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Italian Bike Festival, diario di una giornata dedicata alle due ruote

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Immagine da Depositphotos

Giornata di trasferta lunga e impegnativa nella nuova sede dell’Italian Bike Festival. Questa volta nella cornice del circuito di Misano Adriatico, dedicato a Marco Simoncelli.

Parte presto il treno alla mattina e la sveglia suona ben prima. Il meteo promette bene. In treno quest’anno, perché viaggiare da soli in auto sembra un po’ troppo controtendenza rispetto all’impatto sull’ambiente e pure al caro carburante.

Niente bici al seguito perché la tratta è tutta ben servita. In realtà tutto il viaggio è filato liscio fino all’arrivo alla stazione di Misano, perché il trasferimento fino al circuito si sarebbe dovuto svolgere su una specie di navetta fatta con il trenino turistico, come quello che gira nel centro città a Natale.

I tempi di attesa (desunti, perché non sono riuscito a trovare una tabella chiara) erano lunghi e così ho camminato per i circa tre km fino al circuito.

Niente male come inizio giusto per scaldare i muscoli, ma scelta giusta perché gran parte del percorso si svolge su strade secondarie o su pista ciclopedonale. E le auto in strada, come avrebbe dovuto fare il trenino su gomma, erano già in coda per entrare al parcheggio.

Diciamo che il trasferimento stazione-circuito è da riorganizzare. Ma si tratta anche della prima edizione nella nuova location.

La nuova sede dell’Italian Bike Festival

Ecco, la nuova location… effettivamente Rimini cominciava a essere un po’ stretta e gli spazi offerti da Misano sono altra cosa. L’esposizione è stata organizzata con un grande spazio dedicato agli stand dei produttori di biciclette, componentistica, abbigliamento, manutenzione e nutrizione.

Una grande area centrale dedicata al cicloturismo con numerosi stand di varie regioni e province, con pump-trac per i bambini e la possibilità affollatissima di provare biciclette da strada e Mtb (quasi tutte con la E) su percorsi dedicati e sulla pista delle moto!

Dato il poco tempo disponibile ho preferito bypassare le prove anche perché in alcuni momenti della giornata le file erano consistenti, ma chi ha provato si è divertito moltissimo.

Tanta gente in giro, curiosi e tecnici. Tanto materiale da vedere e da provare. I maggiori produttori del settore sostanzialmente tutti presenti, alcuni con settori espositivi di grandi dimensioni.

Non saprei dire se ci fossero novità vere e proprie ma piuttosto si cominciano a vedere i risultati di affinamenti e ricerche nel settore. Sia per i telai che per la componentistica. Qualche telaio fantasioso (ma farse più adatto alle esposizioni che all’uso vero e proprio).

La presenza di molti competitor, sta facendo crescere settori di nicchia con esperimenti interessanti. Compreso quello dei vituperati monopattini, con applicazioni (non del tutto originali) come le tre ruote o le ruote di dimensioni maggiori.

Tutti buoni compromessi dettati da esigenze differenti. Il tema interessante cui faccio molta attenzione è quello di trovare il mezzo che serve alle proprie esigenze.

Ho trovato interessante (in realtà sono andato apposta a curiosare) il tentativo di alcuni produttori di incamminarsi sulla lunga via del contenimento dei costi con l’eliminazione del superfluo coadiuvato dall’allargamento della base degli acquirenti interessati.

Per essere chiari, specie nelle e-bike, sotto un certo standard di qualità non vale la pena di scendere perché il mezzo diventerebbe inguidabile se non pericoloso.

ll settore che a mio avviso nei prossimi anni potrebbe beneficiare in maniera massiccia della riduzione dei costi e di una differenziazione del target potrebbe essere quello delle citybike, per ora un po’ cenerentola del mercato.

Chiedere 5-6mila euro per un uso cittadino non viene digerito da tutte le tasche. Nonostante sul mercato attualmente ci siano biciclette con quei costi, le città italiane sono ancora troppo sguarnite di posti sicuri dove lasciare le biciclette (il tema dei parcheggi per le bici è ancora molto caldo e ben lontano da essere risolto, nonostante alcuni begli esempi di bike-cage presenti anche in fiera).

Insomma la diffusione del mezzo passa anche per una riduzione dei costi. Pensare per esempio con una certa frequenza alla riduzione della dimensione della batteria con conseguente riduzione del peso e durata del chilometraggio, per una citybike non è un delitto perché nella gran parte dei casi i percorsi cittadini sono brevi.

Una batteria piccola costa poco, pesa poco, non incide sull’aspetto del telaio potendo essere facilmente nascosta. E volendo può essere aiutata dall’acquisto di una batteria secondaria (un grosso marchio di Mtb e BdC lo fa già da tempo).

In città pianeggianti, forse un cambio con molti rapporti potrebbe servire a poco. E non averlo riduce i costi e semplifica la manutenzione. Insomma, si tratta di ritagliarsi l’abito adeguato alle proprie esigenze, scegliendo fra l’ampio ventaglio che il mercato propone.

Cosa rimane alla fine di queste giornate full-immersion in ambiti adrenalinici come le fiere?

Di sicuro una gran voglia di ricomprare una bicicletta, un’altra, poi un’altra gran voglia di ricominciare a pedalare con qualsiasi tempo (in realtà io non smetto mai neppure in inverno).

Poi rimane comunque la sensazione di essere sul percorso giusto che deve essere alimentato continuamente finché va dalla direzione scelta, quella della vera mobilità sostenibile, che nulla a che vedere con la mobilità delle auto elettriche.

Ovvero quella di convertire una mobilità italiana totalmente auto-centrica in una mobilità più sostenibile fatta di gente a piedi, di biciclette, cargo bike, monopattini e qualsiasi altro mezzo che non richieda un motore endotermico o che non richiede di spostare 2.500 kg di ferro vetro plastica e batterie.

E la Sem – Settimana Europea della Mobilità che sta coinvolgendo decine di città in tutta Italia ne è la prova.

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Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
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