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MyplanTech, spazio di ricerca tra scienza e tecnologie di frontiera in ambito agrario

myplantech convegno

Che si stia parlando di campi aperti, di serre, di vivai o di spazi verdi urbani l’importanza di avvalersi di sistemi innovativi da un punto di vista tecnologico è sempre più evidente anche nel settore del florovivaismo. Ne abbiamo parlato con i partecipanti dell’edizione 2023 di MyplanTech all’interno della manifestazione Myplant&Garden.

Se da un lato eventi calamitosi, guerre e cambiamenti climatici rendono indispensabile ottimizzare le risorse soprattutto quelle idriche ed energetiche dall’altro le aziende tecnologiche rispondono con la messa a punto e la proposta di soluzioni innovative sempre più efficaci.

Alcune di queste aziende hanno partecipato a MyplanTech 2023 (l’area dedicata alle soluzione di tecnologie in Myplant&Garden dove Edizioni Green Planner è mediapartner) e hanno raccontato le loro soluzioni ed esperienze.

Anche il mondo del florovivaismo ha bisogno di tecnologie per risparmiare acqua ed energia, nonché migliorare la produzione e sarà proprio la tecnologia a fare la differenza” è con queste semplici ma significative parole di M.Cristina Ceresa, direttore di GreenPlanner, che viene introdotto l’interessante incontro svolto nella sezione MyplanTech all’interno della manifestazione Myplant&Garden.

Incontro che, oltre al direttivo di Myplant&Garden, ha visto la presenza di alcune delle aziende tecnologiche presenti in fiera.

La necessità di considerare le nuove tecnologie in qualunque ambito produttivo ci si trovi – a maggior ragione in quello Green dove risparmio energetico e risparmio idrico rappresentano presupposti indispensabili – viene sottolineata nei saluti d’apertura da Valeria Randazzo, general exhibition manager di Myplant&Garden, secondo la quale in riferimento a MyplanTech è già possibile osservare come “molte delle aziende presenti fanno ricerca e investono sull’innovazione e questa sezione non può far altro che creare un vero e proprio contatto tra le novità e i produttori, un punto di incontro fondamentale che essere in continuo sviluppo“.

Anche Marco Orlandelli, presidente del Consorzio Myplant&Garden e amministratore delegato di Organizzazione Orlandelli, rilancia l’iniziativa per la prossima edizione: “l’idea (di questa sezione – ndr) è partita nel 2019 e sul progetto si è lavorato molto tuttavia è possibile osservare come in altre manifestazioni sezioni analoghe a MyplanTech siano state maggiormente sviluppate e riscontrino una più ampia partecipazione, dunque l’impegno che ci prendiamo come Consorzio è quello di contribuire alla crescita anche di MyplanTech e di trovare il modo di sostenere questa iniziativa, che suscita molto interesse, con un contributo che possa andare al di la dei tre giorni di manifestazione“.

Un padiglione intero dedicato alle tecnologie verdi

Quello che dobbiamo attuare fin da subito è un cambio di paradigma che passa da un diverso approccio filosofico“. È il pensiero di Umberto Andolfato, vicepresidente Aiapp Lombardia che ha ricordato come da tempo “il Comitato tecnico-scientifico di MyplanTech stia riflettendo sul tema della scarsità idrica – oggi siamo al 40% in meno di capacità dei nostri bacini. Per non parlare poi della guerra alle porte che ci ha posti di fronte a seri problemi energetici e del cambiamento epocale in atto di una società che sta invecchiando e in cui non si trovano più forze lavoro specializzate. La risposta che ci siamo dati è che la soluzione a questi problemi può arrivare solo dalla tecnologia e alcuni dei nostri espositori hanno capito già da tempo che è sulla tecnologia che bisogna puntare“.

MyplanTech, secondo Adolfato, dovrà diventare un padiglione, uno spazio all’interno del quale per dare risposte effettive con tecnologie smart già utilizzabili in grado di supportare in modo semplice gli operatori del settore nella quotidianità.

In linea con quanto rappresentato dagli organizzatori è Giorgio Ciron, direttore di InnovUp, partner di MyplanTech, che ha ricordato come nel 1894 il principale problema nella gestione urbanistica delle città, con gli spostamenti avvenivano in carrozza, fosse rappresentato dal letame dei cavalli che invadeva le strade.

L’arrivo dell’automobile ha poi determinato un importante avanzamento tecnologico in grado di superare il principale problema dell’epoca.

Questo passaggio si avrà sicuramente anche in ambito florovivaistico, ambito in cui le ultime tecnologie e soprattutto l’intelligenza artificiale anche predittiva, i big data analytics, internet of things saranno sicuramente determinanti nella soluzione delle grandi sfide che il settore pone“.

Le soluzioni tech delle aziende

Quello della sensoristica, fino ad arrivare all’intelligenza artificiale, è senz’altro uno degli ambiti tecnologici in cui  le aziende di tecnologia si stanno cimentando maggiormente, andando a intercettare i bisogni anche degli operatori del settore agricolo traducendoli poi in prodotto o processi.

È il caso di Syde che a MyplanTech presenta EcoSensors System un sistema di diffusione capillare di sensori, modulabile e flessibile, con possibilità di incrementi successivi.

Si tratta di una famiglia di sensori che operano come centrali metereologiche diffuse nate, come ci ha spiegato Daniele Montani, presidente di Syde, intercettando alcune specifiche richieste di agronomi.

La peculiarità di questi sensori risiede nel fatto che (a differenza dei sistemi di misura di parametri ambientali molto precisi ma caratterizzati dalla misura di un punto fisso che non rappresenta quello che succede in termini di evoluzione nell’impianto del campo) vanno a vivere in prossimità della pianta, così da andare a meglio comprendere le evoluzioni all’interno dell’impianto e creare una sorta di digital twin dello stesso“.

In tal modo si potrà acquisire non tanto un valore assoluto ma eventuali valori differenti a seconda della differente posizione del sensore in campo e ciò porta non solo a conoscere meglio lo stato del campo in tutte le sue parti, ma anche a dosare nel modo migliore le risorse (acqua, trattamenti) utilizzandole solo dove servono e in modo mirato, limitando al massimo gli sprechi.

Anche Lualtek – una startup innovativa nata nel febbraio del 2021 con sperimentazione iniziata nell’agosto del 2020 – ha l’obbiettivo, come sottolineato dal co-founder Luca Occhipinti, di fornire la tecnologia agli imprenditori agricoli, interpretando i loro bisogni e sfruttando le loro competenze per arrivare a ottimizzare la produzione.

Ci siamo fatti guidare dagli imprenditori agricoli, da amici, dagli imprenditori agronomi e sulla base del nostro know how tecnologico sulla trasmissione dati e sullo sviluppo di applicazioni abbiamo realizzato una Progressive Web App che consente di visualizzare i valori dei nostri sensori che sfruttano il protocollo di trasmissione LoRa One utilizzato per coprire anche quelle zone dove la copertura internet non arriva. I sensori trasmettono il segnale fino a 10 km per garantire e un’efficienza nell’automazione“.

La Progressive Web App di Lualtek consente anche di creare delle automazioni senza l’uso di internet e quindi l’imprenditore agricolo dall’applicazione può decidere per esempio se far partire l’impianto dell’irrigazione o aprire i portelloni della serra o quant’altro sulla base dei sensori posizionati nell’azienda.

Pierucci Agricoltura è invece una azienda di tipo tradizionale – come ha sottolineato Emanuele Pierucci, amministratore delegato dell’azienda – produttrice di substrati e fertilizzanti e rivenditori di mezzi tecnici per l’agricoltura, che ha visto nella sensoristica e nella smart agricolture una opportunità per associare al proprio modello di business un altro modello, non più basato sulla vendita e sul consumo di prodotti ma sull’utilizzo di un servizio avanzato.

Questa è stata la nostra scommessa con il progetto Nurset (un setup elettronico di sensori e connettività per acquisizione dati, reportistica, monitoraggio e controllo dello stato di salute e crescita delle piante, irrigazione, fertirrigazione controllati da un software) che consente di aggiungere un servizio avanzato alle nostre attività tradizionali. Per fare questo ci siamo avvalsi anche di nuove competenze per lo studio e la ricerca di queste tipologie di applicazione e di un partner tecnologico.

Nel contempo abbiamo lavorato a stretto contatto con i nostri clienti ascoltando le loro necessità e nel corso di quattro anni siamo arrivati ad avere una piattaforma funzionante che risponde alle necessità degli utenti. La logica anche per noi è quella dell’utilizzo dei dati in agricoltura per raggiungere gli obbiettivi di sostenibilità ambientale ed economica“.

Realtà che da 40 anni si occupa di soluzioni per la movimentazioni di piante e fiori ma anche per l’esposizione, Organizzazione Orlandelli a MyplanTech presenta una soluzione proposta per il vertical farming.

Con la popolazione in costante crescita (entro il 2050 potremmo arrivare a essere 10 miliardi di persone), con un significativo consumo di suolo per urbanizzazione e la perdita di fertilità derivanti anche da pratiche agronomiche discutibili e che possono anche innescare dei processi di desertificazione, il vertical farm può offrire un significativo contributo se pur determinante sarà intervenire con politiche agronomiche più sostenibili che determino un cambio di rotta.

La nostra azienda, che da anni aveva condotto delle sperimentazioni con lampade a led in collaborazione con C-Led, ha realizzato una propria gamma di vertical farming, sistemi che prevedono la coltivazione di piante su più livelli con lo scopo principale chiaramente di ottenere un maggior numero di piante in uno spazio ridotto.

In particolare la nostra proposta è rappresentata da carrelli dotati di luci a Led controllate da App e progettate per stimolare la germinazione, l’innesto e la gestione delle fasi di sviluppo delle piante. Si può modificare l’intensità luminosa di tutti gli spettri di luce in base alla reazione della pianta. La modularità dei ripiani è funzionale alla coltivazione verticale“.

Acqua ed economia circolare sono invece nel Dna di Pietranet, azienda nata nel 2015 all’interno del progetto manifattura di Rovereto, struttura creata da Trentino Sviluppo a favore di tutte le startup con un target sostenibile.

Pietranet – come ha raccontato Bruno Quagliata, responsabile vendite dell’azienda – ha sicuramente a cuore la risorsa idrica come bene da preservare. Abbiamo sviluppato un business ecosostenibile producendo con della plastica riciclata proveniente dal rifiuto urbano uno stabilizzatore di ghiaia con il quale andiamo a realizzare sistemi integrati di eco-pavimentazioni drenanti continue e traspiranti, tra cui GravelNet, un modulo mono lastra realizzato con il 75% di materiale riciclato, co-stampato alla base con geotessile in fibre di polipropilene, senza collanti e leganti chimici.

Le pavimentazioni hanno una struttura aperta, per garantire il miglior rapporto di compattazione in funzione della granulometria delle ghiaie e delle pavimentazioni drenanti continue ecosostenibili“.

Costruire nuovi mondi, al di là delle frontiere

In fondo potremmo considerare la sezione MyplanTech uno spazio di ricerca di scienze e tecnologie di frontiera, tecnologie quindi che possono avere un’ulteriore evoluzione” è Marco Migliari, del Comitato Tecnico Scientifico a lanciare la suggestione in chiusura di incontro.

C’è un concetto progressivo nell’idea di nuova frontiera proprio perché il sapere umano ha la possibilità di progredire superando la frontiera stessa. Un’applicazione che consideriamo specialistica ha dunque la possibilità di interagire con altre specializzazioni; ed è proprio questo meccanismo che sta alla base della funzione di MyplanTech cioè coinvolgere aree esterne all’insieme delle tecnologie e portarle all’interno generando così nuove applicazioni.

L’obiettivo finale è quello di inserire quelle demarcazioni attualmente troppo specialistiche in visioni più ampie offrendo strategie tali da permettere alle singole tecnologie (specializzazioni) di diventare opportunità in grado di costruire, andando al di la delle frontiere, nuovi mondi non solamente tecnologici ma anche di modalità d’uso, di comportamento, di processo“.

MyplanTech, l’innovazione sostenibile, in video

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