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Le sfide dei risk manager: geopolitica, inflazione e transizione energetica

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Immagine da Depositphotos

Il futuro riserva sfide complesse alle aziende che, attraverso la figura del risk manager, si troveranno ad affrontare, oltre alla transizione energetica ed ecologica, anche gli effetti dell’inflazione e delle tensioni geopolitiche.

Wtw (ex Willis Tower Watson), società di consulenza e brokeraggio attiva a livello mondiale, ha appena pubblicato il suo report annuale Renewable Energy Market Review in cui evidenzia le sfide del risk manager nel settore energetico per gli anni a venire.

Quali? Far convergere l’esigenza di energia a zero emissioni, operare in uno scenario di instabilità macroeconomica globale, gestire l’incremento della domanda di energia rinnovabile in presenza di un’offerta ridotta.

Il trilemma, così battezzato nel report, è stato analizzato nelle sue diverse prospettive da una ventina di esperti e specialisti internazionali, che hanno fatto emergere la necessità di bilanciare i rischi e le opportunità all’interno di un contesto economico, politico e sociale che si evolve molto rapidamente.

La pandemia prima e la guerra in Ucraina poi hanno generato tensioni di tipo inflazionistico, che oggi si assestano intorno al 10% e che sono diventate un problema mondiale, sia per gli effetti sui prezzi delle materie prime e dei beni di consumo (e quindi sulla supply chain), sia per l’aumento del costo dell’energia, a uso privato e nei processi produttivi.

Secondo Margaret-Ann Splawn, direttore esecutivo della Climate Markets & Investment Association, “gli eventi e le tendenze macroeconomiche attuali come l’inflazione, l’aumento dei costi, la sicurezza e le catene di approvvigionamento stanno avendo un impatto sull’industria delle energie rinnovabili, rendendo l’attuale contesto economico impegnativo per i gestori del rischio“.

In questo contesto, i risk manager avranno il compito di analizzare e comprendere le potenziali vulnerabilità, con particolare attenzione ai rischi Esg e di transizione ecologica.

Per fare questo, dovranno valutare il posizionamento della propria azienda sui temi legati alla Sostenibilità, analizzando nel dettaglio come i processi operativi influiscono sul clima; dovranno comprendere i rischi legati alla catena del valore; dovranno svolgere un ruolo strategico all’interno dell’azienda, facendosi portavoce delle necessità relative ai fattori Esg, coinvolgendo attivamente gli stakeholder in queste tematiche.

Al centro delle riflessioni resta una gestione attenta e mirata degli aumenti tariffari: sarà importante avere piena contezza della propensione al rischio specifica di clienti e intermediari, arrivando a definire segmentazioni per classi di rischio.

Il caso italiano: opportunità e sfide

Nel 2021 l’Italia ha adottato il piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr), in cui viene dato ampio spazio alle rinnovabili lungo diverse direttrici:

  • la spinta allo sviluppo vero e proprio di fonti di energie rinnovabili
  • la semplificazione delle procedure burocratiche per la costruzione degli impianti onshore e offshore
  • il rafforzamento dell’infrastruttura di rete
  • la promozione all’utilizzo dell’idrogeno verde

Gli effetti combinati del Pnrr e della crisi geopolitica hanno influito positivamente sulla crescita delle installazioni degli impianti: nel 2022 la capacità installata di eolico onshore è cresciuta del 3% mentre quella del solare del 6%.

Sono inoltre aumentati i progetti attualmente in cantiere, grazie anche a un lavoro di semplificazione e di accelerazione dell’iter burocratico relativo all’ottenimento delle autorizzazioni.

In questo contesto, il settore assicurativo vuole svolgere un ruolo attivo nella crescita del Paese, anche se si trova ad affrontare il rischio di un aumento di premi e di franchigie dovute, da una parte, all’aumento dei costi delle materie prime, dall’altra, alla tendenza a costruire i nuovi impianti in zone esposte a catastrofi naturali e a problematiche relative alla sicurezza di beni e persone.

A questi fattori si aggiunge anche il ruolo delle tecnologie nei processi decisionali attuati dai sottoscrittori: i progressi tecnologici relativi ai settori eolico e solare sembrano essere più facilmente accettate rispetto a quelli relativi alle biomasse, alla geotermia e alle tecnologie per ricavare energia dai rifiuti.

Crediti immagine: Depositphotos

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Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora come consulente e formatore in ambito sistemi di controllo interno, compliance e gestione dei rischi e come coach in ambito life e business coach. Crede nella Sostenibilità come modello imprenditoriale e come generatore di valori condivisi all'interno di un gruppo. Curiosa per natura, nel tempo libero le piace leggere, correre all'aria aperta, praticare pilates e dedicarsi alla degustazione di vini | Linkedin
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