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Carta Etica del Packaging Sostenibile, l’unione fa la forza

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La Carta Etica del Packaging Sostenibile nasce per raccogliere a sistema aziende produttrici, utilizzatori e consumatori verso un nuovo approccio condiviso alla gestione del confezionamento di beni e alimenti. E un algoritmo aiuterà le aziende a misurare sforzi e risultati

Per arrivare all’imballaggio sostenibile bisogna unire le forze: progettisti, produttori, trasformatori, esperti del settore, consumatori, utilizzatori.

Da questo assunto è partito lo sforzo olistico che ha portato alla stesura della Carta Etica del Packaging, nata nel 2015 grazie a Edizioni Dativo e Politecnico di Milano e subito abbracciata in finalità e contenuti dall’Istituto italiano di imballaggio, network associativo di riferimento per la supply chain del settore imballaggio.

La nascita, nel 2020, della Fondazione Carta Etica del Packaging ne ha consacrato principi e valori.

La Carta Etica del Packaging si pone come strumento per una cultura di sistema – dice Alessandra Fazio, presidente della Fondazione – intende mettere in rapporto obblighi e diritti che legano il momento della produzione con quello di utilizzo e consumo.

Mette in relazione il piano dei diritti, il piano dei principi, il piano dei valori per sancire un contratto ideale tra gli attori del sistema, affinché si impegnino a condividere principi verso cui tendere, senza sovrapporsi alle normative ed esplicitando a livello pubblico questa scelta“.

Carta Etica del Packaging Sostenibile: dieci valori condivisi

La carta mette nero su bianco gli obblighi e i diritti dei diversi stakeholder coinvolti nella produzione, gestione, utilizzo e smaltimento degli imballaggi.

Una vera e propria carta dei principi verso cui guardare, che chiama tutti gli attori a un percorso condiviso. Il primo punto, dedicato alla responsabilità sociale ed etica dell’imballaggio, pone al centro l’utente e le sue esigenze.

A seguire il principio less is more riduce i consumi inutili di materiale per il confezionamento, che deve essere anche sicuro, accessibile a tutti, comprensibile e inequivocabile.

Il packaging etico aiuta l’utente nel processo di uso-riuso-riciclo e smaltimento a fine vita, è attivamente in relazione con la società e i valori che rappresenta ed è aperto alle scelte ed evoluzioni future.

Ha una importante funzione educativa inducendo comportamenti virtuosi, evitando di divulgare messaggi offensivi, stereotipati o che offendono la sensibilità delle persone.

Last but not least, è sostenibile e rispettoso dell’ambiente: nasce secondo un approccio circolare, utilizzando energie pulite e rinnovabili, risparmia e ricicla materia prima, ottimizza i processi e le risorse di stoccaggio e trasporto.

Obiettivi 2030 al centro

Oggi è indispensabile non solo produrre, ma anche pensare, progettare e agire in chiave sostenibile: un discorso che – sottolinea Fazio – vale nella scelta delle materie prime, dell’energia, delle soluzioni costruttive e si estende a tutti gli altri aspetti della vita di un’azienda.

Partendo dai dieci valori espressi dalla carta etica, la Commissione Sostenibilità della Fondazione ha declinato questa esigenza nei tre pilastri fondanti della sostenibilità: economico, sociale e ambientale.

Il significato di packaging sostenibile così ottenuto è stato confrontato con i target 2030 definiti dall’Onu, evidenziandone i punti pertinenti per ciascun obiettivo che il sistema-imballaggio può contribuire a soddisfare.

La definizione e pubblicazione di Linee Guida in materia di Sostenibilità rende chiaro e praticabile agli operatori del settore il percorso da intraprendere, a partire dall’aspetto ambientale.

L’obiettivo è fornire alle imprese, sia produttrici che utilizzatrici di imballaggi, un indicatore in grado di aiutarle nella corretta impostazione di un piano di interventi e consentire loro, fin dalla fase di analisi preliminare dei dati, di comunicare al mercato la volontà e l’impegno verso i Sustainable Development Goals (Sdg) delle Nazioni Unite“.

Condizioni necessarie sono la conoscenza e il rispetto del quadro legislativo di riferimento, l’essere in linea con i prerequisiti che portano l’azienda a diventare ambasciatore della Fondazione e la misurazione delle performance in materia di sostenibilità per poterne gestire il continuo miglioramento.

Su questi presupposti, la Commissione Sostenibilità ha sviluppato un algoritmo in grado di valutare la sostenibilità di un’azienda attribuendole un punteggio, frutto della valutazione di una serie di parametri significativi che inquadrano la presa di coscienza della problematica da parte dell’organizzazione e le attività concrete messe in atto per il perseguimento dell’obiettivo.

Packaging sostenibile: arriva l’algoritmo

L’algoritmo, che sarà disponibile e operativo da settembre 2022 sul sito della Fondazione, è “lo strumento operativo che consente di inquadrare e parametrare le performance per migliorare la sostenibilità di un imballaggio – continua FazioAttraverso una procedura online, fornisce un posizionamento parametrato sulla CO2 equivalente emessa, un punteggio (o rating) grazie al quale sarà possibile valutare il proprio imballaggio“.

Un’analisi di primo approccio che non si sovrappone o sostituisce al processo di Life Cycle Assessment (Lca).

Il posizionamento viene ottenuto attraverso l’input di una serie di informazioni qualitative e quantitative che riguardano le diverse fasi di produzione, utilizzo e fine vita del prodotto/imballaggio, con riferimento agli elementi diretti e indiretti del ciclo produttivo: dalle materie prime, logistica e stoccaggio inclusi, fino alla produzione dell’oggetto finito. Al termine della procedura, insieme con il posizionamento, l’algoritmo indicherà i punti sui quali intervenire per conseguire un miglioramento del rating“.

Il ruolo del design

Qual è il contributo peculiare del design alla produzione di imballaggi sostenibili? “Il packaging è la scienza, l’arte e la tecnologia della protezione, del contenimento, del trasporto e dell’aggiunta di valore a un prodotto.

La progettazione è una fase fondamentale per lo sviluppo di un imballaggio perché per realizzare questi obiettivi è necessario integrare le attività di design, valutazione e produzione delle soluzioni scelte, considerando altri fattori quali i materiali impiegati, i macchinari e la manodopera“.

In particolare, “l’eco-design ha lo scopo di progettare imballaggi sostenibili a 360 gradi attraverso azioni quali l’eliminazione dall’imballaggio di tutti gli elementi inutili dal punto di vista funzionale, i mono materiali o quelli a minore impatto ambientale, da riciclo e riciclabili e la possibilità di riuso fino a completa usura“.

Perché un packaging sia sostenibile è necessario inoltre che nella progettazione si tenga conto del valore dell’accessibilità: il design for all, ricorda Fazio, è una metodologia che prevede una progettazione rivolta all’inclusione di tutte le categorie di persone, al di là dell’eventuale presenza di una condizione di disabilità.

Riepilogando, il packaging sostenibile è

  1. responsabile
  2. equilibrato
  3. sicuro
  4. accessibile
  5. trasparente
  6. informativo
  7. contemporaneo
  8. lungimirante
  9. educativo
  10. sostenibile

Fonte: Carta Etica del Packaging (www.fondazionecartaeticapackaging.org)

Crediti immagine: Depositphotos

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