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Acqua bene comune? Davvero è così? La storia della provincia di Cuneo

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Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua nasce nel 2006 dall’impegno congiunto di migliaia di donne e uomini dei movimenti sociali territoriali, della cittadinanza attiva, dell’associazionismo laico e religioso, delle forze sindacali e politiche, del mondo della scuola, della ricerca e dell’Università, del mondo della cultura e dell’arte, del mondo agricolo, impegnati nell’affermazione dell’acqua come bene comune per una sua gestione pubblica e partecipata.

Quest’anno il Forum è stato selezionato per il premio Aica 2022 alla carriera. Da loro riceviamo e pubblichiamo una testimonianza sulla gestione pubblica per tutta la provincia a cui è stato dato affidamento alla società pubblica consortile Cogesi.

Invitiamo naturalmente tutti gli interessati a fornire fatti ed evidenze qualora il racconto evidenziasse imprecisioni o punti contestati.

Acqua bene comune?

Ci racconta Oreste Delfino, attivista del Comitato Cuneese Acqua Bene Comune per la provincia di Cuneo, che “nel 2018 è stato raggiunto l’obiettivo della gestione totalmente pubblica per tutta la provincia e nel 2019 è stato fatto l’affidamento alla società pubblica consortile Cogesi, strutturata in aziende pubbliche locali partecipate unicamente dai comuni.

Proprio sul territorio albese e del roero questa decisione è stata pesantemente osteggiata sia dai vecchi gestori privati del gruppo Egea che erano già decaduti dal 2017 sia da diversi sindaci del territorio.

Insieme hanno intentato diversi ricorsi presso il Tribunale Superiore delle Acque di Roma, ma significativamente li hanno persi tutti. Nonostante questo, proprio in questi giorni hanno presentato un nuovo ricorso in cassazione.

Oggi, a tre anni dall’affidamento a Cogesi, la situazione è ancora in ballo perché la nuova amministrazione albese che è in evidente conflitto di interesse tra il fatto di essere da un lato socia di Egea e dall’altro tenuta ad applicare le decisioni assunte a livello provinciale, continua a propendere per il primo vincolo.

Non potendo derogare alla gestione pubblica unitaria provinciale, propone un irrealizzabile coinvolgimento del privato Tecnoedil nella gestione pubblica“.

Il subentro del gestore pubblico (Cogesi) ai gestori privati

Continua così la comunicazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Il tema è il subentro del gestore pubblico (Cogesi), ai vari gestori privati, in particolare all’albese Tecnoedil del gruppo Egea. Ricordiamo che il subentro è diretta conseguenza dei referendum sulla ripubblicizzazione del 2011 nonchè delle scelte dei sindaci della provincia di Cuneo.

Ci sarebbe da scrivere un libro sui tentativi (non ancora finiti) di mettere i bastoni tra le ruote alla piena attuazione dei referendum, ma andiamo con ordine.

Il subentro è soggetto al pagamento del Vr (valore residuo) da parte di Cogesi ai gestori uscenti. Cos’è il Vr? È l’insieme del valore degli investimenti fatti dal vecchio gestore e non ancora remunerati dal pagamento delle bollette.

Foglino (Leopoldo Fogliono, presidente di SiSi,  Società Intercomunale Servizi Idrici – ndr) afferma che il subentro potrebbe avvenire anche in caso di pagamento parziale del Vr da parte di Cogesi. Nulla di più infondato, l’art. 149 del Dl 152/2006 statuisce che il subentro deve avvenire entro sei mesi dal pagamento totale del Vr da parte del subentrante.

Sempre secondo Foglino, Cogesi non disporrebbe della somma necessaria per la liquidazione del Vr. Ma nessun gestore subentrante dispone di questa cifra! In caso di affidamento la prassi consolidata è di rivolgersi al mercato finanziario tramite mutui pluriennali, più facili da ottenere nel settore idrico perché garantiti dalle tariffe pagate dagli utenti.

Foglino afferma ancora la necessità (impossibile da attuarsi come abbiamo già visto) di diluire il pagamento del Vr negli anni perché altrimenti, pagandolo in un’unica soluzione, farebbe lievitare eccessivamente le tariffe. Questo non è corretto.

In tariffa non va l’intero importo del mutuo contratto, bensì la rata annualmente restituita alle banche. Esattamente come avviene ora per le somme prese a prestito da Tecnoedil (o anche messe a disposizione dal socio Egea) per l’esecuzione degli investimenti effettuati negli anni precedenti e rimborsate alle banche in annualità.

Siccome il Vr è il riconoscimento del valore di questi investimenti, non ancora ammortato e già calcolato nelle tariffe degli anni a seguire, la sua liquidazione non ha alcuna incidenza sulle tariffe perché il nuovo mutuo si sostituisce semplicemente a quelli facenti capo al vecchio gestore.

Sempre Foglino ipotizza un coinvolgimento del gestore privato uscente nella gestione del solo settore acquedottistico. Ma anche questo non è ammissibile. Anzi, se la cosa avvenisse determinerebbe la decadenza dall’affidamento di tutta Cogesi, compreso il socio Sisi che egli presiede.

Aggiungiamo un’altra riflessione: con il subentro del nuovo gestore, a seguito della liquidazione del Vr, tutti i dipendenti di Tecnoedil passano a Cogesi per obbligo di legge, mantenendo lo stesso contratto di lavoro.

Nella ipotesi Foglino che fine farebbero i dipendenti che Tecnoedil impiega sugli acquedotti? Invitiamo i lavoratori e i sindacati che li rappresentano a valutare attentamente la situazione.

Sul piano politico ricordiamo che tutto il territorio della provincia di Cuneo votò contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum del 2011, in uguale percentuale sia ad Alba che nel resto della provincia.

Presidente Foglino, Sindaco Bo, rispettate il voto dei cittadini! Intanto risolvete il conflitto di interesse determinato dal fatto di essere contemporaneamente soci di una pubblica e di una privata che operano nello stesso settore!

Estendiamo l’invito alla maggioranza di sindaci che votarono per la gestione pubblica, al neo presidente della Provincia Robaldo, al presidente di Egato4 Calderoni, al presidente di Cogesi De Caro perchè lo facciano rispettare.

Per concludere, nell’ultima Conferenza di Egato4 tenutasi lo scorso 29 ottobre, Bruna Sibille, rappresentante del comune di Bra, ha avanzato la richiesta che venga quantificato il danno arrecato alla collettività dai tanti ricorsi contro la gestione pubblica, tutti regolarmente persi, intentati negli anni.

Il presidente Calderoni ha accolto l’invito: ecco, secondo noi, questo è un buon modo di rispettare il voto dei cittadini.

Invece pochi giorni fa la Tecnoedil, con la quale Foglino vorrebbe collaborare, ha presentato ancora un ricorso in cassazione, con l’evidente intento di fare allungare di nuovo i tempi del subentro.

La legge lo consente ma crediamo che la politica debba esprimersi perchè ci pare evidente il significato di questa scelta in totale spregio della maggioranza dei cittadini, contrari alla privatizzazione dell’acqua“.

Crediti immagine: Depositphotos

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