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Il parco urbano di San Giuseppe Jato in ricordo di Giuseppe Di Matteo

pubblicato il: - ultima modifica: 28 Novembre 2022
parco urbano di San Giuseppe Jato

L’11 gennaio del prossimo anno verrà inaugurato il primo parco urbano del territorio comunale su terreni confiscati alla mafia, un progetto di sostenibilità sociale per il paese di San Giuseppe Jato, in ricordo di Giuseppe di Matteo, nel giorno della ricorrenza della sua tragica scomparsa nel 1996, per mano della criminalità organizzata.

Lucart, gruppo multinazionale che promuove un modo sostenibile di produrre carta, all’interno del progetto GreenHeroes di Alessandro Gassmann e del Kyoto Club, sarà uno dei tanti finanziatori del parco urbano a San Giuseppe Jato, il primo nel paese in provincia di Palermo, nato dalla volontà delle tre donne che a oggi governano la città.

Sono Esther Mammano, viceprefetto, Federica Nicolosi, viceprefetto aggiunto, Susanna Conte, funzionario economico finanziario, le tre commissarie che gestiscono in via straordinaria l’amministrazione, sciolta per infiltrazioni mafiose.

Parte del progetto Frutteti Solidali che si propone di adottare alberi da frutto da regalare a chi si occupa di inclusione sociale in tutta Italia, la riqualificazione del parco siciliano nasce anche dalla volontà di AzzeroCO2, società romana che si occupa di consulenza in ambito sostenibilità, della quale fa parte Annalisa Corrado, responsabile sviluppo progetti innovativi e co-ideatrice del progetto GreenHeroes.

L’iniziativa del parco Di Matteo a San Giuseppe Jato, intitolato alla legalità, è solo una delle espressioni dell’impegno dei nostri eroi verdi, le imprenditrici e gli imprenditori che mettono il benessere del nostro Pianeta, dei lavoratori e delle persone al primo posto.

Il semplice gesto di rinaturalizzare un’area come questa, attraverso la piantumazione di 260 tra arbusti e alberi, ridarà respiro a una comunità che ha dovuto fare i conti con la presenza della criminalità organizzata e che, fino a oggi, non aveva un polmone verde all’interno del proprio territorio.

Interventi come questo hanno un senso sia ambientale che sociale, oramai non possiamo più fare sostenibilità con una visione miope, la vera transizione avverrà quando gli aspetti economici e sociali faranno da lente di ingrandimento a quelli ambientali” racconta Corrado.

Una delle cooperative che abbiamo contattato per avviare un frutteto in Sicilia è Libera Placido Rizzotto di Palermo, che ci ha consigliato di non piantumare alberi sui loro terreni, ma piuttosto di riqualificarne di nuovi, prima appartenenti al boss mafioso Giuseppe Brusca. Così è nato il progetto in ricordo di Giuseppe di Matteo, per promuovere nel suo paese la cultura della legalità e della biodiversità“.

L’area individuata per la realizzazione del parco comprende un appezzamento di terreno esteso di 1,27 ettari, della quale il Consorzio Libera Terra Mediterraneo Cooperativa Sociale Onlus si occuperà della sistemazione e della manutenzione.

parco urbano di San Giuseppe Jato

L’appezzamento presenta già allo stato attuale una siepe di oleandro e una piccola superficie impiantata a conifere miste: la sistemazione a verde prevede la realizzazione di una siepe perimetrale con l’utilizzo di piante autoctone, resistenti all’aridità e che necessitano di cure limitate, utilizzando specie con epoche di fioritura diverse e colori variabili.

Nella parte superiore si prevede di proseguire la siepe di oleandro già presente, lasciando un varco dell’ampiezza di 4 metri per l’accesso degli utenti. Il lato adiacente alla Casa del Fanciullo verrà schermato con una siepe di ginestra odorosa. Il lato adiacente la Ludoteca verrà invece schermato con Alberi di Giuda e verranno piantumate erbe officinali.

Lungo i due argini del compluvio che raccolgono le acque bianche, si prevede di mettere a dimora alberi autoctoni tipici della vegetazione ripariale, come il frassino maggiore (Fraxinus excelsior), l’olmo campestre (Ulmus minor), il salicone (Salix caprea) e il pioppo nero (Populus nigra), per un totale di 30 alberi.

La parte centrale del Parco, estesa complessivamente circa 3.000 metri, al netto dell’impianto di conifere già presenti, verrà piantumata a olivo e mandorlo, in modo da permettere la realizzazione di vialetti, disporre panchine, giochi per bambini, con la messa a dimora di un totale di 61 alberi.

La riqualificazione di un’area naturale, per la legalità, la sostenibilità e la socialità insegna che solo mettendo radici forti e sane si possono combattere battaglie come quella contro la criminalità organizzata.

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