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Elezioni 2022, gli Under 30 temono per il Clima

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Francesca Cucchiara

Francesca Cucchiara, classe 1993, già co-portavoce dei Giovani Europeisti Verdi è consigliera comunale per il Comune di Milano. Per le elezioni del 25 settembre farà la sua parte in Lombardia, nel collegio di Milano P01. A GreenPlanner ha raccontato i timori di una giovane esperta che vuole far funzionare l’Italia

L’esperienza politica di Francesca Cucchiara inizia nei collettivi universitari de La Sapienza di Roma, dove ha studiato Scienze politiche e relazioni internazionali. Ma ad averla convinta a fare della Politica il suo futuro è stata l’esperienza di studio all’estero.

In famiglia – ci racconta – mi avevano sempre detto che fuori avrei trovato prospettive migliori, che era meglio andarsene da un Paese come l’Italia che ai giovani non offre alcuna garanzia.

In effetti in Austria, in Svizzera e in Olanda, dove ho vissuto, di garanzie ce ne sono di più, la paga è migliore, c’è meno clientelismo, più efficienza e se fai ricerca non sei condannato al precariato a vita“.

Però il risultato è stato il contrario di quanto si aspettassero a casa – aggiunge Francesca – Mi sono detta perché se negli altri Paesi funziona non può funzionare anche in Italia? E quindi sono tornata. Mi sento profondamente europea, se non anche cittadina del mondo, ma sono affezionata all’Italia, ed è qui che vorrei cambiare le cose“.

Francesca Cucchiara, il profilo di una giovane europea

Per questo l’abbiamo incontrata, perché il bisogno di un cambiamento reale accomuna sempre più giovani, e non solo. Ecco la nostra intervista…

Quali sono le esperienze che l’hanno convinta del bisogno di una politica più attenta a Giovani e Ambiente?

Mi sono sempre occupata di Sostenibilità, ma ho sentito il bisogno di battermi davvero per la causa dopo aver vissuto in India e in Ghana, dove ho lavorato a un progetto per lo smaltimento dei rifiuti elettronici.

Molti dei nostri rifiuti arrivano lì e il disastro ambientale che si è generato è allucinante. Sapere che quella miseria e quel degrado dipende da noi, dal nostro sistema economico, mi ha dato ancora di più la spinta per volerlo cambiare.

Ci sono molti modi per farlo, ma è la politica che prende le decisioni determinanti. Gli stessi giovani quando chiedono un futuro migliore di fatto si rivolgono alle istituzioni, quindi è lì che dobbiamo arrivare se vogliamo un’inversione di tendenza.

D’altra parte se oggi se viviamo in una società democratica, pur con tutti i suoi limiti, è grazie alle battaglie che sono state fatte in passato. Questa per la giustizia climatica è la nostra, se non prendiamo in mano le cose noi, chi altri dovrebbe farlo?

Dunque perché l’Alleanza Verdi e Sinistra?

Mi ritrovo nei valori dell’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) perché credo sia la realtà che propone realmente un’alternativa. Pensiamo, per esempio, alla questione dell’energia: crediamo che il paradigma debba cambiare.

Da un sistema energetico dipendente dalle fonti fossili e fortemente centralizzato – dove ci sono pochi che producono e tanti che consumano – vogliamo arrivare a una democrazia energetica, basata sulle fonti rinnovabili e l’autoproduzione.

E si può fare! In Germania di comunità energetiche ne hanno già 1.750 circa, in Italia stiamo ancora aspettando i decreti attuativi.

E ancora, il sistema di trasporto. Fino ad adesso lo abbiamo sempre pensato come un servizio, ora crediamo lo si debba concepire diversamente, ossia come una misura necessaria per contrastare l’inquinamento e per questo va incentivato il più possibile a livello nazionale.

Abbiamo circa 56 mila morti l’anno a causa dello smog, possibile che non se ne parli mai?

E poi la precarietà, usciamo dall’idea che questa debba essere una condizione permanente, perché si può correggere. In Spagna con una riforma che ha semplificato le tipologie contrattuali sono riusciti a ridurre moltissimo il numero di giovani precari, possiamo farlo anche in Italia? Noi crediamo di sì.

Cosa ne pensa dell’Indice di Impegno Climatico e come commenta questi risultati?

Mi fa piacere vedere questo riconoscimento, ancor di più considerando che buona parte del programma di Avs è stato scritto da giovani! Vorrei che le persone si soffermassero su questi risultati al momento del voto.

Affrontare o meno il cambiamento climatico è una scelta politica. Non farla è legittimo, siamo in democrazia ed è giusto rispettare la decisione degli elettori, ma significa che poi le conseguenze le paghiamo noi, i giovani di oggi e quelli che verranno dopo.

Cosa teme di più di queste elezioni?

Innanzitutto temo si perda la partita sul cambiamento climatico. Non mi piace fare la catastrofista, ma dobbiamo dirci le cose come stanno: quando è troppo tardi è troppo tardi.

Gli anni cruciali per poter arginare la crisi sono questi, se perdiamo questa sfida non c’è una seconda chance.

Poi temo la perdita di diritti fondamentali, per esempio quello dell’aborto, che oggi è seriamente compromesso nelle regioni dove governa la destra. Con la Meloni al governo certo non mi aspetto che questo diritto sia in alcun modo facilitato.

Mi sembra assurda l’idea che nel 2022 possiamo vivere in una società che riconosce solo una famiglia naturale come se tutto il resto fosse anormale.

Noi siamo per la legalizzazione della cannabis, se dovesse andare male, continueremo a regalare alla criminalità organizzata 6 miliardi di euro.

Credo poi che avere un reddito che consenta di vivere dignitosamente sia un diritto, che fine farà la proposta del salario minimo? La flat tax è una truffa ai danni dei ceti sociali più poveri, quindi sì, l’idea di vivere in un Paese dove le differenze sociali, già acuite dalla pandemia, siano ancora più profonde, sinceramente mi spaventa.

Infine, una domanda quasi divertente. Cosa ne pensa delle new entry su TikTok? Funziona per parlare ai giovani?

Funziona solo se hai davvero dei contenuti da comunicare ai giovani. Altrimenti rimane un tentativo patetico.

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