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Report Raee 2022, oltre 361mila tonnellate di rifiuti elettronici riciclati

Bidone rifiuti elettronici riciclati
Immagine da Pixabay

Oltre 361mila tonnellate di rifiuti elettronici sono stati riciclati correttamente. Lo si evince dal rapporto annuale 2022 del Centro di coordinamento Raee. E si nota anche una flessione dopo 8 anni: il 6,2 percento rispetto al 2021.

In altri termini: è calato il riciclo di rifiuti elettrici, con un dato pro capite che scende a 6,12 chilogrammi per abitante. Una diminuzione del 5,3 percento rispetto all’anno precedente.

Si tratta di una dinamica che contrasta ogni procedimento di smaltimento e riciclo rifiuti. E nonostante si organizzino eventi di sensibilizzazione (come quello nelle scuole promosso in Campania che partirà dal 13 marzo) e ci siano tutti gli strumenti per agire bene, la controtendenza dimostra che c’è ancora tanto da fare.

Batterie delle auto elettriche tra i rifiuti elettronici riciclati

Con una direttiva europea, è stato stabilito che le batterie dei veicoli elettrici, dopo il loro utilizzo, vadano riciclate. Un provvedimento che rende la mobilità elettrica un esempio di economia circolare.

Dopo l’impiego, quelle batterie vengono prima utilizzate a supporto di reti elettriche e fonti rinnovabili e poi sono avviate al riciclo. L’obiettivo è recuperare i materiali preziosi che le compongono.

Motus-E, Strategy& e Politecnico di Milano hanno presentato mercoledì primo marzo uno studio in cui si evince una cosa fondamentale: entro il 2050 si stimano ricavi per poco più di 6 miliardi di euro generati dalla vendita di nichel, cobalto e litio riciclati.

Sempre entro quell’anno si stimano circa 3,4 milioni di tonnellate di batterie pronte per essere riciclate in Europa. La capacità odierna non supera le 80mila tonnellate l’anno di quei rifiuti elettronici riciclati.

Il rapporto Raee 2022

Entrando più nel dettaglio nel dossier del Centro di coordinamento Raee (ecco il documento online), si nota che l’area geografica con meno rifiuti elettronici riciclati è il Nord.

Tuttavia, se qui registra una contrazione dell’8,6 percento rispetto al 2021 e un totale di 183.881 tonnellate, si vede anche come in termini di volumi assoluti il Nord Italia totalizzi oltre il 50 percento della raccolta italiana.

La contrazione più contenuta la registra la Liguria (-5,7 percento), mentre la performance peggiore è della Valle d’Aosta con -15,1 percento.

In termini di raccolta pro capite, il Piemonte è quella del Nord con la cifra più bassa: 5,78 chili per abitante. Ma registra anche una flessione del 4,8 percento.

Il Centro Italia si ferma a 80.682 tonnellate, in calo del 6,3 percento. A impattare sul risultato è il podio: Umbria con -12,1 percento, Marche con -7,4 percento, Lazio con -5,3 percento.

Sula raccolta pro capite, la Toscana supera la media nazionale di oltre due punti e si attesta su 8,24 chili per abitante.

Nel Sud Italia, infine, si sono registrate 96.128 tonnellate di rifiuti elettronici riciclati. E con 9,94 chili per abitante – dato quasi identico al 2021 – la Sardegna ottiene il primato nazionale.

Il Chips Act: produrre rifiuti elettronici che saranno riciclati

Il discorso si focalizza su un altro fattore: come produrre più rifiuti elettronici riciclati? Una risposta può essere una maggiore consapevolezza a livello europeo grazie a un pacchetto di norme varato a inizio 2022 dall’Unione europea denominato Chips Act.

In buona sostanza, punta a incentivare il ritorno di una parte della produzione di prodotti elettronici nel vecchio continente, così da poter avviare una maggiore economia circolare.

E secondo il country manager di Gpbm Italy, Luca Negri, anche soddisfare un incremento della domanda di dispositivi elettronici e batterie. Una richiesta che potrebbe aumentare di oltre 20 volte entro i prossimi trent’anni.

L’azienda punta moltissimo, di conseguenza, a incentivare il ricaricabile per allungare i tempi delle batterie. Sta anche lavorando per perfezionare i processi che portano quei futuri rifiuti elettronici riciclati ad avere una seconda vita prima di esaurirsi.

Le aziende italiane possono muoversi in questo modo, dando un occhio alle tendenze europee e alla volontà di rilanciare la situazione del riciclo nel campo dei prodotti elettronici.

L’occasione è ghiotta per rivedere da cima a fondo supply chain, consumo e infine smaltimento. Una gara che può essere giocata al rilancio, per una maggiore sostenibilità anche nel settore elettrico.

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