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Caricatore universale: gli evidenti vantaggi su ambiente e riduzione dei rifiuti

caricatore universale
Immagine da Depositphotos

Un caricatore universale per i dispositivi elettronici: è questa l’idea messa in atto dal Parlamento europeo, che ha approvato con 602 voti a favore, 13 contrari e 8 astenuti la legislazione che consentirà ai consumatori di ricaricare cellulari, tablet e fotocamere con la stessa soluzione entro la fine del 2024.

La proposta europea riguarda l’introduzione di una porta di ricarica Ubs-C negli apparecchi elettronici che operano con una potenza fino a 100 Watt, così da poter avere quel collegamento universale alla presa elettrica senza dover comprare un caricabatterie apposito per ogni dispositivo.

Dalla primavera del 2026 l’obbligo si estenderà ai computer portatili. La nuova legge è volta a ridurre i rifiuti elettronici e a consentire ai consumatori di compiere scelte più sostenibili.

Questi nuovi obblighi porteranno a un maggiore riutilizzo dei caricabatterie e aiuteranno i consumatori a risparmiare fino a 250 milioni di euro l’anno sull’acquisto di caricabatterie inutili.

I caricabatterie smaltiti e inutilizzati equivalgono a circa 11mila tonnellate di rifiuti elettronici all’anno nell’Unione europea.

Il Consiglio ora dovrà approvare formalmente la direttiva, che entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue. I paesi europei disporranno poi di 12 mesi di tempo per recepire le norme e di 12 mesi dalla scadenza di quel periodo di recepimento per la loro applicazione.

In Italia c’è però già chi si muove. La Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale) ha accolto con favore la decisione definitiva del Parlamento sul caricabatterie unico.

Riportando alcuni dati – 51mila tonnellate di rifiuti elettronici annui in Europa e 44,7 milioni nel mondo, con impatto negativo sull’ambiente a causa dei materiali potenzialmente nocivi contenuti nei dispostivi – la società ha stimato che ogni cittadino italiano produce circa 16,6 chili di rifiuti elettronici l’anno.

Ma raramente si esegue un corretto smaltimento di tali prodotti: in Italia solo il 32,1 percento viene riciclato, contro la media europea del circa 40 percento.

I passi da gigante in materia sono stati fatti, con un numero di caricabatterie elettronici passato dai 30 modelli diversi del 2009 alle tre tipologie standard attualmente in commercio.

Ma l’entrata in vigore di un caricatore universale porterà innegabili vantaggi sul piano ambientale. Consentirà infatti di abbattere la quantità di rifiuti elettronici prodotte ogni anno dai cittadini che utilizzano smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici.

Crediti immagine: Depositphotos

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