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E se un giorno non potremo più mangiare il cioccolato?

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10 idee per salvare il pianeta

Sollecitare a pensare a come i cambiamenti climatici stanno minando la vita di tutti i giorni. È quanto fanno Letizia Palmisano e Matteo Nardi nelle 160 pagine del libro 10 idee per salvare il pianeta (Città Nuova editore, 17€).

Il sottotitolo è accattivante e, infatti, recita: prima che sparisca il cioccolato. Perché anche la produzione agricola è pesantemente coinvolta (ora poi che ci si è messa anche la guerra in Ucraina).

Siamo di fronte a una sfida di sostenibilità che richiede un impegno da parte di tutti noi – sostengono i due autori che hanno a che fare entrambi con la comunicazione ambientale – A partire dalle nostre scelte quotidiane: la mobilità, il riciclo dei rifiuti, i consumi di energia, l’alimentazione, lo svago e lo sport. In ogni momento della nostra giornata contribuire a salvare l’ambiente“.

Per capirne di più abbiamo incontrato (virtualmente) Letizia Palmisano che sta lavorando in modalità Southworking e abbiamo scambiato 4 chiacchiere proprio come se fossimo alla presentazione del suo libro.

Tu che sei molto social, quale pensi che sia la formula giusta per fare breccia negli animi degli italiani in tema ambientale?

Ambientalisti si nasce o si diventa, io ritengo di esserci nata. Da bambina mi sconvolgeva il pressapochismo degli adulti. Da ragazza ho iniziato a capire che per potermi lamentare a dovere di ciò che non andava, avevo il dovere morale di fare prima la mia parte.

Così iniziai, con associazioni e comitati locali ad attivarmi. Tra gli impegni anche eventi pubblici, riunioni, comunicati stampa e… i primi blog e forum.

Negli anni ho capito che non esiste una formula unica. La biodiversità umana è tale che mi ha fatto comprendere che con alcuni è più semplice, con altri meno ma preziosi alleati per la diffusione dei temi ambientali sono i tanti strumenti della comunicazione oggi a disposizione: articoli, social network, blog (come quello che porto avanti da quasi 20 anni, dossier, film (di qui il mio impegno con il Green Drop Award insieme a Green Cross dal 2012), libri, spettacoli, canzoni senza dimenticare gli incontri dal vivo perché guardarsi negli occhi, dialogare, avere la possibilità di controbattere a eventuali fake news in cui molti ingenuamente incappano, rimane un’arma potentissima.

Per quale lettore avete scritto il libro?

Con Matteo Nardi abbiamo in comune molte cose. Siamo entrambi giornalisti ambientali e prima ancora attivisti. Il nostro impegno generalmente ha riguardato due gruppi di persone.

Chi è interessato a capire come ridurre il proprio impatto ambientale e ha già intrapreso un percorso green e chi invece ancora non si è reso conto che l’enorme crisi climatica in atto non dipende da una congiuntura astrale o dalle nostre preghiere ma dai comportamenti umani.

Con 10 idee per Salvare il Pianeta, prima che sparisca il cioccolato abbiamo provato a rivolgerci a entrambi. I capitoli danno infatti consigli – che partono dalle nostre esperienze private, perché noi per primi cerchiamo di essere ogni giorno più virtuosi – sia per chi è ancora agli inizi, sia per chi cerca di ridurre ulteriormente la propria impronta di carbonio.

Il titolo però si rivolge specificamente al secondo gruppo. Purtroppo, chi si occupa di ambiente sa bene come i cambiamenti climatici abbiano tra le prime vittime molteplici colture che spesso sono alla base dell’alimentazione di molte popolazioni.

Con Matteo ci siamo resi conto che quando affrontavamo questi temi in pubblico – nonostante la gravità dei fatti – le persone (ahinoi!) non si sentissero particolarmente colpite considerato che non stavamo parlando di ciò che loro mettevano direttamente in tavola.

Quando però ci capitava di citare gli effetti che il riscaldamento globale possono avere su cacao e caffè, vedevamo che in molti iniziavano a mostrare più attenzione.

E allora il messaggio insito nel titolo è: attivatevi per far sì che il mondo in cui viviamo sia ancora ospitale per noi e per i nostri figli, o almeno fatelo per la colazione o la merenda!

È stato semplice trovare un editore interessato al tema?

È stata Città Nuova e per l’esattezza Matteo Girardi a proporci un libro che fosse una guida di buone pratiche. Quando Matteo Nardi mi ha proposto di lavorarci a quattro mani ho accettato volentieri.

La mia indole mi porta di più a lavorare con altri perché – come si legge nella firma della mia mail – credo fermamente che se da soli si possa andare più veloci, insieme si possa andare più lontani e gli obiettivi per ridurre seriamente l’impatto ambientale dell’uomo sulla terra richiedono fiato e gambe, maratoneti e non centometristi.

 

Nb: Il libro è disponibile in consultazione nella Reading Room di #GreenParlor, la redazione di GreenPlanner

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