Home Eco Lifestyle Addio all’ora legale, ma mantenerla un altro mese aumenterebbe i risparmi

Addio all’ora legale, ma mantenerla un altro mese aumenterebbe i risparmi

ora legale proroga
Immagine da Depositphotos

Il prossimo 30 ottobre scade il periodo di ora legale che, nei mesi in cui è stato attivo, ha consentito un risparmio (stimato) di oltre 190 milioni di euro; per questo, visto anche il caro energia, si propone di prorogare la misura, almeno fino al 30 novembre.

Mantenere o no l’ora legale per, almeno, un altro mese oppure farla terminare regolarmente il prossimo 30 ottobre? Dubbi sulla validità della misura economica non ce ne sono: secondo le stime di Terna, i numeri legati all’introduzione della misura lo scorso marzo parlano chiaro. Anche in termini ambientali.

Il risparmio, riferito al periodo marzo e ottobre 2021 – prima del caro energia – è stato infatti di oltre 190 milioni di euro, con un minor consumo di energia elettrica pari a circa 420 milioni di kilowattora e una riduzione di circa 200mila tonnellate di CO2.

Quindi, visti gli aumenti dell’energia, i risparmi economici del 2022 potrebbero essere ancora maggiori. Perché allora non prorogare la misura di un altro mese?

Prolungare la durata dell’ora legale consentirebbe un risparmio energetico pari a oltre 500 milioni di euro all’anno, grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica e un taglio alle emissioni climalteranti per un totale di 200mila tonnellate di CO2 all’anno, con conseguenze positive sulla salute umana” spiega la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).

Per questo, insieme a Consumerismo No Profit e ai rappresentanti delle istituzioni e della società civile ha lanciato un appello al Governo – pubblicato anche sulla rivista Lancet Regional Health Europe – supportato da oltre 58.000 firme di cittadini italiani, per estendere l’ora legale.

La proroga dell’ora legale, almeno in via transitoria per 30 giorni, sarebbe un provvedimento di semplice attuazione che garantirebbe risultati certi e misurabili, nel contesto del caro-bollette e dei comportamenti anti-spreco richiesti ai cittadini con il decreto appena approvato dal Mite, lasciando al prossimo esecutivo il compito di verificarne anche in sede europea l’opportunità del mantenimento permanente” spiega Alessandro Miani, presidente di Sima.

Tra i firmatari dell’appello figurano il sottosegretario al Ministero della Salute Andrea Costa, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania ed ex Euro-parlamentare Nicola Caputo, Luigi Gabriele (presidente di Consumerismo No Profit), Luca Levrini (presidente della Fondazione Alessandro Volta), Francesco Schittulli (presidente Lilt), Annarita Corrado (dirigente scolastica e presidente del Consiglio Comunale di Maglie) e l’epidemiologo Prisco Piscitelli (vicepresidente Sima).

Vedremo se il nuovo Governo interverrà su una semplice misura che aiuterebbe ad alleggerire il caro energia.

Condividi: