Home Energy and Mobility Le Cer, volano dell’economia locale e del citizen engagement

Le Cer, volano dell’economia locale e del citizen engagement

convegno cer

Non è solo questione tecnologica quella delle Comunità Energetiche Rinnovabili, ma anche di sviluppo locale e valore territoriale. Ne abbiamo parlato a un evento organizzato in MyplanTech: ecco dunque perché le Cer riguardano tutti noi…

Le Comunità energetiche rinnovabili italiane (Cer) sono ancora appese al filo dei decreti attuativi, che continuano a slittare di mese in mese, quasi fosse un argomento di nessuna priorità.

Voci attendibili, questa volta parlano di possibile rilascio a maggio. Eppure, non dovrebbe essere così difficile: stiamo solo aspettando di implementare esattamente quello che tante altre Nazioni europee hanno dimostrato che si può fare e bisogna fare: con le Cer si passa non solo a un nuovo modello energetico produttivo e distributivo, ma anche sociale, di rigenerazione urbana e dei territori compresi.

Se ne è parlato durante il workshop organizzato dalla redazione di GreenPlanner durante Myplant&Garden, nell’area dedicata alle soluzione tecnologiche che possono migliorare l’assetto delle imprese legate al mondo del florovivaismo e dell’agricoltura: MyplanTech.

Un tema che dovrebbe garantire anche posti di lavoro e sviluppo professionale. Tante le figure che saranno chiamate a lavorare attorno alle Cer tra cui tecnici delle rinnovabili, ma anche architetti e ingegneri e soprattutto tutti coloro che ruotano attorno alle comunità locali.

Federico Beffa, esperto di energy e climate change di Fondazione Cariplo ha fatto notare che anche la Cei è molto attenta al tema Cer e le parrocchie se ne stanno occupando attivamente, come quelle legate alla diocesi di Cremona o anche le esperienze di Laveno Mombello.

E infatti le Cer potranno adempiere a questo obiettivo come soggetto giuridico che aggrega a livello locale persone, aziende ed enti per favorire attraverso l’innovazione la generazione, il consumo e la gestione dell’energia.

Come Paolo Galli, giornalista ed esperto di tecnologie ha spiegato nella sua introduzione, le Cer significano: energia pulita; democratizzazione e disponibilità a tutti i livelli dell’energia, riqualificazione dei territori.

Cui Roberta Pezzetti, docente di economia dell’Università dell’Insubria (il cui rettore sembra essere intenzionato a sperimentare una Cer che parta dal campus universitario) nonché direttore del centro di ricerca interdipartimentale Smarter, ha aggiunto anche la componente di sviluppo e scambio sociale con prodotti e servizi, garantiti con tecnologia block chain.

Un vero e proprio citizen engagement” ha puntualizzato la docente che strizza l’occhio anche al valore dei territori e degli immobili che saranno coinvolti in una Cer.

Fondi e consulenza: aspetti necessari per le Cer

Con il Pnrr – ha portato in evidenza Galli – sono stati stanziati 2,2 miliardi di euro per finanziamenti al 100% per impianti fotovoltaici – soprattutto in città, ma anche eolici, idroelettrici, geotermici – e configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili.

In Lombardia ci sono anche i fondi stanziati per i Comuni, pari a 20 milioni di euro” ha commentato ancora Beffa. Fondazione Cariplo sul tema delle Comunità energetiche sta rilanciando un prossimo bando (il secondo in tema) che dovrebbe uscire a maggio 2023.

Con i decreti attuativi ci si devono aspettare anche una serie di risposte ancora appese (ma non era più facile guadare a come ci si muove all’estero?) e “anche le detrazioni” come ha spiegato Ocleto d’Arcangelo, ricercatore di Enea che vi invitiamo a contattare perché, come si potrà seguire dalla registrazione dell’intervento, è uno dei più attenti esperti in materia.

Cer perché riguardano anche me? Era questo il titolo del workshop. Azzeccato crediamo, perché tante comunità e aziende potrebbero essere coinvolte: per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, entro il 2024 nel nostro Paese “arriveremo ad attivare tra le 15 e le 20mila comunità energetiche“.

C’è molto da fare quindi, perché in Italia sono oggi solo circa 100 le comunità energetiche, contro le 7mila in Europa che associano già 7 milioni di persone.

Senec, azienda tedesca ma con un’importante filiale attiva anche nel nostro Paese, è una di quelle realtà che crede moto nelle Cer e non è solo pronta a offrire soluzioni tecnologiche fotovoltaico, ma anche supporto consulenziale, come ha spiegato Antonio Mustaro, direttore commerciale di Senec Italia nel suo intervento a MyplanTech.

Grazie a un accordo con una società di consulenza legale come Partners4energy – ha spiegato il manager – abbiamo dato vita a Efficienza facile. Obiettivo: rendere tranquillo l’imprenditore, lo sviluppo di una Cer occupandosi anche delle incombenze burocratiche e amministrative“.

Interessante però capire anche “che le Cer potrebbero essere la prospettiva finale, mentre le aziende – ha ribadito Mustaropotrebbero da subito attuare un investimento Ppe (Power purchase agreement) – per la propria autoproduzione – per poi allargarsi ad altri investimenti tecnologici e sposare appieno una Cer” nella quale sarà possibile inglobare anche soggetti come i dipendenti e i collaboratori della stessa azienda.

Intanto, se qualcuno vuole fare due conti per capire la portata tecnologica e l’assetto da scegliere si può anche fare ricorso agli strumenti online di Enea, di cui d’Arcangelo ha illustrato le peculiarità: come Recon; Dhomus e il derivato Smart Sim.

Oppure anche approfondire il tema consultando il manuale Guida alle comunità energetiche a impatto sociale, pubblicato da Fondazione Cariplo.

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