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Elettrica Wave: andare per mare a emissioni zero

pubblicato il: - ultima modifica: 1 Febbraio 2023
elettrica wave

Startup tutta italiana, Elettrica Wave rappresenta una interessante novità nel panorama della nautica e, in particolare, nel settore della conversione di barche con sistema di propulsione tradizionale a motorizzazioni elettriche.

Fondata poco più di un anno fa da un piccolo gruppo di esperti in energie rinnovabili e appassionati velisti, Elettrica Wave è stata presentata ufficialmente nel mese di settembre 2022 quale system integrator per la nautica elettrica, con focus principale sulla conversione di barche tradizionali in elettriche o ibride, con inoltre la  realizzazione della decarbonizzazione dell’intera infrastruttura di produzione e ricarica di energia.

Nautical zero emission, questa la mission dell’azienda, ma il passaggio da motore tradizionale a elettrico ha un impatto molto più ampio, con una drastica riduzione del rumore e delle vibrazioni a tutto vantaggio dell’ambiente marino, oltre che delle persone ospiti delle barche.

Le barche certificate a emissioni zero, inoltre, hanno la possibilità di transitare nelle aree marine protette, rendendo questo tipo di motorizzazione particolarmente interessante anche per chi si occupa di turismo costiero.

I motori elettrici per le imbarcazioni, infine, richiedono una manutenzione quasi nulla e possono  essere monitorati da remoto.

Abbiamo parlato con Mauro Moroni, Ceo e fondatore di Elettrica Wave che ci ha spiegato tra le altre cose come l’intervento di conversione richieda tempi limitati, una decina di giorni di cantiere, una volta definiti nel dettaglio i lavori da fare secondo le esigenze della singola imbarcazione.

Quali sono le barche che possono giovarsi della conversione da motore tradizionale a motore elettrico?

Le barche a vela, le classiche barche da crociera tra i 6 e i 15 metri, per esempio, barche a motore – gozzi e altri day cruiser – ma anche i mezzi da lavoro e per il trasporto passeggeri.

Queste ultime in particolare saranno particolarmente avvantaggiate in quanto  tra le poche imbarcazioni che possono transitare nelle aree marine protette.

Il cliente potrà decidere per una soluzione full electric oppure ibrida in cui è presente un generatore da mettere in funzione in caso di necessità.

La corretta carica delle batterie è garantita dai pannelli fotovoltaici installati, la possibilità nelle imbarcazioni a vela di aggiungere un al motore elettrico del modulo di idrogenerazione, che consente di recuperare una consistente quantità di energia elettrica durante la navigazione a vela, oltre alla possibilità di ricaricare le batterie in banchina o grazie al generatore di bordo.

Un sistema modulare che, a seconda delle esigenze dell’armatore, potrà garantire la necessaria autonomia di navigazione.

Elettrica Wave è stata presentata da poche settimane, avete già delle richieste e da parte di chi?

Nelle prime due settimane dalla nostra ufficializzazione sul mercato abbiamo ricevuto circa 40 richieste, di queste circa il 35% da parte di armatori di barche a motore e il restante 65% di barche a vela.

Barche dai sei ai 13 metri, dislocate in tutta Italia e quattro dalla Svizzera, dai laghi, dove già ora spesso la navigazione è impedita ai mezzi non elettrici.

Laghi e fiumi navigabili saranno un settore di sviluppo molto importante, così come la conversione di barche per la pescicoltura e la mitilicoltura che potranno garantire un prodotto finale certificato e lavorato a emissioni zero.

Quanto può costare la transizione da motore tradizionale a elettrico?

Sul nostro sito abbiamo inserito una serie di simulazioni dei costi, si va dai 12-15.000 euro a 50-60.000 euro, a seconda delle dimensioni della barca, della potenza richiesta, della necessità o meno di generatore e di altri elementi che possono far variare il prezzo finale.

Tra i lavori che stiamo seguendo, per esempio, abbiamo un caicco per il quale la società armatrice ha deciso di effettuare un refitting completo e improntato al lusso e al contempo passare alle energie rinnovabili.

Ogni barca deve essere valutata e per far meglio comprendere agli armatori il valore della conversione abbiamo una barca che ha presso la nostra sede di Ancona che utilizziamo per far toccare con mano a chi ci interpella il risultato dell’operazione.

Che durata hanno le batterie e quanto tempo occorre per ricaricarle?

Le batterie sono in LiFePo (litio-ferro-fosfato) e hanno una garanzia a seconda dei modelli e degli utilizzi dai 2.500 ai 4.500 cicli. Un ciclo vuol dire una carica e una scarica completa.

Se, per esempio, una persona utilizza la barca 100 volte l’anno, le batterie daranno dureranno oltre venti anni.

Il tempo di ricarica dipende da come carichiamo le batterie. Si passa dai 15-20 minuti se ricarichiamo in banchina ad alta potenza, alle poche ore se si carica da banchina con un presa normale.

Nel caso di Ew01, essendoci sul T-Top installato 1kW di moduli fotovoltaici con celle bifacciali, in due giorni assolati generalmente riusciamo a caricare completamente le batterie.

I vantaggi della trasformazione elettrica

Trasformare la propria imbarcazione in elettrica, dunque, porta con sé diversi vantaggi e per quanto la spesa iniziale sia sostenuta, utilizzo e manutenzione avranno costi molto bassi consentendo, in particolare a chi con le barche lavora, di ammortizzare i costi in tempi ragionevoli.

La proposta di Elettrica Wave, grazie alla lunga esperienza dei tre soci fondatori nell’ambito delle energie sostenibili, non si ferma alle imbarcazioni, ma arriva anche ai porti e ai marina ai quali viene proposto un sistema di elettrificazione delle banchine e delle diverse aree delle strutture portuali con la progettazione e l’installazione di tetti e pensiline fotovoltaiche in grado di svolgere anche più funzioni.

La pensilina fotovoltaica potrà fungere da zona coperta e punto di ricarica per le auto e i mezzi elettrici consentendo di sfruttare al meglio anche gli spazi in cui viene posizionata e avvicinare sempre di più ad una buona autonomia dal punto di vista energetico.

Un passo importante nella direzione della sostenibilità con vantaggi sia per la comunità e gli utenti, sia per l’ambiente.

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Silvia LandiSilvia Landi: giornalista, laureata in scienze biologiche, ha lasciato Milano da oltre 10 anni per vivere a contatto con il mare e la campagna toscana. Consulente e presidente di Asd Mad Mure a dritta, ama raccontare il mare e come imparare ad averne cura | Linkedin
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