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Transizione digitale e cultura: il caso CoopCulture

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bilancio di sostenibilità
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Dignità del lavoro, nuove competenze digitali e cultura partecipata: ecco le chiavi per abilitare la resilienza dei territori, la tutela dei soci e l’inclusione di donne e giovani. Il bilancio di sostenibilità di CoopCulture

CoopCulture, società cooperativa fondata nel 2010 e presente in oltre 250 strutture tra musei, aree archeologiche, luoghi di cultura, biblioteche e borghi in 15 regioni italiane, ha presentato il Report di Sostenibilità per il biennio 2020-2021 in occasione dell’assemblea dei soci dedicata all’approvazione del bilancio e al rinnovo del consiglio di amministrazione.

Nel biennio appena trascorso il settore culturale ha subito un forte contraccolpo: nel 2020 si è registrato un’importante flessione nel numero dei visitatori (pari al 76%) in relazione ai soli musei statali, con conseguente riduzione del fatturato sia nel 2020 che nel 2021 (rispettivamente del 55% e del 40% in meno rispetto a quanto realizzato nell’anno 2019), che ha implicato una perdita di fatturato nel biennio superiore ai 70 milioni di euro.

CoopCulture ha messo in piedi una serie di iniziative grazie alle quali è riuscita a ripianare le perdite del bilancio 2020 e chiudere il bilancio 2021 in positivo, con un valore economico complessivo pari a circa 52 milioni di euro.

Per prima cosa, si è impegnata nell’ottenimento di sostegni finanziari ed economici messi in campo dal Governo per aiutare le imprese a superare gli effetti generati sul sistema economico dalla crisi pandemica.

Aquesto si è aggiunta la capacità, da parte dell’azienda, di investire, in modo continuo, in azioni e progetti di sviluppo dedicati alla Sostenibilità, all’innovazione e alla diffusione di una modalità di collaborazione di tipo cooperativo.

In particolare, l’infrastruttura digitale e le innovazioni tecnologiche applicate al settore culturale hanno permesso di attivare nuove modalità di collaborazione tra visitatori, tour operator e scuole, finalizzate alla valorizzazione del capitale culturale, umano e naturale.

Grazie all’App Culture è stato possibile garantire la fruizione, in sicurezza, dei poli culturali gestiti da CoopCulture, nel rispetto delle regole di contingentamento degli accessi e nello sviluppo della vendita online dei biglietti.

La piattaforma Live Culture dedicata alle visite a distanza ha consentito la realizzazione di attività educative digitali e immersive, principalmente rivolte a scuole, studenti e fruitori esteri che si sono trovati nell’impossibilità di viaggiare.

Grazie alla transizione digitale CoopCulture ha attivato collaborazioni con università, centri di ricerca e startup creative e ha dotato una buona parte dei propri dipendenti di competenze specifiche grazie a progetti di formazione.

L’impresa ha inoltre mantenuto i posti di lavoro, anche grazie all’accesso dei propri dipendenti (83% con contratto a tempo indeterminato) agli ammortizzatori sociali durante le chiusure imposte dalla crisi sanitaria – questo rappresenta un risultato in controtendenza, dal momento che il 18simo Rapporto Annuale Federculture denuncia la perdita di 55mila posti di lavoro nei due anni di pandemia.

La costante ricerca di innovazione e l’investimento sulle competenze rappresentano per noi una politica strutturale di sviluppo che ci ha consentito non solo di salvaguardare la nostra attività durante la crisi Covid, ma anche di guardare al futuro.

Dignità del lavoro e nuove competenze basate su digitale e cultura partecipata sono le chiavi che abilitano la resilienza dei territori, ci consentono di tutelare i nostri soci, favoriscono l’inclusione di donne e giovani” ha affermato Giovanna Barni, presidente uscente di CoopCulture.

L’occupazione che CoopCulture ha potuto generare in questi mesi è infatti composta da donne e da giovani, con profili professionali e livelli di istruzione elevati, nel rispetto dei principi di inclusione previsti dall’Agenda 2030 e dal Pnrr.

Crediti immagine: Depositphotos

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Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l'area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell'etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
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