Home Eco Lifestyle Il rilancio dell’Appennino italiano passa dalla corretta formazione

Il rilancio dell’Appennino italiano passa dalla corretta formazione

alfonsa - appennino

Alfonsa (ALta FOrmazione e iNnovazione per lo Sviluppo sostenibile dell’Appennino) è un progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna – realizzato congiuntamente dalle Università di Modena e Reggio, Parma, Ferrara, Bologna, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Politecnico di Milano – che si pone l’obiettivo di rilanciare in modo concreto le aree appenniniche interne a partire dall’applicazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

È noto che i territori montani delle aree appenniniche stanno attraversando da tempo significativi cambiamenti in termini di riordino organizzativo-economico.

Questi fenomeni hanno portato a un progressivo impoverimento in termini di reddito della popolazione delle aree interne, penalizzate spesso anche da una significativa distanza rispetto ai principali servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità collettiva).

Questa dinamica ha accentuato lo spopolamento, come rilevato dai dati presentati nel censimento della popolazione e delle abitazioni pubblicato da Istat nel 2020. Che fare? Occorre dimostrare che la Sostenibilità paga non solo a parole, ma nei fatti.

Attraverso una serie di workshop, seminari, incontri e conferenze organizzati a partire dal 2020, il progetto Alfonsa vuole trasmettere agli amministratori locali, alle imprese del territorio, ma anche a chi vi abita e lavora, informazioni pratiche ed esempi virtuosi da imitare per avviare progetti di rete che, integrando in modo sistemico e sinergico aspetti economici, demografici e tecnologici, siano in grado di intercettare i fondi messi a disposizione dal piano per il lavoro e il clima della Regione Emilia Romagna e dal Pnrr.

I temi trattati vanno dalla creazione di comunità energetiche, all’uso di nuove tecnologie abilitanti, come i droni per il controllo della qualità ambientale tramite l’uso del Ict, all’identificazione di leve finanziarie per sostenere le aziende locali, alla valorizzazione del capitale naturale, fino alla ideazione di progetti per favorire nuove residenzialità stanziali e temporanee.

La sfida che si ha di fronte è di dimensioni epocali, ma il mondo è cambiato, per cui la strategia non può essere che una sola: occorre smettere di pensare di poter risolvere i problemi uno alla volta e capire che è necessario affrontarli con una visione sistemica, quella alla base dello sviluppo sostenibile del territorio come inteso nello spirito dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In tutto questo, la formazione dei giovani, che sono la base del capitale sociale di un territorio, inteso come patrimonio di valori e obiettivi condivisi dalle comunità locali a partire dal senso di responsabilità sociale e fiducia reciproca, è determinante.

Si avrà successo solo facendo rete insieme e superando interessi locali e particolari.

articolo a cura di Alessio Malcevschi, ricercatore dipartimento di scienze chimiche, della vita e della sostenibilità ambientale Università di Parma e Giulia Berni

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