Home Imprese Sostenibili Le prospettive di mercato della mobilità elettrica in Italia: ecco lo scenario

Le prospettive di mercato della mobilità elettrica in Italia: ecco lo scenario

ricarica elettrica
Immagine da Depositphotos

Dopo tredici mesi consecutivi di calo, il mercato auto dell’Europa Occidentale ha fatto registrare una crescita del 7,9% in settembre: che sia un segnale di svolta per la crisi? I dati Unrae da poco diffusi, inoltre, mostrano in Italia una crescita in doppia cifra di ibride elettriche e plug-in ma un crollo di quelle full electric. A che punto siamo con l’elettrificazione dunque?

Il mercato dell’auto sta uscendo dalla crisi? I timidi segnali di agosto e di settembre sembrerebbero lasciarlo intendere anche se la ripresa resta debole.

Tuttavia, “il debole segnale positivo di agosto che si rafforza in settembre va comunque preso in considerazione, anche se vi è la concreta possibilità di essere di fronte, più che a un’inversione di tendenza, a un rimbalzo in un mercato che rispetto al 2019, cioè rispetto ai livelli ante-pandemia, nei primi nove mesi di quest’anno è calato di quasi un terzo, per l’esattezza del 31,7%” spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.

Un primo dato che si evince dai dati di Unrae relativi al mese di settembre in Italia è che il mercato dell’auto cresce – e molto – nei segmenti delle ibride diesel e benzina e nell full hybrid (con tassi di crescita rispettivamente del 13,2% e 25,3%) ma crolla in quello delle full electric (-40%), nelle auto a metano (-79,2%) nelle Gpl (-19,2%) e nelle diesel (-10,3%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Segnale che agli italiani l’auto elettrica interessa ma che, ancora, non si fidano delle reti di ricarica – forse ritenute insufficienti – o non hanno ancora vinto l’atavico senso di paura da serbatoio vuoto.

Crescono i punti di ricarica ad alta potenza a settembre 2022

Eppure la rete di ricarica elettrica italiana cresce: secondo i dati di Motus-E, a fine settembre nel nostro Paese risultano installati 32.776 punti di ricarica in 16.700 infrastrutture di ricarica (o stazioni, o colonnine) e 13.225 location accessibili al pubblico.

Negli ultimi tre mesi sono nati 2.072 punti di ricarica, 1.026 infrastrutture e 815 nuove location di ricarica con una crescita rispetto allo stesso mese del 2021 di ben 7.982 unità.

Tuttavia – questo è il dato negativo – il 12% delle infrastrutture installate non è al momento utilizzabile dagli utenti finali perché il collegamento alla rete elettrica da parte del distributore di energia o altre motivazioni autorizzative hanno impedito il competamento della stazione.

La buona notizia, invece, è che il 45% degli oltre 2.000 punti di ricarica installati in questo trimestre sono punti di ricarica ad alta potenza (il 90% dei punti di ricarica installati oggi è in corrente alternata (Ac), mentre il 10% in corrente continua (Dc).

Troppo ampio ancora oggi il divario Nord verso Centro-Sud: il 57% circa dei punti di ricarica è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro e solo il 20% nel Sud e nelle Isole.

Le opportunità dell’elettrificazione della mobilità

Stante l’andamento del mercato dell’auto, secondo Bloomberg entro il 2040, i veicoli elettrici domineranno le vendite in tutto il mondo; una buona notizia, visto che il trasporto su strada rappresenta quasi il 12% di tutte le emissioni di gas a effetto serra del mondo.

Non solo auto elettriche però, ma è importante che lo sviluppo e l’innovazione impattino sull’industria del trasporto a tutto tondo.

Secondo Mobeen Tahir, direttore Macroeconomic Research & Tactical Solutions della società di investimenti WisdomTree, l’elettrificazione – ossia la produzione di auto alimentate da batterie agli ioni di litio – non è l’unica innovazione perseguita dai produttori di veicoli, che stanno studiando attivamente combustibili alternativi come l’idrogeno.

Per esempio, Daimler sta già collaudando camion con celle a combustibile a idrogeno e anche le case automobilistiche si stanno innovando con tecnologie all’avanguardia come la ricarica wireless.

Per le auto – soprattutto quelle a guida autonoma – sarà molto più semplice parcheggiare da sole presso stalli dove si possono ricaricare senza fili, anziché cercare una soluzione per collegare i cavi in modo automatico.

Tahir, quindi, vede cinque segmenti industriali chiave nello sviluppo dell’innovazione nel segmento automobolistico:

  1. produttori di attrezzature originali, ovvero le aziende che sviluppano, fabbricano e vendono veicoli
  2. fornitori, cioè le aziende che sviluppano, fabbricano e vendono servizi di ingegneria, software o hardware per lo sviluppo di veicoli
  3. rivenditori e servizi post vendita, ovvero quelle società che acquistano e vendono veicoli o mettono a disposizione piattaforme per tali attività. Inoltre, assistenza, ottimizzazione e riparazione di veicoli dopo la loro messa in funzione
  4. infrastrutture, che comprende le aziende che sviluppano, gestiscono le infrastrutture necessarie per la trasformazione del settore e ne curano la manutenzione (per esempio infrastrutture per la ricarica, il rifornimento di idrogeno)
  5. fornitori di servizi di mobilità, con le aziende che prestano tali servizi (B2B/B2C) o mettono a disposizione di terzi la piattaforma per svolgerli. Un’esposizione nell’ambito di tutti e cinque i segmenti può aiutare gli investitori a sfruttare il megatrend della mobilità futura

L’impatto ambientale dell’elettrificazione delle flotte di veicoli per il trasporto leggero

Quali sarebbero i vantaggi ambientali se le flotte di veicoli per il trasporto leggero – tipicamente quelli che ci consegnano le merci nell’ultimo miglio – venissero elettrificate?

Prendendo in esame una durata media dei veicoli elettrici di 7 anni e considerando che la combustione di 1 litro di carburante produce circa 2,3 kg di CO2, l’elettrificazione delle flotte in Italia porterebbe a una riduzione di oltre 7 tonnellate di CO2 per ogni veicolo sostituito.

Inoltre, il totale delle emissioni risparmiate da tutti i veicoli analizzati in Europa corrisponderebbe all’equivalente del carbonio consumato da 2,6 milioni di alberi cresciuti per 10 anni e porterebbe a risparmiare oltre 1 miliardo di litri di carburante (32.000 camion cisterne).

Sono dati che emergono dallo studio Il valore della sostenibilità: il potenziale dell’elettrificazione nelle flotte europee, realizzato da Geotab, azienda che opera nel settore IoT e dei veicoli connessi.

L’analisi ha anche evidenziato che, tra le flotte composte da veicoli commerciali leggeri, quasi il 60% dei mezzi potrebbe essere sostituito da una versione completamente elettrica.

I risultati sono stati calcolati grazie allo strumento Analisi Sostenibilità Veicolo Elettrico (Electric Vehicle Suitability Assessment – Evsa) di Geotab, che ha analizzato in modo anonimo gli schemi di guida di 46.000 veicoli connessi con motore a combustione interna in 17 Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.

Un risparmio di emissioni ma anche un notevole vantaggio economico: secondo i dati, infatti, con l’elettrificazione di questi mezzi ci si potrebbe aspettare, in Europa, un risparmio medio di 9.508,47 euro per veicolo in un periodo di tempo di 7 anni.

Il processo di elettrificazione resta graduale ma, sulla base di questo studio, è importante per le aziende riconoscere che profitti e sostenibilità vanno di pari passo. La sostenibilità sta diventando parte integrante della mission di un numero sempre maggiore di aziende, e in tale contesto i trasporti sono una componente fondamentale” spiega Franco Viganò, director Strategic Channel Development di Geotab e country manager di Geotab Italia.

Le innovazioni per la ricarica elettrica in Italia

I fondi del Pnrr saranno fondamentali per dare un ulteriore boost al mercato dell’elettrificazione. La tecnologia sarà fondamentale, sia per sviluppare tecnologie a supporto, sia per ampliare la rete di ricarica.

Per Motus-E, “l’Italia deve comunque colmare alcune lacune geografiche per raggiungere una capillarità maggiore e deve sanare il ritardo di installazioni in autostrada. Siamo sulla buona strada, ma dobbiamo accelerare in vista del 2035“.

Agevolare la ricarica elettrica negli spazi condivisi con Wallbox

Wallbox ha ampliato la gamma Commander per agevolare la ricarica di veicoli elettrici negli spazi condivisi: con il nuovo caricabatterie Commander 2s più semplice ed economico rispetto agli altri prodotti della stessa gamma.

Le funzioni di Commander 2s – che non dispone di display touch – sono gestite tramite l’app myWallbox che consente di monitorare e controllare lo stato del caricabatterie da remoto.

Commander 2s è dotato di tecnologia Rfid (Radio Frequency Identification), che consente agli utenti di autenticarsi facilmente quando procedere alla ricarica e impedisce l’uso non autorizzato della ricarica.

Tecnologia Interplex di interconnessione delle batterie

Interplex ha ampliato le sue soluzioni di interconnessione per le batterie dei veicoli elettrici: l’ultima versione di Cell-Plx è stata ottimizzata appositamente per le celle prismatiche di nuova generazione.

Questa tecnologia di interconnessione sfrutta l’integrazione verticale completa che contraddistingue Interplex, ossia la saldatura laser e a ultrasuoni, nonché lo stampaggio, l’assemblaggio e il collaudo.

Cell-Plx, inoltre, soddisfa i requisiti di prestazioni automobilistiche Uscar 2-6, ha la capacità di trasferimento dati necessaria per il monitoraggio continuo dei parametri di tensione e temperatura ed è in grado di gestire tensioni del modulo batteria da 12V a oltre 800V, con densità di corrente fino a 15A/mm2.

La nuova colonnina di ricarica Ultra Fast Direct Power Dc di Nidec

Nidec Industrial Solutions ha presentato un’innovativa colonnina di ricarica che può raggiungere una potenza Ultra Fast di 360 kW ed è stata sviluppata per massimizzare il Roi dei gestori e per ottimizzare l’esperienza dell’utente.

La nuova colonnina è dotata di due cavi in corrente continua e può caricare due auto in contemporanea o una sola, in questo caso concentrando tutta l’energia su un unico cavo.

Inoltre, è possibile aggiungere una presa per la corrente alternata per poter servire tutti i veicoli in circolazione.

La nuova colonnina offre connettività, risposta real time, facilità di installazione e manutenzione e diagnostica a distanza, compattezza, ma soprattutto modularità, consentendo di tarare l’investimento in base alla richiesta del mercato, rendendolo scalabile nel tempo.

La versione base del prodotto comprende due moduli di potenza da 60kW, ai quali si possono aggiungere ulteriori moduli, ciascuno del peso di circa 15 kg, raggiungendo una potenza di 120kW o 360 kW.

Un piano per la mobilità elettrica e l’elettrificazione del territorio veneto per Agsm Aim

Agsm Aim Smart Solutions ha presentato un piano per la mobilità elettrica e l’elettrificazione del territorio basato su quattro pilastri strategici:

  1. elettrificazione del parco mezzi aziendali
  2. sistema di ricarica pubblica
  3. offerta di servizi di mobilità per privati e imprese
  4. studio di soluzioni evolute di smart mobility

Agsm Aim elettrificherà il parco mezzi attraverso un piano di transizione in elettrico di 270 mezzi leggeri di gruppo (furgoni e autovetture) entro il 2025, con installazione delle infrastrutture di ricarica presso le sedi aziendali di Verona e Vicenza.

Per il 2022 si prevede l’elettrificazione di 15 mezzi per la sede di Verona e 15 mezzi per la sede di Vicenza. Inoltre, l’azienda prevede di espandere i propri servizi di ricarica pubblica attraverso l’installazione di 300 punti nel comune di Verona e di 150 punti nel territorio del comune di Vicenza tra il 2022 e il 2025.

È inoltre prevista l’installazione di 30 punti di ricarica in corrente continua (potenza almeno 50 KW). Il piano trova le sue fondamenta nel progetto pilota Electrify Verona che, a partire dal 2019, ha portato alla realizzazione di un sistema che oggi conta circa 100 prese di ricarica su 52 colonnine a uso pubblico nel territorio del Comune di Verona.

Il Gruppo Agsm Aim, inoltre, offrirà alle aziende servizi di consulenza nel processo di elettrificazione delle flotte aziendali, dall’installazione delle colonnine elettriche ai sistemi di gestione e di monitoraggio.

Per i cittadini, sono previste proposte che includono l’installazione presso abitazioni private delle infrastrutture di ricarica.

Infine, per gli enti pubblici, il Gruppo sta studiando un’offerta di servizi evoluti di sharing mobility, smart-parking, e-bus, piattaforme di mobilità (Maas), noleggio a lungo termine di veicoli elettrici e servizi di elettrificazione per le flotte di taxi.

Juice Technology ottiene la certificazione internazionale Iso 21434

La norma Iso/Sae 21434 riguarda tutte le fasi del ciclo di vita di un veicolo, dallo sviluppo alla produzione, fino all’utilizzo, alla manutenzione e al suo riciclo.

Sebbene la parte esterna al veicolo non rientri nell’ambito della norma, l’infrastruttura di ricarica ne è direttamente interessata in quanto parte inscindibile dall’infrastruttura di un veicolo elettrico.

Juice, azienda produttrice di stazioni di ricarica, ha deciso di ottenere la certificazione Iso/Sae 21434 Road vehicles – Cybersecurity engineering.

Per noi l’adozione della norma è la coerente prosecuzione del concetto a 3 livelli per la sicurezza della mobilità elettrica che abbiamo presentato in occasione del Juice World Charging Day 2021. […] Già oggi ci uniformiamo pertanto a questa norma per continuare a essere un partner affidabile per gli Oem” spiega Christoph Erni, Ceo e fondatore di Juice Technology.

Be Charge, un progetto per costruire una delle più grandi reti di ricarica ad alta velocità in Europa

Il piano è quello di costruire, entro il 2025, una delle più grandi infrastrutture ad alta potenza lungo i principali corridoi di trasporto Europei (Ten-T), nelle aree di parcheggio e nei principali nodi urbani in 8 Paesi (Italia, Spagna, Francia, Austria, Germania, Portogallo, Slovenia e Grecia).

Per la realizzazione dell’opera, Cassa Depositi e Prestiti, come partner esecutivo della Commissione Europea per l’Italia, ha selezionato il progetto di Be Charge, società controllata da Plenitude (Eni).

Il progetto è stato selezionato nell’ambito del Connecting Europe Facility, precisamente nell’Alternative fuels infrastructure facility a sostegno delle infrastrutture di trasporto europee che riguarda anche la ricarica dei veicoli elettrici e l’idrogeno.

GasGas raccoglie 1 milione e mezzo di euro con la seconda campagna di equity crowdfunding

Se in occasione della prima raccolta del 2021 a credere in noi sono stati soprattutto appassionati ed e-driver, questo secondo round ha attirato l’interesse di imprenditori, business angel e investitori professionali che hanno intuito adesso il grande potenziale del mondo della mobilità elettrica” spiega Stefania Menguzzato, general manager di GasGas.

La società mette a disposizione dei propri utenti una rete di colonnine di ricarica per veicoli elettrici sempre funzionanti e connesse, posizionate in punti strategici di interesse per chi sosta su tutto il territorio italiano.

L’uso dell’auto elettrica non rimarrà confinata solo alle aree urbane, ma di fatto è già diffuso ovunque e avrà bisogno di una rete capillare di colonnine efficienti e affidabili” continua la Menguzzato.

Nel 2025 circoleranno circa 1 milione e 600mila, che diventeranno 6 milioni nel 2030: per questo società come GasGas stanon investendo nella realizzazione di infrastrutture di ricarica che saranno fondamentali come lo furono i primi distributori di benzina sul territorio italiano negli anni ’60.

Le soluzioni Sixt per la mobilità elettrica

Sixt ha messo in campo l’elettrificazione della sua flotta aziendale, la formazione di una propria infrastruttura di ricarica, l’espansione della piattaforma di mobilità Sixt One per rendere accessibile attraverso un’unica autenticazione centinaia di migliaia di punti di ricarica e, infine, aumentare il suo impegno alla neutralità climatica come azienda.

Sixt prevede quindi che la quota di veicoli elettrificati (compresi Phev e Mhev) della sua flotta raggiunga il 12-15% entro la fine del 2023. Entro il 2030, dal 70 al 90% dei veicoli dell’azienda in Europa saranno elettrificati, tutti prenotabili tramite app.

Inoltre, Sixt investirà 50 milioni di euro per la propria infrastruttura di ricarica interna, preparando le proprie sedi per ricaricare la flotta elettrica una volta che i veicoli vengono restituiti.

Infine, l’azienda prevede di ridurre le emissioni di CO2 generate nella gestione delle proprie filiali e siti il più rapidamente possibile, installando sistemi fotovoltaici su larga scala.

A questo verranno affiancati progetti di compensazione, supportando soltanto i progetti che soddisfano i più elevati standard di qualità per rendere Sixt climaticamente neutra entro la fine del 2023, cinque anni prima di quanto precedentemente previsto.

Crediti immagine: Depositphotos

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