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L’Europa crede nelle potenzialità delle comunità energetiche e cerca degli esperti per sostenerle

pubblicato il: - ultima modifica: 18 Novembre 2022
comunità energetiche rinnovabili
Immagine da Depositphotos

Le comunità energetiche possono ricoprire un ruolo cruciale nella transizione energetica e per farlo servono degli esperti: l’Unione europea lancia un bando per selezionarli…

La strada verso la sostenibilità ambientale, passa anche dalle comunità energetiche. L’Europa si è data tra i suoi obiettivi, quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e per riuscire nell’ardua impresa, ha bisogno dell’aiuto di tutti i cittadini.

Per questo, probabilmente le comunità energetiche potrebbero risultare una buona scelta per rispondere agli obiettivi di sostenibilità energetica delle Nazioni Unite, dato che prevedono un’ampia condivisione e collaborazione.

Diventare un’economia con emissioni di gas serra pari a zero significa passare a un sistema energetico basato sulle energie rinnovabili, anche sostituendo le infrastrutture, rinnovando il comparto tecnologico e sicuramente anche modificando i nostri comportamenti quotidiani.

Le comunità energetiche possono ricoprire, quindi, un ruolo cruciale nella transizione energetica e per farlo servono degli esperti.

L’Hub europeo di consulenza della comunità energetica rurale (Recah), lancia un bando per selezionare, entro il 31 dicembre 2022, degli esperti che possano fornire un’adeguata assistenza tecnica alle comunità energetiche, favorendone l’implementazione e aiutarle a strutturare un percorso di sviluppo di progetti altamente sostenibili nelle aree rurali dell’Ue, che potranno poi rappresentare delle buone pratiche e delle opportunità di networking.

L’Europa punta quindi a potenziare il team di coloro che si occupano di energia e ne hanno le competenze tecniche per farlo, in varie forme:

  • investimenti e assistenza finanziaria
  • consulenza tecnologica
  • supporto legale
  • supporto alla comunicazione
  • sviluppo di capacità e conoscenza

Gli esperti selezionati in tutta Europa metteranno a disposizione il proprio know how, per circa un anno, fino a ottobre 2023, partendo da un incontro preliminare di valutazione dello stato di fatto delle comunità energetiche rurali, per passare poi allo step successivo, quello di elaborare e sviluppare un piano di lavoro e una breve relazione che descriverà il dettaglio dell’assistenza tecnica fornita e che sarà un utile strumento di coinvolgimento diretto e concreto del tecnico esperto, nelle successive fasi dei lavori di consolidamento delle attività delle comunità.

Regna l’incertezza nella regolamentazione europea del settore energetico

Il Paese europeo con il maggior numero di comunità energetiche, secondo uno studio del Centro Comune di Ricerca dell’Unione europea del 2020, è la Germania, con circa 1.800 comunità, seguito dalla Danimarca con 700 e dai Paesi Bassi con 500.

Il progetto eNeuron (https://eneuron.eu/), finanziato con circa 6 milioni di euro nell’ambito del programma H2020 e coordinato dall’Enea, ha pubblicato una relazione che analizza in che modo la normativa e le politiche europee attualmente in vigore, influenzano i sistemi energetici locali in Europa: differenti vettori energetici, quali l’elettricità, il calore, il raffreddamento e il gas, interagiscono localmente in maniera ottimale tra loro.

Secondo lo studio riportato nel progetto, l’Europa deve adottare delle misure radicali per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del settore energetico e fare, così, un reale percorso di transizione energetica.

Secondo i ricercatori del centro di ricerca norvegese Sintef Energy Research, partner del progetto, l’incertezza e soprattutto l’assenza di chiare disposizioni normative rappresentano probabilmente le barriere più significative a oggi e questo può scoraggiare gli investitori dallo sviluppare beni infrastrutturali“.

L’introduzione di fonti di energia rinnovabili ha portato alla necessità di maggiori sforzi per bilanciare il sistema energetico.

Questo, si legge nella relazione, “può diventare una grande forza trainante per la diffusione dello stoccaggio dell’energia collegata alla rete, se si considera anche lo sviluppo delle tecnologie quali lo stoccaggio dell’acqua e del calore per pompaggio“.

A livello europeo si stanno però facendo delle riflessioni per quanto riguarda lo stoccaggio dell’idrogeno, dato che i costi elevati e la scarsità sia di adeguate infrastrutture, sia di una regolamentazione, probabilmente ne ritarderanno l’implementazione su larga scala a livello europeo, che porterebbe a un ulteriore forte ritardo da parte dell’Europa nei suoi progressi per raggiungere gli obiettivi del 2050.

La relazione pone l’attenzione anche sulla crescente importanza futura dello stoccaggio di calore, osservando che oltre il 50% dell’energia consumata in Europa è utilizzata per generare calore.

Il settore dei trasporti risulta quello con la più bassa penetrazione di energia rinnovabile a livello europeo, con i veicoli elettrici che rivestono un ruolo fondamentale nella sua decarbonizzazione.

Secondo ancora le informazioni che ci arrivano dal progetto eNeuron, il panorama delle comunità energetiche locali è ulteriormente ingarbugliato dalla varietà di soluzioni disponibili sia a livello di singolo consumatore, sia di comunità energetica ed è quindi necessario un costante e quotidiano impegno concreto e di comune sinergia, in quanto le comunità energetiche possono essere una delle soluzioni vincenti all’attuale crisi.

Crediti immagine: Depositphotos

energie rinn

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