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Il parco eolico del futuro sarà off shore

pubblicato il: - ultima modifica: 1 Febbraio 2023
parco eolico

Il futuro è nell’eolico off shore: sfruttando il vento del mare, che ha una forza maggiore, è possibile generare più energia rispetto a un impianto sulla terraferma.

La necessità di avere a disposizione fonti di energia pulita e rinnovabile è diventata ormai imprescindibile, sia data la crescente richiesta di energia rinnovabile con la riduzione dell’impiego delle fonti fossili, sia in vista della ormai prossima scadenza degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

A questo si aggiunge l’urgenza di accelerare il percorso di indipendenza energetica da altri Paesi che l’attuale situazione geo-politica ha generato.

Vento e sole sono per l’Italia le due fonti di energia rinnovabile in assoluto più facilmente accessibili e abbondantemente utilizzabili grazie alla geomorfologia del Bel Paese e, se il solare ha invero superato molte delle iniziali resistenze, l’eolico non ha ancora preso piede.

Tra gli ostacoli più grandi vi è la burocrazia e spesso le soprintendenze con i numerosi vincoli paesaggistici, tanto che i progetti di parchi eolici al largo delle coste rappresentano una soluzione sempre più promettente.

L’eolico in mare è una tecnologia che porta ulteriori vantaggi nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili: sfruttando il vento del mare che ha una forza maggiore riesce a generare più energia rispetto a un impianto eolico sulla terraferma.

Due le tipologie di eolico, fisso o galleggiante. L’eolico marino galleggiante, in particolare, consente il posizionamento delle pale eoliche in mari aperti e profondi senza realizzare fondazioni fisse.

Questa caratteristica permette di minimizzare gli impatti sull’ambiente marino e terrestre durante tutte le fasi del progetto, andando a intercettare la risorsa eolica laddove è più abbondante, aumentando così l’efficienza e massimizzando la produzione di energia.

Esistono modelli differenti di strutture galleggianti, selezionati in base alle condizioni del sito di installazione, inoltre si limita l’uso del terreno alle sole opere di connessione con la rete elettrica di trasmissione nazionale (solitamente già posizionate in zone industriali) e viene minimizzato l’impatto visivo tipico degli impianti a terra e le interferenze con attività costiere, di navigazione, di pesca.

Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia in particolare, grazie alla potenza del vento e alla conformazione dei loro fondali, sono le aree più interessanti per l’eolico marino galleggiante.

Sono diversi i player in un mercato che sta letteralmente esplodendo, noi abbiamo interpellato due realtà italiane, Renexia – Gruppo Toto e Falck Renewables che hanno in comune il fatto di voler implementare sistemi virtuosi per cui vengono coinvolte le realtà locali con lo sviluppo di nuove attività e investimenti infrastrutturali specifici, andando a generare benefici diretti e indiretti a lungo termine per l’intero sistema delle aree coinvolte.

Beleolico, il primo del Mediterraneo

Inaugurato nell’aprile 2022, Beleolico è il primo parco eolico marino del Mediterraneo ed è posizionato al largo del porto di Taranto, progettato da Renexia, società del Gruppo Toto attiva nelle rinnovabili.

Il parco comprende 10 turbine per una capacità complessiva di 30 MW, il sistema sarà capace di assicurare una produzione di oltre 58.000 MWh, atti a coprire il fabbisogno annuo di 60.000 persone.

Dell’energia attualmente prodotta, una parte, grazie a un accordo con l’Autorità Portuale, è destinata all’ettrificazione del porto di Taranto con l’obiettivo di un’ulteriore riduzione dell’inquinamento della zona.

Nell’arco della sua vita, prevista di 25 anni, Beleolico consentirà un risparmio di circa 730.000 tonnellate di CO2.

La componentistica della struttura tarantina è stata affidata a player internazionali, tuttavia l’obiettivo per il futuro è creare localmente opportunità di crescita per aziende italiane al fine di promuovere lo sviluppo del tessuto economico locale.

Il completamento di quest’opera centra un duplice obiettivo, da una parte la soddisfazione per aver realizzato il primo impianto eolico marino in Italia e nel Mar Mediterraneo, dall’altra la consapevolezza che il nostro approccio, basato sulla condivisione, possa contribuire alla creazione di un nuovo protocollo che coniughi tecnologia e attenzione all’ambiente” ha commentato Riccardo Toto, direttore generale di Renexia.

MedWind, il più imponente impianto eolico offshore del Mediterraneo

Attualmente Renexia è impegnata con MedWind, il progetto di parco eolico offshore galleggiante nel canale di Sicilia, allo stato attuale il più importante del Mediterraneo con ben 190 turbine in grado di produrre 9 Twh, pari al fabbisogno di 3,4 milioni di famiglie.

Un parco eolico flottante posizionato a circa 60 km dalla costa che promette di essere virtuoso anche dal punto di vista occupazionale in quanto si prevede di impiegare 1.100 persone all’anno per i sei necessari alla costruzione e circa 700 per i 25 anni successivi per la manutenzione.

Preservare l’ambiente marino

Il progetto, in fase di Via (Valutazione di impatto ambientale), è pronto per essere definitivamente implementato; Renexia, con i biologi marini della Stazione Zoologica di Napoli Anton Dohrn, l’Università di Messina, Palermo, Genova e del Cnr di Capo Granitola, ha già completato in quel tratto di mare un’indagine e tutte le attività di campionamento necessarie alla caratterizzazione degli habitat e delle specie presenti mostrando come l’area prescelta sia idonea.

Non solo, le ricerche svolte hanno evidenziato come la gran parte dell’area esaminata fosse stata pesantemente danneggiata da attività illegali di pesca a strascico, dunque paradossalmente la creazione del parco eolico potrebbe rappresentare un periodo utile a riportare equilibrio nell’ecosistema.

Dalla Puglia alla Sardegna, i progetti di Falck Renewables per dare energia pulita

Sono sei i progetti di parchi eolici flottanti già presentati per l’Italia da Falck Renewables insieme al partner Blue Float Energy e sono distribuiti tra Puglia, Calabria e Sardegna.

Kailia Energia (Puglia), Odra Energia (Puglia), Minervia Energia (Calabria), Nora Energia 1 (Sardegna Sud), Nora Energia 2 (Sardegna Sud), Tibula Energia (Sardegna Nord-Est) una volta in funzione consentiranno di risparmiare 11 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, produrranno 18 TWh/anno di energia (5% del consumo interno lordo al 2030) oltre a oltre 400.000 tonnellate di idrogeno verde l’anno, per un costo complessivo di 17 miliardi di euro.

I parchi eolici galleggianti e la ricaduta sul territorio

Uno degli obiettivi insiti nello sviluppo dei parchi eolici galleggianti è quello di generare un impatto positivo sui territori che li ospitano, applicando un modello di business inclusivo e sostenibile: il primo impegno è quello di garantire la prossimità della catena di fornitura, dando precedenza alle imprese locali.

La ricaduta sul sistema paese degli investimenti in eolico marino galleggiante è molto più rilevante rispetto a quella stimata per altri progetti legati alle energie rinnovabili, in primis nella creazione di occupazione a livello locale, stimati in circa il 50-60% in più per ogni MW rispetto all’eolico tradizionale.

Per ogni impianto si privilegia la filiera locale per cui le forniture di beni e servizi coinvolgeranno in via prioritaria le aziende del territorio, con valorizzazione della manodopera locale attraverso percorsi di alta formazione tecnica e questo rappresenterà un’opportunità per il terziario a servizio delle attività in loco durante tutte le fasi del progetto.

È previsto lo sviluppo dei porti in quanto i progetti faranno perno proprio sui principali porti industriali di ogni singola regione per l’assemblaggio, la gestione e la manutenzione dei parchi. Questo permetterà di potenziare le infrastrutture e differenziare i servizi offerti.

Sono previste attività di collaborazione con le università del territorio e i centri di ricerca regionali.

Falck Renewables intende anche destinare una percentuale dei ricavi generati dai propri impianti a iniziative di sostenibilità locale, come la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica o dell’illuminazione nelle scuole con i Led; servizi per cittadini e turisti, quali hotspot, monitoring dei parametri ambientali, pannelli informativi multimediali; servizi per la mobilità sostenibile con l’installazione di bike sharing, sensori per piste ciclopedonali o colonnine di ricarica per mezzi pubblici.

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Silvia LandiSilvia Landi: giornalista, laureata in scienze biologiche, ha lasciato Milano da oltre 10 anni per vivere a contatto con il mare e la campagna toscana. Consulente e presidente di Asd Mad Mure a dritta, ama raccontare il mare e come imparare ad averne cura | Linkedin
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