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Il Comune di Roma e la riduzione dell’illuminazione pubblica contro il caro energia: le reazioni

illuminazione pubblica roma
Immagine da Depositphotos

Caro energia: l’aumento incrementale dei costi legati all’energia mette sotto pressione i conti delle amministrazioni comunali. In particolare a Roma si valutano ipotesi per il contenimento delle spese, anche riducendo i tempi di accensione dell’illuminazione pubblica. Con diverse reazioni politiche…

La crisi energetica mette a rischio i bilanci comunali: a Roma, l’amministrazione ha stimato un forte rincaro su base annuale per le bollette di luce e gas: da 28 a 62 milioni di euro.

E la situazione può soltanto peggiorare in vista dei mesi autunnali e invernali… ecco perché la Giunta sta studiando un piano di riduzione dei consumi energetici.

In particolare, tra le misure in fase di studio, ha suscitato numerose reazioni politiche quella che riguarda la riduzione della fascia oraria di attivazione dell’illuminazione pubblica, che prevderebbe di ritardarne l’accensione edi  anticiparne lo spegnimento.

A questa ipotesi si è immediatamente dichiarato “fermamente contrario” il Codacons che la considera “un’idea folle dai costi sociali inquantificabili, che comporterebbe un evidente incremento dei rischi per la circolazione e la sicurezza della comunità“.

Per Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, infatti, “qualsiasi riduzione delle luci pubbliche in città porterebbe automaticamente a un incremento dei sinistri lungo le strade, con incidenti, investimenti di pedoni, cadute causate da buche stradali e dissesto dell’asfalto… e avrebbe ripercussioni sul fronte della criminalità con un incremento di furti e rapine“.

Per il Codacons, una soluzione per la riduzione dei consumi potrebbe arrivare dal “taglio degli sprechi, a partire dagli uffici pubblici che lasciano accese luci, condizionatori e altri strumenti elettronici anche di notte, rinunciando a illuminare di notte vetrine, insegne pubblicitarie, centri commerciali“.

Una bocciatura alla proposta di ridurre l’illuminazione pubblica e quella dei monumenti per ottenere risparmi sulle bollette della luce arriva anche da Luciano Ciocchetti, candidato alla Camera dei Deputati per Fratelli d’Italia.

Per Ciocchetti, con questa misura “Le strade della città rimarrebbero al buio, con enormi danni per i cittadini su più fronti: pensiamo alla criminalità, con delinquenti e malintenzionati che potrebbero approfittare del buio per compiere rapine, furti, violenze e illeciti di vario tipo, o alla sicurezza stradale, con un inevitabile aumento degli incidenti dovuti alla carenza di illuminazione pubblica.

Danni anche sul fronte del turismo, con i visitatori stranieri che non potrebbero godere la sera dei monumenti e delle bellezze storiche della capitale. Condividiamo l’esigenza di studiare misure contro il caro-energia, ma queste non devono in alcun caso danneggiare i cittadini romani“.

Sul lato delle soluzioni alternative per ridurre i consumi dell’amministrazione capitolina, abbiamo chiesto direttamente a Ciocchetti quale soluzione propone per mantenere l’illuminazione accesa e contenere i costi?

Nel breve periodo, reperire risorse dalle municipalizzate, dagli sprechi degli edifici pubblici e soprattutto conferire una destinazione esclusiva degli utili di Acea – che ricordiamo nasce per scopi sociali e non per essere una azienda con ripartizione degli utili per i soci – ai costi per l’illuminazione pubblica“.

In che modo affrontereste a Roma il tema dell’efficientemente energetico?

Dando mandato al gestore di rete di rivedere tutti i carichi, passando a una piena ottimizzazione attraverso l’ausilio di intelligenza artificiale e collegando il tema illuminazione anche alla sensoristica intelligente (anche per i semafori).

Fare un’urgente verifica tecnica con il distributore di rete e il dispacciatore Terna per verificare quali sono i carichi ottimizzabili e come effettuare il passaggio a soluzioni tecnologiche a impatto ridotto come lampioni con solare integrato.

Una priorità va data alle strade con maggiore antropizzazione e flussi di pedoni e limitare invece i carichi sulle strade secondarie rivedendo al contempo le limitazioni per la circolazione stradale come eventuali riduzione dei limiti di velocità.

La mia proposta è di dare attuazione piena alle comunità energetiche dei cittadini e far nascere quelle pubbliche installando quando possibile pannelli fotovoltaici sui tetti di ogni scuola ed edificio comunale costituendo una vera è propria comunità energetica di Roma Capitale.

Quanto spende il Comune di Roma in energia? Quanta di questa energia ritenere possibile tagliare e con quali soluzioni?

È questa una domanda cui mi piacerebbe dare una risposta nella consapevolezza che, al momento, è impossibile rispondere.

Primo perché sono dati disaggregati che probabilmente fino a oggi nessuna amministrazione ha pensato di assemblare, secondo perché come risaputo, negli ultimi mesi, gli incrementi tariffari hanno determinato una completa perdita di controllo per le amministrazioni pubbliche rispetto ai costi energetici.

Sarà mia cura in caso di elezione alla Camera dei deputati utilizzare gli strumenti legislativi per andare nella direzione della trasparenza dei dati e nel loro utilizzo per la finalità di ottimizzare la spesa senza danneggiare i cittadini.

Come è a voi ben noto, il tema energetico si è abbattuto su tutti noi, come un fulmine a ciel sereno. Le soluzioni sono un insieme di soluzioni, sia tecniche che politiche.

Crediti immagine: Depositphotos

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