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Vecchi detriti, nuovi arredi urbani

Lo Iuav di Venezia amplia la sua offerta formativa

Recuperare i detriti edili è due volte buona cosa: non si buttano via materiali preziosi e ora con il progetto Waste Design si capisce come farne arredo urbano. Ne parliamo in questa nuova puntata di Pink&Green con lo Iuav, Università di Venezia.

Ne abbiamo troppi e spesso sparsi e abbandonati in giro: sono i detriti edili, quelli che si formano anche quando mettiamo mano alla ristrutturazione delle nostre case.

Sono rifiuti contengono ancora beni preziosi come legni, metalli, vetri e carta per circa il 5%, materiali da scavo e asfalti per un 10% per il restante 80% laterizi, murature e frammenti di conglomerati cementizi armati e non armati.

Per noi di Pink&Green trovare così un progetto che si basa sulla raccolta e riutilizzo di questi scarti è una bella e interessante notizia.

Ce la racconta Serena Pappalardo, assegnista di ricerca dello Iuav, Università di Venezia, che sotto l’egida del rettore Benno Albrecht ha collaborato con Jacopo Galli, Giulia Piacenti, Alessia Cane, Ambra Tieghi nel progetto transfrontaliero Waste Design.

Grazie a un finanziamento europeo Interreg V-A Italia Slovenia il team dello Iuav ha potuto occuparsi del tema recupero e riuso degli scarti inerti e arrivare a creare una linea di arredi urbani.

Come racconta la Pappalardo: “sono stati utilizzati ciottoli provenienti da demolizione di cantiere di un edificio in mattoni rossi mescolati con pezzi di cemento che sono poi stati impastati con una resina epossidica trasparente. Gli arredi sono infine stati realizzati con una sottostruttura in vetroresina mista a ferro utile ad alleggerirne il peso ed evitare che la resina tenda a rompersi per i ritiri disomogenei dati dai ciottoli mescolati.

E siccome siamo a Venezia il ha preso spunto dalle diverse tecniche di riutilizzo degli scarti edili nella storia e in particolare alla tecnica del terrazzo veneziano. Sono stati prodotti diversi campioni realizzati miscelando inerti edili – continua la ricercatrice – con impasti resinosi al quarzo dei quali si è valutato la resistenza, la durabilità e il rispetto dei requisiti di sicurezza“.

Sulla base di questi studi preliminari sono stati individuati i criteri formali da seguire per la realizzazione dei casseri in legno e sono state studiate le possibili rese estetiche a seconda della granulometria degli inerti e del colore della resina utilizzati.

Bello sarà vedere per le nostre strade i tre prototipi ideati con la collaborazione di un’azienda: la Fiberbrick.

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