Home Energy and Mobility Comunità energetiche rinnovabili: come fare per diffonderle al meglio

Comunità energetiche rinnovabili: come fare per diffonderle al meglio

comunità energetiche rinnovabili

Per diffondere le comunità energetiche rinnovabili (Cer) è importante capire cosa sono davvero, come funzionano e quali potenzialità rappresentano per chi ne fa parte. Se n’è parlato in occasione del dibattito organizzato da Legambiente Lombardia

Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano un’opportunità di produzione decentrata e di autoconsumo di energia da fonti alternative, oltre a essere una concreta soluzione per contenere i costi energetici.

Sono un ottimo strumento che, purtroppo, ancora fatica a diffondersi. Questo è stato il punto di partenza della riflessione aperta da Legambiente Lombardia martedì 20 dicembre, in occasione del dibattito Energia rinnovabile solidale. Le comunità energetiche alla prova della crisi climatica.

Le Comunità energetiche rinnovabili non sono e non devono diventare dei soggetti che vendono energia. Le Cer hanno un valore sociale di condivisione e, pertanto, vanno lasciate ai territori” queste le parole di Katiuscia Eroe, responsabile nazionale energia Legambiente.

Che ha sottolineato l’importanza delle comunità energetiche come occasione di sviluppo a livello locale. Legambiente appoggia il modello che prevede un tetto del 70% al consumo dell’energia condivisa perché le “comunità energetiche devono restare rinnovabili e condividere energia a km0.

Togliendo il tetto del 70%, chiunque venderebbe l’energia sul mercato. Ma le Cer non nascono per fare investimenti: le vogliamo per far sì che i vantaggi vadano ai Comuni e alle utenze del territorio su cui si sviluppano” ha aggiunto Katiuscia Eroe.

Nello stesso contesto è emersa una delle tante criticità che Legambiente ha sollevato nella regolamentazione delle Cer: attualmente è solo il fotovoltaico – che costa meno delle altre rinnovabili – a essere facilitato, ma le alternative sono diverse.

Anche per quanto riguarda il termico. A sostegno delle comunità energetiche non mancano però gli interventi di Regione Lombardia, che, come ha spiegato Elena Colombo, dirigente della struttura Gestione Invasi, Utenze Idriche e Reti Energetiche, “ha istituito la Comunità energetica regionale lombarda (Cerl) per realizzare un sistema di monitoraggio volto a diffondere le buone pratiche presenti sul territorio e a raccogliere gli elementi funzionali a impostare ulteriori politiche di incentivazione e diffusione delle Cer“.

Inoltre, la Regione ha previsto lo stanziamento di 20 milioni di euro (nell’ambito del Piano Lombardia a favore dei Comuni lombardi) per individuare gli enti interessati.

Continuerà nel 2023 il bando Alternative di Fondazione Cariplo che, oltre a fornire un contributo economico, si propone di supportare le realtà interessate nello strutturare e poi sviluppare la comunità energetica: partire dall’idea iniziale, sino al ragionamento della conformazione giuridica e della scelta degli enti da coinvolgere.

Comunità energetiche rinnovabili, il modo migliore per costituirle

Per realizzare le comunità energetiche rinnovabili, dunque, è fondamentale partire da un assunto di base: nascono dalla comunità, per il bene della comunità.

Il valore solidale è basilare. E allora la modalità migliore per realizzarle può essere quella delle cooperativa che, come ha evidenziato Niccolò Cerulli, di Insulanet, risulta un buon modello per permettere alla stessa comunità di fare degli investimenti”.

Interessante a tal proposito l’iniziativa di Legacoop che ha lanciato Respira, una piattaforma per costituire Comunità energetiche in forma cooperativa, che nelle ultime settimane ha riscontrato circa 50 manifestazioni di interesse verso l’opportunità di cogliere questa rete di collaborazione.

Del resto, il senso della cooperazione nelle Cer è evidente, spiega Marco Fazio, Legacoop, “uno dei sette principi della cooperazione è il valore della comunità: che non è delocalizzabile. E da vent’anni, la cooperazione di comunità rappresenta un modello interessante di interazione con la pubblica amministrazione“.

Per accedervi è sufficiente consultare il sito. Una volta valutato il profilo, i partner della piattaforma – Legacoop, Coopfond, Ecomill e Banca Etica – sono in grado di guidare cittadini e imprese attraverso tutte le fasi del processo di costruzione e avvio di una comunità energetica rinnovabile.

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