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Acqua di Milano: conoscerla per capire come irrigare al meglio

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erba secca prati
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La nuova ordinanza del Sindaco di Milano, Beppe Sala, torna a permettere di irrigare – ma solo di notte – giardini pubblici e privati perché l’acqua di prima falda non manca. Vediamo perché…

L’acqua a Milano c’è. Non va sprecata, assolutamente, ma c’è in quantità sufficiente per non mettere a repentaglio il verde che contribuisce a moderare il caldo e, mai come in questi giorni, ce ne stiamo accorgendo.

Così, molti milanesi hanno tirato un sospiro di sollievo quando è arrivata la nuova ordinanza a parziale rettifica di quella emessa dal Sindaco Beppe Sala, lo scorso 25 giugno: via libera all’irrigazione di piante, arbusti, giardini e prati dalle ore 22 alle ore 8 (che poi è l’orario più consigliato per ottimizzare l’effetto delle innaffiature).

Il presidente della Commissione Affari Istituzionali del Comune di Milano Enrico Fedrighini ci aiuta a fare due conti a proposito della quantità di acqua di cui ha bisogno il verde pubblico milanese, valutato attorno ai 20 milioni di mq.

Ecco la risposta del consigliere comunale, eletto nella lista Beppe Sala sindaco: “5 litri per mq al giorno, con innaffiamento ad aspersione. Il che significa 100.000 metri cubi al giorno. Quindi per garantire per almeno sei mesi (i più caldi) un innaffiamento quotidiano del verde urbano, sarebbero sufficienti meno della metà delle acque di prima falda prelevate e immesse nella rete idrica superficiale solo per evitare allagamenti“.

Buona idea è quella di non eccedere quei 5 litri d’acqua per metro quadro anche nell’irrigazione delle aree private: con i moderni sistema a goccia comunque è più che sufficiente.

Non sprechiamo comunque l’acqua

La nuova delibera conferma comunque il divieto di riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine su aree private fatta eccezione per quelle che prevedono il ricircolo dell’acqua.

Salvi anche tutti gli specchi d’acqua con la presenza di fauna e flora ittica; tutte quelle fontane che per ragioni tecnico-operative debbano rimanere accese e/o essere riempite per non pregiudicare il futuro ripristino dell’impianto.

Ciò non toglie che andrebbe meglio conosciuta la gestione dell’acqua di Milano, in mano a Mm. Il capoluogo milanese, infatti, abbonda di acqua di prima falda tenuta a bada (se no si allagano metropolitana, ferrovie, autobox) da ben94 pozzi che – sono dati espressi da Fedrighini – prelevano ogni anno 40 milioni di metri cubi di acqua.

L’acqua potabile, invece, viene dalla seconda e terza falda. “Utilizzare al meglio le acque di prima falda per nutrire il verde, sviluppare recupero energetico geotermico e prevenire qualunque emergenza idrica – è il consiglio di Fedrighini, che aggiunge – nell’emergenza, di notte, si potrebbero caricare autobotti con l’acqua estratta per evitare allagamenti nella metropolitana, innaffiando verde e piante di superficie“.

Siccome Mm oltre a gestire le acque di Milano ha avuto definitivamente incarico di manutenere il verde della città, ci immaginiamo che questo avvenga.

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