Home Eco Lifestyle Attenti a quei pesci alieni in casa

Attenti a quei pesci alieni in casa

pubblicato il:
specie aliene mare

Attenti ai pesci alieni che stanno invadendo le nostre acque: ce ne sono sempre di più a partire dal pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), cui si aggiunge il pesce scorpione (Pterois miles) e i cugini, pesce coniglio scuro (Siganus luridus) e pesce coniglio striato (Siganus rivulatus).

L’allarme lo lanciano l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim).

Il rischio sono avvelenamenti più o meno gravi sia per l’uomo che per l’ecosistema. Proprio come il granchio blu, della famiglia dei portunidi, detti anche granchi nuotatori.

Originario dell’Atlantico occidentale e del golfo del Messico è una specie molto apprezzata per la sua importanza culinaria ed economica. Ma ora si sta allargando in acque come il Mediterraneo e il Tirreno.

Il pesce palla maculato, per esempio, possiede una potente neurotossina che la rende altamente tossica al consumo, anche dopo la cottura. Inoltre, ha una possente dentatura con la quale può infliggere morsi dolorosi.

Il pesce scorpione, commestibile ma con molte spine le cui punture possono essere molto dolorose anche 48 ore dopo la morte dell’animale ha anche il brutto pregio di un impatto ecologico colonizzante eccessivo.

Il pesce coniglio scuro e il pesce coniglio striato sono specie erbivore particolarmente invasive, sono entrambe commestibili ma bisogna fare attenzione alle spine. Queste possono causare punture dolorose anche dopo la morte dell’animale.

E allora che fare?

Intanto, Ispra e il Cnr-Irbim invitano tutti i pescatori e i subacquei o comunque chiunque abbia osservato o catturato una di queste specie in acque italiane, a documentare con  foto/video e inviare la propria osservazione tramite WhatsApp al numero di telefono 320/4365210 o postarla sul gruppo Facebook Oddfish utilizzando l’hashtag #Attenti4.

Sul soggetto granchio blu, invece, si apre un’altra call to action: la lancia Mariscadoras, startup femminile ideatrice del progetto Blueat – La Pescheria Sostenibile ideato con un’altra realtà: Tagliapietra e figli srl.

Si chiede quindi ai pescatori italiani di catturare il granchio blu e di venderlo a un prezzo stabilito alla società che ne curerà la trasformazione e l’esportazione verso i mercati internazionali dove costituisce un prodotto molto apprezzato.

Delle meduse, invece, nessuno ancora sa che farsene a parte fotografarle e postarle sui social: queste però stanno spopolando nelle nostre acque in seguito all’innalzamento delle temperature.

La medusa barile, detta anche polmone di mare, può arrivare a un diametro di circa 60 cm, un peso di 10 Kg dalla forma semisferica opalescente e trasparente.

La medusa in questione, detta anche Rhizostoma pulmo, appartiene alla famiglia delle Rhizostomatidae, la si incontra spesso al largo delle coste marchigiane e viene considerata la più grande di tutto il Mediterraneo e deve il nome comune di Polmone di mare al movimento palpitante che emette ogni volta che si sposta in acqua.

Secondo Scubadvisor, la app al mondo interamente dedicata agli appassionati di immersioni, riuscire a fotografarla è di grande effetto. E non sono pochi i sub che se ne fanno un vanto.

Gli esemplari giovani si distinguono da quelli adulti grazie alla loro colorazione, che risulta essere quasi totalmente trasparente, mentre negli esemplari più vecchi è opalescente.

Risulta essere molto fragile per cui in caso di avvistamento è sempre consigliabile tenersi a una certa distanza, in modo da non rischiare di ferirla o ucciderla.

Condividi: