Home Agricoltura 4.0 Quando il burger vegetale spaventa la Politica…

Quando il burger vegetale spaventa la Politica…

hambuger veg
Immagine da Depositphotos

Con la proposta di legge 746 del 29 dicembre 2022 si introduce una censura sull’uso di termini riconducibili ai prodotti di origine animale nella commercializzazione di alimenti vegetali. Associazioni, cittadini e aziende inviano una lettera aperta.

La protezione dell’agricoltura italiana si fa sempre più comica: dopo le notizie sulla perdita di storia e cultura per il cambiamento forzato di coltura in molti territori a causa della mancanza di acqua – ora è la volta delle parole.

Nella proposta di legge 746 del 29 dicembre 2022 – Disposizioni in materia di denominazione dei prodotti alimentari contenenti proteine vegetali – presentata dalla Lega, infatti, si chiede di vietare l’uso di denominazioni riconducibili a prodotti di origine animale per alimenti vegetali.

In questo modo i prodotti a base vegetale non potrebbero usare nomi tipici dei prodotti di carne – burger, salsiccia, würstel, cotoletta. Come se chi compra non comprendesse la differenza tra un hamburger di maiale e uno di legumi.

Tra l’altro, un sondaggio pubblicato nel 2020 da Beuc (The European Consumer Organization) mostra come l’88% degli italiani sia favorevole all’utilizzo di questi termini.

Per questo motivo, 34 associazioni che rappresentano aziende, consumatori e cittadini hanno deciso di scrivere alla Commissione Agricoltura alla Camera.

Associazioni e produttori contro la proposta di censura delle proteine veg

Riceviamo e pubblichiamo la lettera, promossa dall’associazione Essere Animali e sostenuta dalla European Alliance for Plant-based Foods, indirizzata alla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati con la richiesta di un’audizione che permetta di evidenziare tutte le criticità della proposta di legge Disposizioni in materia di denominazione dei prodotti alimentari contenenti proteine vegetali.

I prodotti a base vegetale sono sempre più consumati dai cittadini italiani, molti tra questi scelgono di variare la loro alimentazione per tutelare la propria salute e l’ambiente e per una maggiore sostenibilità del nostro sistema produttivo.

Questa proposta va contro la sensibilità e le scelte di cittadini e consumatori italiani ed è un tentativo palese di rallentare la crescita di questo mercato e di bloccare i piani europei per un sistema alimentare sostenibile.

Come specificato dalla Commissione Europea nel recente report sulla sicurezza alimentare il cibo contribuisce per circa il 45% dell’impatto ambientale dei consumatori Ue e – includendo le emissioni relative alla produzione, trasporto e lavorazione dei mangimi – il settore zootecnico è responsabile per l’81-86% delle emissioni totali di gas serra dell’agricoltura.

Passare a diete basate maggiormente sulle proteine vegetali è quindi necessario per ridurre l’impatto climatico dell’intero sistema alimentare.

Inoltre, le alternative vegetali sono nutrienti, proteiche e presentano spesso anche vantaggi in termini di salute, come l’assenza di colesterolo e la minore presenza di grassi.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato nel 2015 che la carne rossa lavorata è cancerogena e che la carne rossa è probabilmente cancerogena, sulla base di oltre 800 studi.

Per tutti questi motivi, le associazioni chiedono di essere auditi dalla Commissione Agricoltura alla Camera, sostenendo la necessaria tutela del settore economico delle proteine vegetali e della sostenibilità alimentare“.

Le associazioni firmatarie sono: A Better Future AB, Acu – Associazione Consumatori Utenti, Alternative Protein International, Anima International, Animal Equality Italia, Animal Friends Croatia, Animal Law Italia, Associazione Terra!, CiWF Italia, Enpa, Essere Animali, Eurogroup for Animals, European Alliance for Plant-based Foods, European Vegetarian Union, Fórum Nacional de Proteção e Defesa Animal, Future Food 4 Climate, Green Rev Institute, Grønn Framtid, Gyvi Gali, Humane Society International/Europe, Lav, Lndc Animal Protection, Oipa Italia, Plant Based Cities Movement, Plant Based Foods Association (Pbfa), Plant Based Foods Institute (Pbfi), Plantebranchen, ProVeg International, Swissveg, The Good Lobby Italia, The Jeremy Coller Foundation, Tutmonda Esperantista Vegetarana Asocio, Unión Vegetariana Española, Vegan France Interpro.

Crediti immagine: Depositphotos

Condividi: