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Accumulo di energia e batterie di nuova generazione: il contributo della tecnologia italiana

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Un accordo siglato tra un’azienda innovativa italiana – la Nte Process – e un produttore di batterie norvegese – Freyr Battery – porta alla ribalta la creatività e la competenza tecnica delle imprese del nostro Paese anche nei settori emergenti e strategici.

Il contributo delle energie rinnovabili – solare ed eolico, ma anche idroelettrico (e vi spieghiamo il perché – ndr) al processo di transizione ecologica della nostra economia è fondamentale; naturalmente vanno superati i limiti che ancora ci sono nella gestione dei picchi nelle richieste di energia e di stabilizzazione della rete elettrica.

Che si può ottenere grazie ai sistemi di accumulo, specialmente se sono di nuova generazione e innovativi. Soprattutto, se la tecnologia con la quale si costruiscono è stata ottimizzata grazie alla competenza italiana.

La transizione green nelle batterie parla italiano

In che modo c’entra l’Italia in questo processo innovativo per la produzione di impianti di celle per batterie di nuova generazione dell’azienda Freyr Battery? Diciamo innanzitutto che l’azienda norvegese ha siglato un accordo per fornitura di un sistema completo e integrato di essiccazione e movimentazione delle polveri con Nte Process, azienda di ingegneria di Gorgonzola (Mi).

La tecnologia italiana servirà per la realizzazione di una Gigafactory di celle per batterie al litio in costruzione in Norvegia, nota come Giga Arctic, che servirà a stabilizzare la rete elettrica e ad accumulare l’energia prodotta dagli impianti rinnovabili – soprattutto idroelettrici – per renderla disponibile quando serve (risolvendo il problema dei picchi di potenza) ma soprattutto dove serve, superando i limiti del trasporto di energia attraverso i cavi sottomarini.

I vantaggi e le potenzialità della soluzione ingegneristica italiana ce li spiega Emanuele Fratto, sales manager di Nte Process.

L’azienda milanese, specializzata nel material handling e nell’automazione industriale consta di circa 70 dipendenti e si muove in un mercato – soprattutto estero – che è fortemente orientato alla ricerca di soluzioni innovative, sicure e sostenibli per il trattamento delle materie prime che servono per la produzione delle batterie al litio.

Net Process, inoltre, applica anche al suo interno una seria politica di sostenibilità – plastic free e utilizzo di energia fotovoltaica prodotta in loco – e ha da poco pubblicato il suo primo bilancio di sostenbilità.

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