sviluppo sostenibile dei territori.

Il bando di Cresco Award è un’iniziativa di Fondazione Sodalitas con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e promossa dall’Europa, dal Ministero della Transizione Ecologica e dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.

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