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II grido di dolore del suolo: serve una legge quadro per salvarlo

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consumo di suolo
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Serve una cura per il suolo, che sia quella giusta anche per la vita degli esseri viventi: per questo è stata presentata una proposta di legge quadro a protezione e per la gestione sostenibile della terra.

Non è l’urlo rappresentato nel dipinto di Edvard Munch, ma è quello del suolo di tutto il Pianeta che grida disperato di essere salvato!

Mi state ascoltando, sto diventando polvere. Dovete trattarmi con maggiore rispetto, tutta la mia famiglia deve essere trattata con rispetto: mia madre terra e mio padre mare“.

Con queste parole, durante l’evento di presentazione della proposta di legge quadro sulla protezione e gestione sostenibile del suolo, Una legge quadro per il suolo italiano nell’ambito della Strategia europea per il suolo, organizzato dalle senatrici della Commissione Ambiente Virginia La Mura e Paola Nugnes, l’attore Riccardo Mei, interpreta il messaggio intenso che ci arriva dal suolo.

Serve una cura per il suolo, che sia quella giusta anche per la vita degli esseri viventi. Ne è convinta anche l’Europa: Caring for soil is caring for life è la missione del programma europeo Horizon Europe che pone un obiettivo sfidante, quello di garantire che il 75% dei suoli siano sani entro il 2030.

Del perché sia necessaria una strategia comune europea sul suolo ne ha parlato Nicola Di Virgilio, della direzione generale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale della Commissione europea.

Di Virgilio non solo ha spiegato quanto e come il suolo sia in pericolo, visto che il 70% dei terreni in Europa presentano problemi di erosione, impermeabilizzazione e inquinamento, ma anche quanto le minacce creino un danno economico: “Il 13% dei suoli europei sono a rischio di erosione, è stimato che questo provoca un danno di circa 1 miliardo di euro in termini di produttività dei terreni agricoli fertili“.

Il suolo è una risorsa fondamentale per la vita sulla Terra, è la base e nonostante l’importanza vitale di questa risorsa non rinnovabile, ogni anno se ne perdono enormi quantità a causa di erosione, frane, alluvioni, salinizzazione, impermeabilizzazione.

Serve una legge per la tutela del suolo italiano

Cementificazione, cambiamenti climatici e degrado: è giunta l’ora, serve una legge a tutela del suolo italiano. La proposta di legge quadro sulla protezione e gestione sostenibile del suolo rappresenta una visione programmatica a lungo termine.

Una lettera d’intenti su come dover affrontare la delicata situazione di transizione ecologica che stiamo vivendo. La proposta si ispira alla nuova Strategia dell’Unione europea per il suolo, che mira a una serie di traguardi: dalla lotta alla desertificazione, all’obiettivo di avere suoli sani in tutto il territorio dell’Unione europea entro il 2050.

La proposta di legge italiana ha quindi un aspetto rilevante: la forte impronta di collaborazione tra il mondo della politica e quello della ricerca scientifica.

Il disegno di legge, infatti, è il frutto dell’elaborazione sinergica effettuata da parte dei ricercatori dell’Associazione italiana delle società scientifiche agrarie (Aissa), con il sostegno dell’Unione nazionale delle accademie per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale e del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea).

Con la proposta di legge viene dato il giusto riconoscimento ai ricercatori che studiano il suolo: il loro supporto fornisce alle istituzioni e alla comunità, gli strumenti adeguati per intervenire su di esso a livello preventivo, emergenziale e post-emergenziale.

In particolare, l’apporto che può fornire la ricerca scientifica al percorso di formazione della proposta di legge è stato sottolineato da Fabio Terribile del Centro di ricerca interdipartimentale Crisp dell’Università Federico II di Napoli e del Cnr: “Il contributo degli operatori della ricerca è stato fondamentale perché l’obiettivo di salvare il suolo non può prescindere dall’utilizzo di strumenti idonei e validati dal mondo scientifico“.

Stiamo perdendo terreno ma l’Europa c’è

Con una visione antropomorfa del suolo – nasce, cresce, invecchia e muore – secondo l’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale, in molte aree d’Italia si perde 1cm di suolo all’anno e questo lo porta a continue trasformazioni a velocità elevata.

E gli effetti del degrado costano in Europa più di 50 miliardi di euro l’anno. L’intenzione, con la legge quadro, è quella quindi, di avviare delle iniziative condivise per tutelare e gestire correttamente questa risorsa naturale, che è allo stesso tempo preziosa e fragile.

Ci siamo posti l’obiettivo di una legge quadro per il suolo – ha affermato la senatrice Virginia La MuraPer quadro intendiamo la creazione di un sistema di conoscenza, di formazione, informazione e comunicazione a più livelli. La nostra proposta mira a offrire a tutti gli attori coinvolti gli strumenti necessari per prevenire la degradazione del suolo, per ripristinarlo dove è possibile. E infine per ridurne il suo consumo“.

Servono quindi anche degli indicatori di impatto e degli indici qualitativi per poter misurare sia la rilevanza delle trasformazioni di uso e di copertura dei terreni, sia la loro specificità e fertilità.

Per perseguire questi scopi, nell’ambito del programma europeo Horizon 2020 e su ideazione di Cnr e Crisp – Università di Napoli Federico II, Ispra, Università Statale di Milano e Regione Campania è nato il progetto Landsupport.

Si tratta di una piattaforma geo-informatica e multi-scalare che mette a disposizione degli utenti una platea di 15 tool per una corretta pianificazione, gestione e fruizione del territorio.

L’obiettivo è non solo di monitorare le trasformazioni del suolo, ma, attraverso simulazioni dinamiche, di costruire scenari futuri, per elevare la qualità della progettazione dei processi di rigenerazione territoriale mediante le soluzioni basate sulla natura e trasformare le nostre città in comunità sempre più resilienti e accoglienti.

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