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Sistemi di imballaggio innovativi: aperte le iscrizioni per il contest 2023

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Aperte le iscrizioni, fino al 15 dicembre, per il Best Packaging 2023, il contest dedicato alla valorizzazione di soluzioni innovative in ambito sistemi di imballaggio.

Sono aperte le iscrizioni al Best Packaging 2023, con le ammissioni che verranno accettate fino al 15 dicembre 2022: entro e non oltre tale data, è necessario presentare domanda unita al proprio progetto di design e alla sottoscrizione del regolamento.

La pagina per la candidatura e la visione del regolamento è consultabile online. Organizzata da Packaging Meeting e promossa da Istituto Italiano Imballaggio, in collaborazione con la Scuola del Design del Politecnico di Milano, focus di quest’anno sarà il tema del Quality Design.

Nata con l’obiettivo di valorizzare le soluzioni che si distinguono in termini di progettualità e design qualitativo, il contest intende comunicare il valore dell’innovazione rappresentato dalle nuove soluzioni a concorso.

Da quest’anno, inoltre, l’evento si rivolge anche alle startup (con massimo due anni di attività) e agli studenti che stanno preparando la tesi di laurea, la cui partecipazione è sostenuta in toto da Fondazione Carta Etica del Packaging.

Una scelta che testimonia un impegno verso il futuro e che vuole, in particolare, dare spazio anche al mondo della tecnologia e a nuovi materiali sperimentali. Quattro dunque saranno i premi in palio: Quality Design, Startup, Ambiente e Innovazione Tecnologica.

Nel presentare il progetto per la sezione principale Quality Design, occorre ispirarsi alle linee guida redatte dal Politecnico.

  • dimensione strutturale: innovatività della soluzione formale e sue qualità estetiche, semantiche, sensoriali, coerenti con un contenuto secondo una prospettiva di miglioramento ambientale
  • impianto visuale: originalità del modello narrativo e qualità delle forme grafiche che lo esprimono; capacità di valorizzare il potenziale comunicativo del packaging
  • attenzione informativa: qualità delle soluzioni grafi che tese a veicolare contenuti informativi riferiti all’imballaggio e/o al suo contenuto, con particolare attenzione a interventi che favoriscono l’accesso alle informazioni a tutte le fasce di utenti
  • funzionalità e modi d’uso: incremento delle funzioni ergonomiche e di servizio riferite alle prestazioni, all’interazione, ai modi d’uso il cui grado di innovazione può arrivare a implicare l’introduzione di nuovi riti di utilizzo e consumo

Il premio Startup, dedicato nuove imprese nate da non più di due anni e a giovani laureandi con progetto di tesi in tema, vuole promuovere l’originalità e l’alto contenuto tecnologico della attività offerte.

Sono altresì ammissibili software, app, tracking system utili a minimizzare spreco e perdite di prodotti sia nella fase della logistica che nel punto vendita, aiutando a individuare nuove occasioni di consumo.

Per ciò che riguarda il premio Ambiente, si intende valorizzare le soluzioni che si distinguono in termini di prevenzione dell’impatto ambientale, secondo le linee guida di ecodesign riportate nel sito Conai.

Infine, il premio Innovazione Tecnologica promuove esempi di innovazione di materiale, miglioramento delle performance tecniche, smart packaging e active packaging.

Le linee guida da seguire per presentare il progetto sono le seguenti.

  • carattere di innovazione: carattere innovativo della soluzione presentata dal punto di vista tecnico e ingegneristico
  • attenzione alla sostenibilità: carattere di ecosostenibilità della soluzione presentata (riduzione di consumi, materiali utilizzati, ingombri)
  • carattere digitale: grado di interconnetività, IoT, manutenzione predittiva e qualità digitali della soluzione presentata
  • attenzione alla usabilità, efficienza e facilità d’uso: qualità user-friendly per l’operatore, ergonomia di utilizzo della soluzione presentata

I finalisti, inoltre, saranno in mostra a Interpack 2023. Per ulteriori informazioni sui materiali da presentare, testi da scrivere e modalità di partecipazione potete consultare il sito dedicato.

Packaging flessibile: ecco perché è importante

Ogni anno, in Italia, vanno sul mercato circa 180.000 tonnellate di imballaggi flessibili, di cui l’80% destinati a protezione, conservazione, trasporto e commercializzazione di prodotti alimentari.

Gli imballaggi flessibili, composti in prevalenza da materie plastiche, sono molto usati dall’industria alimentare, che li sceglie per il 50% dei suoi imballaggi.

In termini di impatto ecologico, parliamo di un materiale molto sostenibile, visto che il 70% degli imballaggi flessibili è riciclabile.

Tuttavia, il riciclo di questi materiali è condizionato da alcuni limiti legislativi e tecnologici, legati, in particolare, alla composizione stessa degli imballaggi flessibili, per lo più multistrato e/o multimateriale.

Il tema dell’effettivo riutilizzo di questo elemento è di particolare rilievo per la nostra economia. Da una parte perché gli imballaggi flessibili sono molto usati dal nostro settore agroalimentare, dall’altra perché l’Italia è tra i leader europei nella produzione di macchinari per la realizzazione di imballaggi flessibili e per il packaging.

Si parla di un mercato che fattura complessivamente oltre 11 miliardi di euro.

Per non disperdere questa importante risorsa, il vicepresidente di Unione Italiana Food Paolo Barilla, il presidente di Giflex Alberto Palaveri e il vicepresidente di Ucima Riccardo Cavanna hanno firmato un Protocollo d’Intesa che sancisce una collaborazione fra le tre associazioni.

Obiettivo dell’accordo è il recupero e il riciclo di circa 50.000 tonnellate di materie plastiche da destinare a una seconda vita, ipotizzando, come target di partenza, un recupero e riciclo del 50% di imballaggi flessibili raccolti.

I tavoli tecnici previsti dal protocollo, si impegneranno a studiare soluzioni tecnologiche per rendere possibile l’utilizzo di nuovi materiali. Cercheranno, inoltre, di migliorare i sistemi automatici di selezione e pretrattamento dei rifiuti di imballaggi in plastica, evitando che vengano inviati in discarica o all’incenerimento.

Crediti immagine: Depositphotos

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