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Gli effetti, drammatici, dei cambiamenti climatici sulla salute umana

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crisi climatica
Foto da Pixabay

Per il Gruppo di lavoro medicina e ambiente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Firenze, è necessario sensibilizzare la comunità ad adottare stili di vita sostenibili ed esigere interventi strutturali per costruire un modello di sviluppo che tutela ambiente e vita.

L’aumento delle temperature di cui siamo spettatori negli ultimi decenni, porterà presto a un innalzamento del livello dei mari che cancellerà le città costiere, alla morte delle barriere coralline, a siccità che cancelleranno le coltivazioni in parti immense del globo.

Masse enormi di persone saranno costrette a emigrare dalle loro case, per sfuggire agli eventi meteorologici e alla ricerca di acqua e cibo. Tutto ciò, prima ancora che il primo secolo del 2000 si sia potuto concludere.

Molti degli effetti del riscaldamento globale sono già, ormai, irreversibili e lo saranno per millenni. I ghiacciai montani e polari sono destinati a continuare a sciogliersi.

Entro il 2100, la calotta glaciale della Groenlandia sarà completamente scomparsa e, probabilmente, anche quella antartica. Il livello del mare è destinato inevitabilmente ad aumentare, condannando alla scomparsa interi stati insulari e mettendo a rischio le popolazioni che vivono sulle coste.

Non si tratta di catastrofismo, ma di proiezioni basate su dati raccolti e ricerche svolte nell’arco di mezzo secolo. L’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), l’organismo istituito dall’Assemblea Generale dell’Onu che coinvolge migliaia di ricercatori provenienti da tutto il mondo, ha inequivocabilmente dimostrato come la produzione di gas serra dovuto all’attività umana, dalla rivoluzione industriale in poi, abbia modificato il clima a una velocità senza precedenti.

Ciò ha reso gli eventi climatici estremi più frequenti e gravi. Ne abbiamo, sempre più frequentemente, esperienza diretta: gli incendi che coinvolgono aree sempre più estese di bosco, gli eventi meteorologici estremi che coinvolgono tanto i climi tropicali quanto le nostre latitudini e ai quali non eravamo mai stati abituati, lo scioglimento del permafrost e la scomparsa dei ghiacciai, la pioggia in aree della terra dove non aveva mai piovuto (come in Groenlandia) e la siccità che stiamo sperimentando direttamente sulla nostra pelle in queste settimane.

Gli effetti del cambiamento climatico sulla salute umana

Inoltre, come medici non possiamo evitare di considerare gli effetti che l’innalzamento delle temperature, la rottura degli equilibri ambientali avranno in termini di salute: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che fra il 2030 e il 2050 i cambiamenti climatici causeranno circa 250.000 morti all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e caldo.

La disintegrazione degli ecosistemi per la deforestazione, l’urbanizzazione, l’inquinamento e il cambiamento climatico, con conseguente invasione e distruzione delle nicchie ecologiche, ha portato a una sempre maggiore frequenza di epidemie legate a zoonosi (il Sars-CoV2 ne è un esempio).

La qualità dell’aria (definita dall’Oms) è ormai irreversibilmente compromessa in molte regioni inquinate.

Le conseguenze più gravi possono essere arrestate o addirittura invertite se l’aumento della temperatura media globale sarà contenuto entro 1,5°C rispetto all’era pre-industriale, come stimato dall’Ipcc.

Per farlo è necessario ridurre drasticamente e rapidamente le emissioni di CO2, metano e altri gas serra (del 50% entro il 2030 e del 100% entro il 2050). Senza riduzioni immediate, rapide e su larga scala, delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a 1,5°C rispetto al periodo per-industriale sarà impossibile.

Come medici, vogliamo fare la nostra parte in questa battaglia. Vogliamo che i professionisti della salute assumano il loro ruolo e il loro impegno nell’affermazione di un modello basato sulla salute e sulla cura delle persone e dell’ambiente.

Dobbiamo socializzare la necessità di adottare, a livello di comunità, stili di vita sostenibili ed esigere interventi strutturali urgenti che mirino a costruire un modello di società e di sviluppo che salvaguardino, prima di tutto, l’ambiente e la vita delle persone.

La lotta per la giustizia climatica deve essere una priorità per chiunque, dalla quale nessun’altra rivendicazione possa prescindere.

Articolo redatto da Salvatore Mazzeo, Gruppo di lavoro medicina e ambiente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Firenze

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