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Fur of Love: una label per salvare le pellicce del secolo scorso dalla discarica

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Settembre 2022
fur of love - pellicce vintage
Immagine da Depositphotos

Per salvaguardare ambiente, animali e persone è importante riconoscere gli errori del passato e trovare delle soluzioni per non provocare ulteriori danni al Pianeta. E allora moda e upcycling possono intervenire anche quando si tratta di pellicce. Ecco come in questa puntata di Pink&Green. Per gli interessati anche un Webinar che si terrà il 22 novembre 2022 (ore 10.00) per la Settimana europea riduzione rifiuti

Fur of Love è insieme una label e una campagna ideata da GreenPlanner e sul cui progetto hanno riflettuto gli studenti del Master in Product Sustainability Management del Milano Fashion Institute, che hanno collaborato per promuovere la loro visione del sistema moda.

La loro missione è trasformare l’industria del settore in un sistema sostenibile che rispetti persone, ambiente e animali.

Fur of Love, perché una label?

Il simbolo di Fur of Love sono i capi di pelliccia: salvare dalla discarica o dagli inceneritori questi indumenti appartenuti a nonne, mamme e zie rende giustizia agli animali, riduce la produzione di CO2 e limita il consumo di acqua ed energia.

Per Fur of Love, “indossare una vecchia pelliccia è un atto di amore, di rispetto per l’ambiente e per gli animali di questo Secolo“. Sei d’accordo? Firma anche tu la petizione e sostieni la mission.

L’idea della label è dare valore ai vestiti pre loved – in questo caso le pellicce ereditate dalla nonna – certificandone la provenienza. Partecipate all’iniziativa firmando la nostra petizione!

label fur of love

Un’etichetta che attesti l’essenza vintage del capo: esaltarne il legame affettivo come stimolo a ridargli vita e magari farne upcycling affidandosi alle mani esperte di artigiani che sanno realizzare nuovi accessori di tendenza, recuperando il capo.

Usare una pelliccia del secolo scorso non è un atto di violenza, ma un segno di rispetto. La campagna Fur of Love ha a cuore gli animali ed è contro gli allevamenti da pelliccia in Italia e all’estero.

Gettare in discarica capi già confezionati non è la soluzione: infatti, si stima che entro il 2030 il consumo di vestiti crescerà del 63%, con un conseguente impatto sul Pianeta e, dunque, sulle persone.

Chi ama la moda lo sa: è uno dei settori più inquinanti al mondo e limitare la produzione di capi, favorendo il consumo di quanto già presente negli armadi di casa, è un primo passo verso un’industria consapevole, circolare e inclusiva.

Sappiamo che il tema è molto delicato – spiega M.Cristina Ceresa direttore di GreenPlanner – E noi stessi abbiamo a cuore gli animali. E soprattutto siamo contro gli allevamenti da pelliccia e concordi nella chiusura assoluta in Italia come all’estero. Ma stiamo anche lavorando per salvare qualsiasi indumento dalla discarica“.

Ecco perché abbiamo pensato a un’etichetta che dica chiaramente: Questa pelliccia è vecchia e noi vogliamo indossarla al meglio. Dal momento che non si può tornare indietro, recuperare una pelliccia significa onorare gli animali che sono stati sacrificati e, insieme, sensibilizzare nuove e vecchie generazioni al rispetto delle risorse.

Fur of Love, persone e idee dietro la campagna

Gli studenti del Milano Fashion Institute hanno presentato 21 progetti (che la redazione custodisce in attesa di organizzare anche un evento divulgativo) ispirati a Fur of Love.

I lavori sono tutti accomunati da tre principi:

  1. certificare età e provenienza del capo con un’etichetta
  2. dare nuova vita alla pelliccia grazie all’intervento di designer e artigiani
  3. avviare la collaborazione con iniziative e negozi second hand per vendere o affittare i cappotti vintage non utilizzati

Unico lo scopo: tornare a usare i capi in pelliccia appartenuti in passato a nonne e zie.

I giovani – che desiderano fare del fashion il proprio mestiere – hanno immaginato una strategia per promuovere la campagna e lo hanno fatto partendo dai riferimenti della cultura pop come, per esempio, Carrie Bradshaw e Sciura Glam.

Due icone per rendere forte ed evidente il messaggio di Fur of Love e eliminare quel sentimento di colpevolezza che spesso accompagna chi indossa pellicce vintage.

Hanno proposto i negozi fisici e online – come Humana o VintageFurs – adatti a vendere i capi di origine animale e hanno suggerito la creazione di piattaforme per affittare le pellicce, così da permettere il riuso anche di quelle più affezionate da cui non ci si vuole separare.

Inoltre, hanno immaginato le possibilità di intervento degli esperti del settore – per esempio i designer del Polimoda di Firenze – per rinnovare lo stile degli articoli prodotti ormai da tempo.

I ragazzi e le ragazze hanno ragionato sulla comunicazione della campagna. Per portare avanti Fur of Love è importante cambiare il significato della pelliccia: non solo sfruttamento degli animali dovuto a un’usanza del passato, da superare con la consapevolezza del presente.

Soprattutto un bene appartenuto a una persona cara, che ora può adattarsi allo stile del tempo, proteggendo il Pianeta da ulteriori danni.

Il prossimo appuntamento è per il 22 novembre 2022 (ore 10.00) quando durante la Settimana europea riduzione rifiuti sul canale Youtube di GreenPlanner terremo un webinar dedicato a Fur of love

Crediti immagine: Depositphotos

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