La contrapposizione tra esigenze energetiche – la produzione da fonti rinnovabili richiede l’installazione di pannelli solari o di pale eoliche – e paesaggistiche è tuttora forte e le posizioni sono spesso diametralmente opposte.
Produzione di energia da fonti rinnovabili, attraverso impianti fotovoltaici o eolici, contro conservazione del paesaggio: la contrapposizione è forte e le posizioni distanti.
Poco tempo fa la giurisprudenza ha dato ragione alle esigenze energetiche che hanno la precedenza rispetto alla tutela del paesaggio. Ma la partita non si è chiusa, ancora. La nostra posizione è che una soluzione di buon senso che rispetti entrambe le posizioni ci sia sempre.
Ma la proposta delle semplificazioni per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili del Ministro Pichetto Fratin non è piaciuta a Italia Nostra, l’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale, che si è pronunciata negativamente convinta che le nuove indicazioni vadano contro l’archeologia e il paesaggio.
Riceviamo a questo proposito una lettera aperta di Antonella Caroli, presidente nazionale dell’associazione, che pubblichiamo su greenplanner.it.
Proposta Dl Semplificazioni Pnrr: Italia Nostra è contraria
La stampa nei giorni scorsi ha ripreso, si direbbe con generale soddisfazione, il primo proposito annunciato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica alla presentazione ufficiale dello studio Enel Foundation sul Piano 2030 del settore elettrico: inserire nel Decreto Semplificazioni Pnrr che sarà presentato al prossimo Consiglio dei Ministri la soppressione, in pratica, della verifica archeologica preventiva, se si tratti di dar vita ai grandi impianti fotovoltaici ed eolici.
Concentrato così ed esaurito nella unitaria sede della valutazione di impatto ambientale anche quello specialissimo apprezzamento di compatibilità dell’opera che esige funzionalmente lo scavo esplorativo sul campo e la relativa conclusione negativa.
La sostenibilità dell’impatto sarà dunque data nell’assenza di quell’essenziale elemento di giudizio, con la cinica accettazione del rischio del sacrificio dell’interesse di tutela dei valori archeologici, pregiudizialmente perfino esclusi dal concreto bilanciamento con quelli della cosiddetta sicurezza energetica, necessariamente e per legge prevalenti.
Non bastano cioè le misure di semplificazione già subite dal Ministero della Cultura che hanno mortificato l’esercizio del ruolo delle Soprintendenze.
A esse viene negato il potere del dissenso discrezionale alla proposta dell’intervento e limitato il loro compito alla indicazione e in gran fretta – entro 45 giorni – delle opere di mitigazione che, in ogni caso per presunzione assoluta, rendono l’opera compatibile con tutela di paesaggio e patrimonio.
Neppure la sollecita recente modifica dell’articolo 9 della Costituzione può valere a legittimare una tale dichiarata rinuncia all’esercizio della tutela, funzione primaria della Repubblica.
E sulla linea di intolleranza verso quella funzione si vuole ora escludere ogni valutazione discrezionale delle Soprintendenze anche con la disposizione normativa che limita nello spazio l’alone di rispetto intorno ai beni sottoposti a tutela – da 7 km a 3 km per gli impianti eolici e da 1 a 0,5 km per i pannelli solari.
Queste le anticipazioni riprese dalla stampa sul Decreto Semplificazione Pnrr che il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si appresta a presentare in Consiglio dei Ministri, una semplificazione consumata sul ruolo degli uffici della tutela in pratica vanificato, se quelle disposizioni fossero approvate, nei procedimenti che abilitano i grandi impianti fotovoltaici e eolici – più di ottocento si dice – previsti dal Pnrr.
Italia Nostra, allarmata, crede che sia compito ineludibile del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, presidiare il compito istituzionale dell’articolo 9 della Costituzione, contrastando le proposte di estrema semplificazione con il definitivo sacrificio di archeologia e paesaggio.












