Con l’organizzazione della prima gara nazionale di riparazione ci proponevamo l’obiettivo di sensibilizzare i nostri lettori alla cultura della riparazione: il numero delle squadre partecipanti, gli spettatori incuriositi e interessati e la grande passione scaturita nel corso della manifestazione, ci hanno dato ragione!
Subito dopo la celebrazione della giornata mondiale della riparazione – caduta lo scorso 15 ottobre – l’evento agonistico dedicato alla riparazione di oggetti elettrici ed elettronici – svoltosi domenica 23 ottobre presso il GreenParlor – è stato un grande successo.
L’obiettivo del primo Repair Day Contest, infatti, era quello di coinvolgere il più ampio numero di persone, incuriosendole e facendole entrare nel mondo della riparazione degli oggetti elettri ed elettronici.
Tanti gli appassionati intervenuti per cimentarsi nella gara – sono state registrate ben 6 squadre di provetti riparatutto – e numerosi gli spettatori (tanti bambini interessati) intervenuti, anche per far riparare un loro oggetto non più funzionante.
Soddisfatte le aziende che ci hanno aiutato a realizzare questa prima edizione del contest: uus.io, Sugru e iFixit.
Qual è stato il senso della manifestazione? Ribadire in primo luogo il diritto alla ripazione degli oggetti: siamo stanchi – e la legge, pur tra mille difficoltà, comincia a considerare il problema – di buttare oggetti ancora riparabili perché i produttori negano l’accesso ai manuali tecnici, rendono difficile smontare i prodotti e tengono alti artatamente i costi dei ricambi.
In seconda battuta, naturalmente, spiegare ai cittadini che non si cambia un telefono solo perché non è più di moda: la cultura consumistica del nuovo modello rende – ci si consenta il termine – idioti i cittadini. Spezziamo il cerchio dello spreco inutile e apriamoci a una cultura pratica, che usa i prodotti fino a quando funzionano bene.
Certo, occorre vigilare sulla obsolescsenza programmata e sugli aggiornamenti software fatti solo per rendere impossibile l’uso dei vecchi prodotti.
Il Repair Day Contest è stato un successo
Ma veniamo alla gara: 6 squadre dai nomi strani e divertenti, 150 minuti di tempo e un monte di 43 oggetti verificati – i più disparati, dalla borsa per l’acqua calda elettrica, al pesce con la coda mobile, ai notebook fino agli schermi lcd e alle stampanti – da riprare nel miglior modo possibile (oppure nel modo più creativo possibile – purché non pericoloso).
Dalle 10:30 alle 13 i concorrenti si sono quindi impegnati nella riparazione del maggior numero possibile di dispositivi, in modo autonomo ma con l’obbligo di scambiarsi attrezzi, parti di ricambio e consigli.
L’organizzazione ha invece fornito stazioni di saldatura, colla sugru, compressori e aspirapolvere, nastro isolante e autovulcanizzante, mouse, tastiere monitor e cuffie, casse da Pc, pennette Usb con Linux e vari programmi di riparazione.
Il punteggio di ogni squadra si è basato sui seguenti parametri: numero di riparazioni effettuate nel tempo disponibile, qualità complessiva della riparazione, eleganza e semplicità della soluzione, ingegnosità della soluzione, tenacia nell tentativo di riparazione.
Il risultato è stato eccellente: 25 oggetti riparati, 12 riparabili di cui è stato individuato il problema ma non c’era il pezzo di ricambio, 6 da buttare. 6 i premi assegnati (abbiamo voluto premiare tutti):
- premio maggior numero di riparazioni: Baby Boomers
- premio Gambiarra (riparazione più creativa): 4 Renne, 4 Babbi
- premio Kintsugi (riparazione più elegante): Ticinum
- premio Tenacia: Longobardi e 2 Renne, 2 Babbi a pari merito
- premio Mission Impossible: Riparaduro
Ottimo anche il risultato ambientale raggiunto: 33 Kg di materiale strappato alla discarica e rimesso in funzione, 442 Kg di emissioni di CO2 prevenute e, naturalmente, tanti oggetti restituiti funzionanti ai legittimi proprietari.
Siamo già al lavoro per l’organizzazione della seconda edizione della gara: restate sintonizzati e, se siete interessati, mettetevi in contatto con la redazione.












