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Frutta secca e cibi sostenibili: produzione green a impatto zero

frutta secca
Immagine da Depositphotos

Sostenibilità e alimentazione vanno a braccetto. Non si può avere un’etica ambientale senza consumare responsabilmente, ossia mangiare un cibo lavorato e prodotto senza inquinare, fare danni ad animali o persone e soprattutto rispettando l’ecosistema. La frutta secca è la sintesi di queste caratteristiche.

Secondo l’Osservatorio Immagino, che ha calcolato quali alimenti acquistano di più gli italiani analizzando quasi 78mila carrelli della spesa tra giugno 2021 e giugno 2022, le fibre sono aumentate dell’1,3 percento.

Un incremento legato soprattutto al maggiore consumo, fra le altre cose, di frutta secca senza guscio. In tutto lo Stivale è possibile trovare sugli scaffali ogni genere di frutta secca. Mangiata nella giusta quantità può apportare benefici stupefacenti per la salute.

Per questo motivo alcune realtà italiane hanno investito risorse, energie e denaro per la produzione di frutta secca e cibi sostenibili. Anche questa variegata a seconda della lavorazione, ma sempre di tipo sostenibile.

Frutta secca e verdura: l’essicazione a freddo

Exica, brand con sede a Grugliasco (nel Torinese), utilizza per esempio un metodo di essicazione a freddo. In breve: consente di disidratare i prodotti con un sistema di deumidificazione a freddo in vuoto d’aria extra secca.

Una tecnologia che consente una lavorazione delicatissima del prodotto, mantenendo inalterati aromi, colore e caratteristiche organolettiche della frutta o della verdura trattata. Senza dunque utilizzare conservanti o zuccheri aggiunti.

Un sistema che azzera gli sprechi energetici, varia automaticamente la potenza dei macchinari e il flusso d’aria in base a natura e quantità dei prodotti lavorati. Il risparmio energetico medio-superiore è al 70 percento rispetto ai sistemi di essicazione tradizionali.

Sostenibilità premiata e promossa dal marketing

L’azienda Damiano con sede a Torrenova (in provincia di Messina) ha ricevuto per il secondo anno consecutivo il Sustainability Award (premio per la sostenibilità). Un riconoscimento promosso da Kon Group e Credit Suisse, che ha premiato la produzione che questa realtà è in grado di mettere in campo.

Nel proprio stabilimento di circa 14mila metri quadri, possiede oltre 40 tipi di prodotti bio, tutti trattati a livello di alta sostenibilità. La frutta secca così lavorata viene poi destinata a una rete globale di partner commerciali.

Su questo livello si è mossa soprattutto la California Almonds, coinvolgendo gli speaker radiofonici Giorgia Surina e Nicolò De Devitiis in occasione della 73esima edizione del Festival di Sanremo.

Il marketing della realtà aziendale ha giocato sul rapporto tra i generi musicali più ascoltati secondo il sondaggio dei due conduttori (hip hop, pop e rock) e l’energia che una porzione di 30 grammi di mandorle può offrire. Cioè 6 grammi di proteine vegetali e 4 di fibre e grassi sani.

Il burro vegetale realizzato con la frutta secca

Nel filone della frutta secca ci finisce anche BuVé, alternativa vegetale al burro. Il cinquanta percento di questo prodotto è infatti realizzato con anacardi biologici e fermentati.

Senza conservanti, addensanti, additivi, olio di palma o soia, ha anche un packaging riciclabile al cento percento. Sono tantissime le azioni messe in campo dalle aziende italiane.

Che sia un prodotto vegetale, un tipo di lavorazione o semplicemente una trovata pubblicitaria, il messaggio importante che passa è il beneficio che un’alimentazione sostenibile può apportare al nostro organismo e al mondo intero.

Sgranocchiare frutta secca non fa dunque male a nessuno. Anzi, fa bene a tutti.

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