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Sostenere le imprese che puntano alla sostenibilità ambientale: ecco il bando

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Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

Il Mise lancia un bando relativo al Green New Deal italiano per sostenere le imprese che puntano alla sostenibilità ambientale.

Una svolta tutta orientata al verde, quella che attende le imprese italiane che parteciperanno al bando relativo al programma nazionale Green New Deal italiano del Ministero per lo sviluppo economico (Mise), che stanzia delle risorse pari a 750 milioni di euro, attraverso il Fondo per la crescita sostenibile e il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca, gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

Dalle 10 del 17 novembre 2022 le imprese potranno chiedere delle agevolazioni e dei contributi a fondo perduto per realizzare nuovi progetti di processi produttivi, prodotti e servizi, o migliorare quelli già esistenti.

Già dal 4 novembre, comunque, sarà possibile avviare la procedura di pre-compilazione.

I temi caldi che dovranno essere presenti nelle azioni dei progetti da candidare sono i seguenti:

  • decarbonizzazione; economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico

I progetti dovranno prevedere spese e costi ammissibili, non inferiori a 3 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro, oltre a essere realizzati sul territorio nazionale e avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore i 36 mesi.

La sostenibilità ambientale è in una fase decisiva e servono quindi tutti gli strumenti, anche quelli economico-finanziari per realizzarla completamente.

Se analizziamo il dettaglio dell’agevolazione, vediamo che consiste sia in finanziamenti agevolati per il 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari (per il 20% dell’importo) e in presenza di un’attestazione creditizia, per un importo totale disponibile pari a 600 milioni di euro.

I contributi saranno erogati a fondo perduto per i restanti 150 milioni di euro, con una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto pari al 15%, come contributo a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione e pari al 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni che fanno riferimento alle attività di industrializzazione.

Le imprese interessate potranno accedere alle agevolazioni tramite due distinte e specifiche procedure:

  1. a sportello, per i progetti di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  2. in modalità negoziale, per i progetti di importo maggiore di 10 milioni e non oltre i 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti

Le origini europee del Green New Deal italiano

Il Green New Deal italiano del Mise trova le sue radici nel grande progetto europeo del Green Deal per il passaggio a una transizione ecologica europea.

L’Europa punta a diventare il primo continente al mondo a impatto climatico zero. A dicembre 2019, la Commissione europea ha adottato il Green Deal Europeo, la strategia costituita da una serie di misure per trasformare tutte le politiche dell’Ue in materia di climaenergiatrasporti e fiscalità, in modo da ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, parametro di confronto rispetto ai livelli del 1990.

L’Italia come tutti gli altri Stati membri ha fatto la sua parte e quindi ecco il Green New Deal italiano. Dall’estate successiva, poi, luglio 2020, è entrato in vigore il Regolamento sulla tassonomia green, del quale la Commissione europea ha adottato il secondo atto delegato, che definisce sei obiettivi ambientali da perseguire entro il 2030 e altri entro il 2050.

Si va dalla mitigazione del cambiamento climatico, al suo adattamento, all’uso sostenibile e alla protezione delle risorse idriche e marine, fino alla transizione verso l’economia circolare, alla prevenzione e al controllo dell’inquinamento, con la protezione e il restauro della biodiversità e degli ecosistemi.

Un progetto è quindi economicamente compatibile con l’ambiente se raggiunge e rispetta almeno uno di questi obiettivi, senza, ovviamente impattare negativamente sugli altri, rispettando anche gli aspetti sociali.

Forte quindi la volontà europea e anche italiana di togliere gli ostacoli al tessuto imprenditoriale e accelerare la transizione ecologica, orientando le risorse economiche e i progetti in direzione green.

Preparare la strada, quindi, affinché l’Europa possa realizzare gli obiettivi climatici entro il 2030 in modo equo, competitivo ed efficiente in termini di costi.

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