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Più forza nello sviluppo di fotovoltaico e rinnovaili per la decarbonizzazione e raggiungere l’indipendenza

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sviluppo fotovoltaico
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Nel 2021 in Italia l’installato complessivo di impianti fotovoltaici, su tutto il territorio nazionale, ha superato il milione di impianti; c’è ancora molto da fare per raggiungere l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione. Per questo le associazioni chiedono maggiore forza su comunità energetiche e sburocratizzazione

Secondo i dati pubblicati dall’associazione Italia Solare, la capacità globale di energia elettrica da fonti rinnovabili è più che raddoppiata rispetto al 2010 raggiungendo i circa 3.000 GW/h di produzione annua attuali.

Produzione che, secondo le stime, raggiungerà nel 2029 i 6.000 GW/h. Ma non basta ancora perché, per raggiungere gli obiettivi fissati da Pniec (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e Strategia nazionale di lungo termine sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030, si dovrebbero installare circa 70 GW di rinnovabili nei prossimi 10 anni.

Che significa installare annualmente almeno 7 GW di impianti fotovoltaici: un’impresa certamente impegnativa ma non impossibile anche se, lamenta l’associazione, a causa della crisi in atto l’approvvigionamento dei materiali per i produttori di pannelli fotovoltaici è sempre più problematico.

Per questo Coordinamento Free, che raccoglie più di venti associazioni di settore, attraverso le parole del suo presidente, Livio de Santoli, sprona la politica – e avvisa il nuovo Governo che arriverà in autunno – a passare dalle parole ai fatti, semplificando le procedure e agendo con forza per la creazione di impianti solari ed eolici.

Draghi nel suo ultimo intervento in Senato ha parlato di almeno 70 GW di nuove rinnovabili da installare entro il 2030. Invece, a causa di semplificazioni incomplete a volte contraddittorie, siamo molto lontani dal rispettare il ritmo necessario. Anche per questo non è pensabile perdere i mesi che ci separano dalla formazione di un nuovo governo“.

In parole povere, in questa fase è impensabile nel settore energetico lavorare soltanto all’ordinaria amministrazione, ma è necessario che il Governo ancora in carica fino alle elezioni emani tutti i decreti attuativi che ancora attendono un’approvazione.

A partire dal Decreto Biometano pronto da mesi e per cui ci risulta sia arrivato anche l’approvazione europea; quelli sulle comunità energetiche per cui è indispensabile l’accelerazione delle relative deliberazioni dell’Arera, cui dovranno seguire immediatamente i bandi del Mite per i piccoli comuni come è stato di recente richiesto con forza da oltre 100 associazioni di imprese e del terzo settore in un recente appello“. continua De Santoli

Ma sono ancora molti i provvedimenti che è necessario definire per lo sviluppo di una transizione energetica basata sulle fonti rinnovabili, senza inseguire l’utopia pericolosa del nucleare che, per tempi di realizzazione, costi e idoneità dei luoghi in cui realizzare le centrali, sono argomento puramente populista, senza ricadute pratiche nei tempi che ci servono.

Tra questi provvedimenti, che per Coordinamento Free sono ormai urgenti, ci sono le aste per eolico e fotovoltaico e la definizione di aree idonee, l’agrivoltaico (cui il relativo provvedimento è in consultazione), Fer2 (che si attende da anni) sulle rinnovabili innovative, lo sblocco delle autorizzazioni per la realizzazione di impianti Fer.

Non ultime quindi ci sono le comunità energetiche rinnovabili, uno strumento eccezionale per la decarbonizzazione e la lotta contro la povertà, e maggiore promozione per l’efficienza energetica nei diversi settori, per cui già esistono fondi disponibili – per esempio quelli del Piano di informazione e formazione del D.lgs. 102/2014 per mitigare gli effetti del caro energia e ridurre il rischio di disponibilità dei combustibili.

Comunità energetiche rinnovabili, uno strumento di indipendenza e sviluppo sociale

La creazione delle comunità energetica rinnovabili permetterebbe al nostro Paese di fare un passo importante verso il rafforzamento della sua autonomia energetica ma anche per avvicinarsi all’obiettivo del 30% di energia da fonti rinnovabili previsto dal piano Energia Clima 2030.

Questo perché in Italia c’è grande disponibilità di tetti e di terreni adatti e perché l’irraggiamento solare di cui godiamo rendono la tecnologia fotovoltaica ideale per la produzione energetica.

Secondo la Esco Mce, alberghi e Rsa, solo per fare un esempio, sarebbe le prime strutture su cui sperimentare questa soluzione, ma è fondamentale organizzare un tavolo congiunto di lalvoro che metta insieme amministrazioni locali, utility ed Esco.

Oggi, la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia è al 19%, con una potenza installata pari a 60,8 GW che, a consumi stabili, vanno aumentati nei prossimi 7 anni di altri 35 GW. Un obiettivo che si potrebbe raggiungere grazie alle comunità energetiche rinnovabili.

L’unione europea stima infatti che per il 2050 264 milioni di cittadini europei si uniranno al mercato dell’energia come prosumer generando fino al 45% dell’elettricità rinnovabile complessiva del sistema.

Un prosumer possiede un proprio impianto di produzione di energia – fotovoltaica e/o microeolica – di cui consuma una parte della produzione, immettendo in rete la quota non utilizzata, scambiandola con i consumatori fisicamente vicini o accumulandola in un apposito sistema che la restituisce quando serve.

La burocrazia finora non ha aiutato lo sviluppo delle Cer, ma la recente normativa del primo marzo 2022, considera l’installazione di pannelli solari fotovoltaici (e anche termici) in edifici e strutture fuori terra manutenzione ordinaria e non più straordinaria, riducendo l’iter burocratico.

Le comunità energetiche rinnovabili funzionano molto bene coinvolgendo consumatori stagionali, come gli alberghi delle località balneari, e/o non continuativi, come le scuole e in generale gli edifici pubblici – spiega Paolo Pizzolante, presidente di PlanGreen, Cer che opera principalmente nel settore dell’ospitalità e della Pa – Il progetto parte dall’analisi della disponibilità delle superfici su cui installare i pannelli fotovoltaici (tetti e terreni), con questi dati calcoliamo la potenza che possiamo produrre, i consumi delle strutture su cui collochiamo i pannelli e quanti famiglie possiamo collegare alla comunità per offrire loro energia elettrica gratuita con un conseguente abbassamento dei costi totali“.

Un progetto concreto di comunità energetica sviluppato da PlanGreen coinvolge 5 alberghi – sui cui tetti si prevede l’installazione di pannelli solari per una potenza di 165 kW di picco – e 140 famiglie: la previsione è di portare una riduzione del consumo di energia elettrica dalla rete di oltre il 30% che per le famiglie significa risparmiare circa il 15% sul costo delle bollette e per gli alberghi, nel periodo di chiusura, porta addirittura reddito.

Ma per perseguire questa strada non bastano le buone intenzioni degli imprenditori privati e le parole rassicuranti della politica: bisogna passare ai fatti – infretta – con concretezze e rapidità.

Per Livio de Santoli, presidente di Coordinamento Free, “non è più il tempo delle affermazioni generiche, come quelle del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani che non più tardi di una settimana ad Aosta ha detto che le comunità energetiche sono una grandissima risorsa senza fare seguire alle parole i fatti.

I fatti sono l’emanazione dei decreti attuativi per le Cer che sono necessari per dare certezze ai tanti cittadini che non attendono altro, per avviarsi verso un percorso virtuoso fatto di decarbonizzazione, di risparmio economico e di socializzazione dell’energia. Tre ingredienti dei quali in questa fase l’Italia ha assoluta necessità“.

I decreti attuativi per le Cer erano attesi per il mese di marzo che poi ora sono attesi per settembre, ma voci interne al governo ci hanno riferito che potrebbero arrivare verso la fine dell’anno – conclude de SantoliSi tratta di un ritardo intollerabile che farebbe partire i processi di formazione delle Cer impedendo ai cittadini d’organizzarsi per fare fronte al caro bollette che di sicuro di accompagnerà per tutto il 2023“.

Fotovoltaico, la situazione italiana e gli esempi virtuosi

Qual è la situazione di installato fotovoltaico nel nostro Paese? Ce lo racconta la quinta edizione del Barometro del Fotovoltaico in Italia realizzata da Elmec Solar, mettendo in evidenza le 10 province d’Italia più virtuose nell’installazione di impianti fotovoltaici nel 2021.

Una fotografia positiva con 1.061.083 impianti a fine dicembre 2021 contro i 935.961 dell’anno precedente, in aumento del 13% anno su anno. E nel 2022 le previsioni sono ancora di crescita.

Complessivamente, sono stati installati in Italia circa 80.000 impianti fotovoltaici nel corso del 2021, con una crescita costante: a marzo 2021 erano 950.160 gli impianti totali installati sul suolo italiano, a giugno 2021 968.711 (+18.551), a settembre 2021 989.687 (+20.976) e a dicembre 2021 1.016.083 (+ 26.393).

tabella installazioni fotovoltaiche 2021

Un tetto fotovoltaico da 345 kW che produrrà 380.000 kWh a San Donà di Piave

L’attenzione per la produzione e l’uso di energia green – visti anche i costi energetici attuali – è sempre più alta per le aziende che dispongono di spazi e capannoni su cui installare impianti fotovoltaici.

È il caso di Lafert, azienda veneta che si occupa di progettazione e produzione di motori elettrici e azionamenti per l’impiego industriale, che si è affidta alla Escso Samso Spa per la progettazione e la realizzazione di un impianto dalla potenza pari a 345 kW, composto da 762 moduli in silicio monocristallino da 455 kWp ad alta efficienza, che coprirà quasi completamente la superficie di 6.000 metri quadri del tetto a cupole dell’edificio.

L’impianto fotovoltaico è in grado, a regime, di produrre annualmente energia rinnovabile per circa 380.000 kWh. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, questo impianto eviterà l’immissione in atmosfera di circa 154 tonnellate di CO2 all’anno.

In Campania oltre 30mila impianti residenziali installati e 158 MW di potenza

La campania dovrebbe sdruttare di più il fotovoltaico perché il rendimento degli impianti è elevato: lo rileva uno studio di Otovo, marketplace europeo dedicato alla vendita di pannelli fotovoltaici, secondo cui la produzione media annuale di un impianto fotovoltaico si assesta sui 1.516 kWh per ogni kWp installato (dati della European Commission).

A titolo di paragone, in Valle d’Aosta ogni kWp installato produce un’energia media annua di 800-1000 kWh e Zagabria 1.100 kWh.

La crescita del fotovoltaico in regione è stato incoraggiante negli ultimi anni, con un totale di 31.077 impianti residenziali per un totale di 158 MW di potenza installata e 952 GWh di energia prodotta lorda.

A Napoli e provincia, inoltre, il prezzo di un impianto fotovoltaico da 3 kW si aggira sui 4.000 euro con un rendimento annuale del 20-25% che consente un rientro dell’investimento in circa 5 anni

Un impianto fotovoltaico da 6 kW si aggira sui 5.600 euro, con un rendimento annuale del 22% che consente il rientro dell’investimento entro 4 anni.

Acquisiti due progetti fotovoltaici per conto di Iren nel sud Italia

Iren assistita da Orrick ha sottoscritto accordi vincolanti per l’acquisizione, attraverso Iren Green Generation, di autorizzazioni e dei diritti sui terreni per lo sviluppo di due impianti fotovoltaici di potenza complessiva pari a 29,9 MWp nel sud Italia per una produzione di circa 50 GWh all’anno.

Il prezzo di acquisizione delle autorizzazioni è pari a complessivi 6,1 milioni di euro e gli impianti, una volta in esercizio, genereranno un Ebitda complessivo medio atteso di circa 2,2 milioni di euro all’anno.

Efficienza energetica: controllare le infrastrutture elettriche grazie all’IoT

Impianti fotovoltaici, energia pulita, comunità energetiche ma anche – o forse soprattutto – efficienza energetica, per risparmiare laddove possibile e ottimizzare i consumi.

Attività che riguardano anche l’efficienza delle infrastrutture di rete, soprattutto nelle aree meno facilmente raggiungibili, il cui danneggiamento porterebbe a tempi lunghi di riparazione e perdita di efficienza.

Sirti, azienda che sviluppa infrastrutture di rete e servizi digitali e di cybersecurity, insieme a Terna, il  gestore nazionale delle rete elettrica, ha realizzato un sistema per analizzare le infrastrutture di rete in tempo reale e da remoto, anche sulle linee situate in zone impervie e sottoposte a condizioni meteo estreme.

Il sistema IoT implementato – dotato di sensori, moduli di edge computing e di trasmissione dei dati verso una piattaforma centrale – misura, raccoglie ed elabora i dati di funzionamento delle linee elettriche ad alta tensione, per rilevare eventuali comportamenti anomali anche sulla stabilità del traliccio.

Crediti immagine: Depositphotos

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