Home Green Jobs Movimentazione manuale dei carichi: valutarne i rischi

Movimentazione manuale dei carichi: valutarne i rischi

movimentazione manuale carichi
Immagine da Depositphotos

Sicurezza nella movimentazione manuale dei carichi: analisi e applicazione del Decreto Legislativo 81-08 in relazione agli aggiornamenti delle norme Iso 11228. Presentiamo in anteprima l’approfondimento del Dossier edito da Associazione Ambiente e Lavoro

In Italia, circa il 26% dei lavoratori (35% tra i maschi e 15% tra le femmine) è adibito, per almeno il 25% del proprio tempo di lavoro, ad attività che comportano compiti di movimentazione manuale dei carichi (Mmc).

Da qui risulta chiaro come applicare al meglio le direttive significa anche prevenire incidenti e morti sul lavoro.

Il dato italiano risulta un poco inferiore al dato medio europeo, stimato considerando i 28 Paesi appartenenti alla Ue nel 2015. In tal caso gli esposti complessivi a Mmc, per almeno il 25% del tempo, risultano pari al 32% (40% nei maschi e 23% nelle femmine).

A partire da questi dati, alla fine del mese di settembre, è stato pubblicato il terzo numero del 2022 della rivista trimestrale Dossier Ambiente edita da Associazione Ambiente e Lavoro.

Questa monografia è un vero e proprio manuale per la valutazione dei rischi determinati da queste attività lavorative alla luce delle più aggiornate normative tecniche ed è stato curato dai massimi esperti in materia.

In particolare, Daniela Colombini ed Enrico Occhipinti, dell’Associazione Epm International Ergonomics School (Epm-Ies), rappresentano un punto di riferimento internazionale su questi temi e, per la redazione di questo manuale, si sono avvalsi di uno staff di collaboratori di primaria competenza.

Il bisogno di occuparsi della valutazione dei rischi e della prevenzione delle attività di movimentazione manuale di carichi è testimoniato dai dati citati, che sottolineano la diffusione tanto dell’esposizione a tale condizione quanto dei disturbi e delle patologie del rachide e, più in generale dell’apparato muscolo-scheletrico, a essa potenzialmente collegati.

In conseguenza di tale attività lavorativa si evidenziano disturbi muscoloscheletrici (mal di schiena, dolori muscolari a collo/spalle/arti superiori e arti inferiori) che in ambito Ue risultano i disturbi prevalenti tra quelli correlati al lavoro.

In Italia circa il 40% dei lavoratori lamenta mal di schiena, il 34% dolori muscolari a collo, spalle e arti superiori e il 22% dolori agli arti inferiori.

Dai dati Inail sui controlli sanitari in ambito lavorativo emerge che in Italia per il rischio Mmc sono sottoposti a sorveglianza sanitaria circa 6,5 milioni di lavoratori (4,3 milioni di maschi e 2,2 milioni di femmine) e che la Mmc è la prima condizione di rischio nel determinare l’attivazione di tali controlli sanitari (con il 43% dei sorvegliati per qualsiasi rischio).

Questo manuale viene proposto alla luce delle esperienze maturate sulla materia nell’ultimo decennio ma anche della evoluzione della normativa tecnica di riferimento che ha visto la pubblicazione, nell’ottobre del 2021, di una nuova versione della norma Iso 11228-1 dedicata al Sollevamento, abbassamento e trasporto manuale di carichi, a cui i curatori del manuale citati hanno grandemente e direttamente contribuito.

Questo manuale vuole offrire a tutti coloro che si occupano di prevenzione nei luoghi di lavoro orientamenti e strumenti (anche informatici) per una adeguata e concreta applicazione, nei più svariati contesti di lavoro, dei rinnovati standard internazionali (serie Iso 11228) dalla norma stessa richiamati.

Gli strumenti proposti sono il frutto dell’esperienza maturata sul campo da Epm-Ies e da un qualificato gruppo di suoi collaboratori, sia in Italia che in altri Paesi Europei ed Extra-europei.

La stessa peraltro è stata alla base di una collaborazione con i ricercatori del Niosh che ha condotto alla messa a punto di modelli teorici e di strumenti applicativi per lo studio dei compiti di sollevamento manuale più complessi e delle altre attività di movimentazione manuale quali il trasporto, il traino e la spinta.

articolo redatto da Norberto Canciani, presidente Associazione Ambiente e Lavoro

Condividi: