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Track4Trust, un progetto per tracciare digitalmente le filiere agricole

paul renda - spartan tech
Immagine di Assolombarda

Tracciare le filiere agricole italiane, attraverso la blockchain, per rendere trasparente la catena produttiva e distributiva dei prodotti alimentari – da una parte – ma garantendo maggiore competitività e valorizzando i piccoli produttori: è lo scopo del progetto Track4Trust.

Il settore agroalimentare è quello che ha più impatto sui cambiamenti climatici ma è anche quello che ne subisce i peggiori effetti: lo abbiamo visto questa estate, tra siccità estrema, prima, e alluvioni ed eventi meteorologici catastrofici poi.

L’agroalimentare, inoltre, per il nostro Paese è un pilastro dell’economia nazionale; ecco allora che, attraverso innovazione digitale e agricoltura 4.0, si potrà riuscire a garantire maggiore competitività a tutta la filiera: dalla produzione alla distribuzione, rendendo minime le possibilità di frodi alimentari e perdita di qualità e commestibilità dei prodotti.

Come? Non è una novità e sono già numerosi i progetti che, attraverso la blockchain vogliono tutelare e valorizzare l’agrifood italiano e la produzione alimentare Made in Italy.

Con questi obiettivi nasce dalla startup milanese Spartan Tech il progetto Track4Trust che traccerà i prodotti agroalimentari lungo tutta la catena produttiva, per garantire la loro qualità organolettica e per valorizzare i piccoli produttori.

Track4Trust prevede l’aggregazione dei dati di produzione e l’elaborazione di informazioni per offrire alle cooperative di cui fanno parte suggerimenti relativi al prodotto, al processo di lavorazione, alle oscillazioni nelle richieste da parte di buyer internazionali.

Abbiamo chiesto al ceo di Spartan Tech, Paul Renda, quale sia l’obiettivo del progetto e delle applicazioni digitali della startup.

L’obiettivo è di portare maggior valore aggiunto nelle produzioni, allineare le produzioni da un lato a prodotti con migliori caratteristiche organolettiche e dall’altro alle esigenze del mercato.

Oggi le esigenze sono dettate dai trader che determinano quale prodotto ha senso o meno portare sul mercato. Riteniamo che ciò abbia dato vita a speculazioni e a sistemi che penalizzano sia i consumatori che i piccoli produttori.

Stiamo lavorando per portare un vantaggio in termini di trasparenza, riequilibrio e, non ultimo, promozione della sostenibilità. E maggiore sostenibilità nella distribuzione del valore metterà in condizione i coltivatori di reinvestire portando beneficio nella qualità delle produzioni e nello sviluppo del proprio territorio“.

Non solo trasparenza della filiera produttiva, ma anche valorizzazione dei piccoli produttori?

Lavoriamo da tempo per portare l’innovazione e le opportunità che ha con sé non solo ai grandi operatori e alle imprese più strutturate ma anche a realtà minori che altrimenti rischiano di essere lasciate indietro dall’evoluzione tecnologica.

Il progetto si basa sulla valorizzazione dei piccoli produttori, a cui raramente riescono ad arrivare queste informazioni, dando loro la possibilità di comprendere quali sono i prodotti che devono coltivare e comprendendo cosa il mercato è realmente interessato ad avere.

In una filiera così lunga sono informazioni a cui i piccoli produttori oggi non hanno accesso.

Avete esperienze solo in Italia o il progetto si sta sviluppando anche all’estero?

Oltre all’Italia stiamo portando questo approccio anche in diverse aree del mondo. In Kenia per esempio è partito un progetto per la tracciabilità di filiera della frutta secca portata a un livello di analiticità e trasparenza estremo.

Tutti i passaggi, dalla semina al consumatore vengono tracciati, monitorati e analizzati al fine di capire, grazie al machine learning e ai nostri analisti, quali sono le metodologie di produzione che permettono di avere il miglior prodotto possibile e, in parallelo, quali scelte di processo consentono di portare maggior beneficio ai consumatori in termine di qualità della vita.

Con lo stesso format abbiamo partecipato a una gara internazionale molto complessa che punta a tracciare i prodotti di oltre trentamila piccoli produttori africani di caffè.

Soggetti che subiscono le dinamiche di mercato e che con questo progetto potranno ricavare una parte del valore aggiunto. Valore aggiunto normalmente trattenuto dai trader e da altri soggetti che, specie in questo momento, speculano nella filiera sulla provenienza delle materie prima.

Le applicazioni blockchain di Spartan Tech sono concepite per diffondere l’uso della blockchain non solo nel settore agroalimentare, ma anche nei beni di consumo, nell’edilizia, nei prodotti finanziari – fintech e assicurativo – nell’energy management e nella moda.

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