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Riciclo delle batterie ed economia circolare per un’Europa più sostenibile

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Riciclo delle batterie ed economia circolare per un’Europa più sostenibile
Immagine da Depositphotos

Il mercato delle pile e degli accumulatori di energia è in forte crescita e si muove di pari passo con la transizione energetica, obiettivo a cui punta l’Unione europea nel tentativo di contrastare il cambiamento climatico e ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente.

Se da un lato questa è una buona notizia, soprattutto per i produttori e i fornitori, dall’altra, in assenza di iniziative forti ed efficaci, potrebbe creare qualche problema a causa della scarsità di materie prime presenti in Europa.

Che si tratti di semplici pile aaa o di batterie agli ioni di litio per veicoli elettrici, la produzione di questi dispositivi richiede l’utilizzo di un elevato quantitativo di materiali che le industrie operanti nei Paesi dell’Ue devono acquistare dagli Stati esteri, con conseguenze negative sulle tempistiche, sulla facilità di approvvigionamento e sull’economia generale.

Eppure, come ben spiega il Business Development Manager Eba, un sistema per far fronte alla crescente domanda di batterie e accumulatori esiste e si chiama riciclo.

Diversamente da quanto avviene in altri settori, il riciclo delle batterie consente di ricavare materiali che possono essere reintrodotti nella produzione degli stessi dispositivi da cui sono stati riciclati, così da dare vita a un sistema economico circolare e virtuoso.

Fare la propria parte nel riciclo degli Rpa

Riciclare pile esauste e batterie non più funzionanti è dunque importante non solo per evitare il propagarsi nell’ambiente di sostanze inquinanti, ma anche per aiutare la crescita economica del Paese.

Ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare la differenza, in quanto tutti utilizziamo quotidianamente dispositivi alimentati da batterie ministilo, stilo, torce, ma anche da accumulatori agli ioni di litio, ossia quelli presenti, per fare un esempio, negli smartphone.

Acquistare pile aaa su Rs o presso negozi specializzati è un’operazione semplice da compiere, ma alla quale è necessario far seguire un’altra operazione, altrettanto semplice, ma che non è ancora entrata del tutto nelle abitudini del popolo italiano: lo smaltimento corretto delle batterie esauste.

Questo può essere effettuato in tre modi:

  • gettando le pile scariche negli appositi contenitori, dislocati in punti strategici delle città
  • consegnandole ai rivenditori autorizzati
  • portandole alle isole ecologiche

La normativa europea

Per favorire lo sviluppo dell’industria del riciclo di pile e batterie, la Commissione europea ha emanato alcune nuove norme che puntano in particolare ad aumentare l’impegno dei produttori e a raggiungere percentuali minime di materiali recuperati da ogni singola batteria entro il 2030.

Per quanto riguarda le batterie agli ioni di litio per esempio, l’Ue vuole raggiungere una percentuale di materiali recuperati pari al 65% entro il 2025 e del 70% entro il 2030. Il lito riciclato dovrà raggiungere il 70% entro il 2030, mentre il quantitativo di nichel, cobalto e rame dovrà arrivare addirittura al 95%.

Questi obiettivi puntano a incentivare la ricerca e la nascita di nuovi progetti atti a fornire soluzioni efficaci per il recupero dei materiali, le quali andranno ad affiancarsi ai metodi già esistenti e consolidati che, per quanto riguarda le pile al litio, sono la pirometallurgia e l’idrometallurgia.

Crediti immagine: Depositphotos

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